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Cultura

Al Musil di Cedegolo fino al 20 agosto 2016 I dipinti ridipinti di Francesco De Prezzo

Francesco De Prezzo è presente al Musil di Cedegolo (Brescia) con la sua terza personale dal titolo: “There was here first”, che in rete è segnalata tra le cinque mostre da non perdere, in cui presenta una serie di opere che rispecchiano le ultime ricerche del suo lavoro.

Il critico d’arte Andrea Barretta, che ha curato nel 2015 la sua prima personale in Italia alla “Galleria ab/arte” di Brescia,  scrive del confrontarsi dell’artista “con la dimensione della forza espressiva esistenziale comune a tanti giovani,  teatralizzando a volte i propri sentimenti nella teoria junghiana dell’inconscio collettivo, ma l’animo è quello buono e la creatività ne è il collante, per far emergere il pensiero della coscienza di sé”. Un talento, De Prezzo, che Barretta ha saputo cogliere e presentare a Brescia dopo la mostra che aveva da poco tenuto alla Ylium Gallery di Londra, dove l’arte si muoveva “lungo una linea disegnata con pastello e cemento su tela ambientata in uno spazio architettonico bianco e minimalista”, in uno studio dello spazio come per l’installazione del 2015 alla Kunstakademie di Düsseldorf, composta da cinquanta pezzi, che rifletteva sul concetto di luogo e di appartenenza.

Francesco De Prezzo, infatti, approfitta del connubio tra le diverse arti, dai video alle performance, dalle installazioni alla  musica, dalla fotografia al digitale, ma tiene il dipingere in debito conto in una sorta di “pittura d’azione” rilevata da Andrea Barretta nel testo critico della sua prima personale in Italia, soprattutto “dove opera su grandi tele con l’istinto liberatorio di energie interiori che affida a prospettive reversibili della pittura gestuale, fino a sovrapposizioni di pennellate bianche”.

There was here first, letteralmente “c’era qui prima”, spiega De Prezzo in una intervista a “Margutte”, si riferisce  principalmente all’operazione che compio in pittura rintonacando le tele, un titolo che in senso più generale, allude al  binomio assenza/presenza, e molti lavori installativi che sono in mostra sono una riflessione sull’ esistenza degli oggetti, assemblaggi  composti site specific.

Gruppi  poi descritti a pavimento con un perimetro in nastro adesivo, quasi come tentativo di misurare l’esistenza dei corpi stessi, in cui il giovane artista – come egli stesso spiega – riassume l’essenza stessa delle sue ricerche: un itinerario attraverso la presenza dei corpi nello spazio, l’assenza delle forme e al contempo l’interpolazione percettiva, dove il dato reale si riduce al minimo per svelare, con composizioni semplici e dai colori neutri, sottili equilibri e suggestioni emotive inaspettate, in una mostra che presenta elementi pittorici su tela e installazioni in gesso, cemento e tinte industriali a compenetrarsi con gli spazi del museo che lo ospita.

I testi in catalogo sono di Paolo Canevari, Nicola Maffessoni, Marine Tanguy e Alberto Zanchetta. E quest’ultimo annota il come “nelle sue composizioni di oggetti semplici e dai colori neutri, teli e aste, sedie e drappi, ricerca sottili equilibri formali che fissa sulla tela in lunghe sedute di copia dal vero. Un rapporto tu per tu con l’oggetto, profondo, meditato e  contemplativo dove la rinuncia al colore, quale elemento di disturbo, concentra l’attenzione sulla forma, sulla sua struttura ed essenza, sui rapporti ed incastri tra i diversi elementi, sul tempo di esecuzione, lento e continuato. Successivamente cancellato da rapide campiture bianche date a rullo a volte spesse o più trasparenti, annullano le forme descritte, lasciandone intravedere alcuni frammenti. L’immagine reale punto di partenza è rinnovata il forme astratte evocative e misteriose”.

Francesco De Prezzo nasce a Lecce il 21 aprile 1994 e segue la famiglia a Brescia. Si diploma al Liceo artistico e s’iscrive  all’Accademia di Belle Arti Laba. Sviluppa l’interesse per la pittura, la fotografia il video e accresce anche individualmente le conoscenze nell’ambito delle arti visive frequentando gli studi di artisti in Italia e all’estero. Attualmente studia e lavora nella produzione di cortometraggi soprattutto in Svizzera, realizza video e collabora con David Guetta, produttore discografico francese. Nel 2013 cura la regia del videoclip “Crazy world” di Dj Antoine analizzando il rapporto tra arte e musica. Le prime personali, “Nel segno del nero”, le inaugura al Palazzo della Cultura di Breno (Brescia), nel 2012, poi a Villa Damioli a Pisogne, e l’anno successivo è già a New York nella collettiva “Percezioni spaziali” alla Latin Art Gallery. Nell’ambito del programma “Artisti in residenza” è scelto per il Borgo medievale di Bienno. Nel 2013 segue la collettiva a Darfo Boario Terme a cura di Massimo Facchini e Giorgio Azzoni, poi la realizzazione della videoinstallazione “Description” e la sperimentazione con stampe fotografiche digitali e la performance “Act to suspace” a Salice Salentino, nell’ambito di un progetto documentabile in fotografia derivante da lavori performativi riguardanti la percezione dello spazio/corpo nell’esperienza vissuta nell’ atto stesso. Nel 2014 la personale alla Ylium Gallery di Londra dal titolo “The border”, con la presentazione di Patrik Miller, e la collettiva in Italia “Nel segno del rosso” a Darfo Boario Terme con Perry Bianchini. Nel 2015 l’importante mostra a Brescia alla “Galleria ab/arte”, a cura e con presentazione critica di Andrea Barretta e allestimento di Riccardo Prevosti.

Gianni Eralio

  • Francesco De Prezzo, “There Was Here First”, Musil – Museo dell’energia elettrica di Valle Camonica, Cedegolo (Brescia), Via Roma 48, fino al 20 agosto 2016. Per giorni e orari consultare il sito http://www.musilbrescia.it/sedi/cedegolo/
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