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Istituto Ilaria Alpi: Sergio Battista contro il femminicidio. Un libro di immagini e scrittura per fermare la violenza

Sergio Battista all’I.C. Ilaria Alpi per sensibilizzare gli studenti sul fenomeno della violenza sulle donne

di Maria D’Auria

Ladispoli- In questi giorni, sono state tante le iniziative promosse dalle scuole italiane per sensibilizzare gli studenti contro il femminicidio, un tema purtroppo sempre più ricorrente che tinge di nero le pagine della cronaca nazionale.

In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, proclamata il 25 novembre, anche l’Istituto Ilaria Alpi è sceso in campo contro la violenza di genere. Venerdì 24 us, presso l’aula magna dell’istituto ladispolano, è stato organizzato, dal Maestro Alessandro Borghi, un evento a tema destinato a tutti gli studenti delle classi seconde della scuola secondaria. L’evento verrà successivamente replicato per gli alunni delle classi terze.

Sul palco, lo scrittore Sergio Battista e due attrici, raccontano in maniera molto diretta e toccante il “problema” della violenza sulle donne, attraverso un libro ed un dialogo.

Sergio Battista, autore di un bel libro fatto di immagini e scrittura -“La voce delle donne, considerazioni al femminile sulla violenza di genere”- da fotografo, racconta la violenza sulle donne attraverso l’arte fotografica: volti autentici di donne comuni, popolano il suo libro e danno voce ai propri pensieri. Un dialogo, una poesia o una prosa, sono le forme che le donne ritratte hanno scelto liberamente per raccontare ciò che pensano su questo delicato tema.

Sergio Battista

È doveroso, visto i tempi che viviamo, dare spazio a questo argomento afferma l’autoreHo scelto il doppio canale immagine-scrittura per arrivare emotivamente più in profondità ai destinatari di questo progetto”. E il messaggio arriva. Forte. L’arte fotografica e la scrittura diventano il mezzo trainante per affrontare il femminicidio. “Questo libro rappresenta uno spunto di riflessione. Ma l’importante è che si parli del problema perché se viene sottaciuto si rischia di farlo passare come qualcosa di normale, che non va contrastato e, indirettamente,  finisce con l’essere accettato”.

E si decide così di parlarne anche nelle scuole. Sergio Battisti, invitato dal Professor Borghi, spiega ai ragazzi i dati allarmanti della violenza di genere. Introduce poi un monologo interpretato in maniera toccante dall’attrice Arianna Ninchi. È la riflessione ad alta voce di una donna che, dopo aver subìto una violenza psicologica, subisce la violenza fisica da colui che diceva di amarla. Silvia Siravo, alternandosi alla Ninchi, completa il dialogo con una descrizione impersonale ma suggestiva di ciò che vive la donna vittima di violenze, vittima di un amore “malato”.  L’attenzione dei ragazzi è totalmente catturata dalla narrazione il cui testo è scritto da Sergio Battista. Il momento di riflessione cede il posto alle domande, tante, alle quali lo scrittore fornisce risposte chiare ed esaurienti.

Silvia Siravo e Arianna Ninchi

È un momento di approfondimento sociale necessario in questa fascia di età dove iniziano ad instaurarsi i rapporti tra maschi e femmine. In questa fase adolescenziale occorre insegnare le modalità virtuose di portare avanti i rapporti tra uomo-donna”, spiega l’autore. “Nella scuola parliamo di questo libro, dei rapporti tra uomo-donna, della violenza di genere ma soprattutto di tutti i condizionamenti culturali che poi sfociano nei fenomeni di violenza. La violenza è una cosa che viene da molto lontano. È un discorso prevalentemente culturale che negli ultimi anni si è aggravato dal fatto che le donne hanno un ruolo e un peso sempre maggiore nella società. Laddove si trovano uomini non preparati culturalmente a questo salto, a questo cambiamento, si possono generare fenomeni di violenza e di femminicidio”.

Nei progetti futuri di Sergio Battisti, c’è la stesura di un nuovo libro sempre su questo tema, ma stavolta si cambia prospettiva: la violenza viene raccontata dai carnefici, i protagonisti saranno dunque gli uomini. “Sono in contatto con delle associazioni psicologiche che si occupano di uomini maltrattanti. Sarebbe un lavoro molto interessante, raccontare la violenza dando voce agli uomini. Penso che chi usa violenza in un rapporto di coppia, non è la parte più forte ma quella più debole: l’uomo che ricorre alla violenza dimostra di non avere una grande forza emotiva né psicologica. Chi è forte comunica in maniera diversa, accetta la decisione dell’altro senza perdere il controllo. Non si fa una distinzione di classe sciale perché i dati ci dicono che la violenza riguarda tutte le fasce sociali. Occorre sensibilizzare tutte le persone su questo argomento e, soprattutto, non lasciare sole le vittime di violenza”.

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In merito all'autore

Maria D'Auria

Giornalista campana di adozione romana. Laureata in giurisprudenza, impegnata nel sociale, appassionata di lettura, scrittura, fotografia. Collaboratrice della testata ViVicentro.it, referente per la Regione Lazio. Esperta di comunicazione, cronaca sportiva, inchieste, eventi.

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