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Scontro Orban – Renzi su migranti

L'intervento del premier all'università di Padova (Ansa)
L'intervento del premier all'università di Padova (Ansa)

Il premier ungherese Viktor Orban, nell’intervista settimanale alla radio pubblica MR, ha detto di voler porre il veto contro il “rospo” delle quote obbligatorie di ripartizione dei migranti nell’Ue e, se necessario, adire la Corte di giustizia dell’Unione europea per “far causa” alla Commissione di Bruxelles. Lo riporta l’agenzia ungherese Mti. “La proposta sulle quote è sempre nell’agenda in Consiglio e la presidenza” di turno “slovacca dovrebbe agire in modo da toglierla dall’agenda a dicembre”

Scontro Ungheria-Italia. Il premier: «Pari oneri o veto su bilancio». Orban: «Pronti a fare causa a Ue»

La questione migranti in Ue accende lo scontro tra il premier ungherese Viktor Orban e Matteo Renzi. «La politica interna italiana è un terreno difficile, l’Italia ha difficoltà di bilancio con un deficit che aumenta, mentre stanno arrivando in massa i migranti, con spese ingenti. Renzi ha tutte le ragioni di essere nervoso». Così ha detto il premier ungherese in un’intervista riportata dall’agenzia Mti.

E la risposta di Renzi non si è fatta attendere: «Il presidente Orban ha una visione dell’Italia non puntuale, non è vero che il deficit aumenta, non è vero che l’Italia è in difficoltà o che c’è nervosismo» ha detto il nostro premier a Radio Radicale, sottolineando che «o l’Europa, e questo vale anche per l’Ungheria, prende atto dei documenti che la stessa Europa ha firmato e si fa carico migranti, o c’è una bella novità: l’Italia metterà il veto su qualsiasi bilancio che non contempli pari oneri e onori». Perchè «il tempo in cui l’Italia faceva il salvadanaio – ha aggiunto Renzi – è finito».
Pronta la reazione di Orban, che – sempre secondo l’agenzia Mti – ha detto di voler porre il veto contro il “rospo” delle quote obbligatorie di ripartizione dei migranti nell’Ue e, se necessario, adire la Corte di giustizia dell’Unione europea per «far causa» alla Commissione di Bruxelles.

Manovra in arrivo in Parlamento
«Da noi sembra che se uno va in Europa per chiedere il rispetto delle regole vuole fare il Pierino, il Gianburrasca, anziché voler che si apra un dibattito politico su di esse» ha detto stamane Renzi parlando all’università di Padova di fronte a una platea di ricercatori. Il presidente del consiglio – che prima di giungere in ateneo ha visitato il carcere della città veneta – ha annunciato che «la legge di bilancio sarà in parlamento tra oggi e domani». Mentre stasera Renzi sarà su La7 per l’annunciato confronto televisivo con Ciriaco De Mita sul referendum.

Ue deve cambiare o si perde
«Se vogliamo cambiare dobbiamo cambiare al nostro interno, ma devono farlo anche le istituzioni europee. Altrimenti perdono la più grande occasione di tutti i tempi» ha detto poi Renzi, spiegando che è «fondamentale che in questo tempo di trasformazioni il cambiamento non sia percepito come una minaccia». Perchè secondo il premier«una larga parte dei cittadini europei ha paura del futuro oggi: il robot porta via il posto di lavoro, l’innovazione mi fa chiudere la bottega sotto casa».

Dal governo 500 milioni in più per ricercatori
Agli universitari il premier ha annunciato che il ministro Stefania Giannini «sta firmando proprio oggi le misure che porteranno 500 milioni in più che abbiamo messo nel programma per la ricerca, che serviranno per attrarre nuovi ricercatori». Renzi ha ricordato che nella manovra di bilancio sono stati inseriti 280 milioni di euro per sostenere i dipartimenti universitari. «Non vogliamo più parlare della fuga dei cervelli, vogliamo attrarre cervelli – ha avvertito – se uno vuole andarsene vada, ma quelli che pensano di voler fare ricerca nel proprio paese ritornino qui». E ha aggiunto: «il corpo docente si deve riscoprire classe dirigente del paese almeno quanto quella politica e le istituzioni».

Terremoto: un ponte tra Padova e Camerino
«”Ieri ho dovuto cancellare due appuntamenti politici, ma era doveroso essere in un’altra citta’ universitaria che è Camerino – ha detto poi il premier parlando della sua visita nelle zone colpite dal sisma di due giorni fa – e lancio un ponte universitario tra Camerino e Padova esprimendo gratitudine alla protezione civile, vigili del fuoco e volontari». « È evidente – ha continuato – che se dobbiamo essere in prima fila nella ricostruzione a regola d’arte» serve « un grande sforzo a livello progettuale animato dalla politica» per «utilizzare i migliori cervelli del mondo universitario per la prevenzione attraverso il Progetto “casa Italia”, che necessita di un investimento che durerà trenta anni, e rispetto al quale l’università dovrà darci una mano».

Visita al carcere dedicata a Marco Pannella
«Visito il carcere di Padova: gesto inedito per un premier. Un pensiero a Marco Pannella», ha scritto stamattina Renzi su Twitter prima di giungere nel penitenziario “Due Palazzi” di Padova insieme con il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Dopo un colloquio con il personale della polizia penitenziaria, il premier ha visitato i laboratori gestiti della cooperativa Giotto, come per esempio la pasticceria, la legatoria, il call center, la parte informatica. «Ha parlato molto e salutato i detenuti dei laboratori, uno per uno, incoraggiandoli e raccomandando loro di impegnarsi e uscire da questa situazione – hanno riferito i parlamentari Pd Alessandro Zan e Giorgio Santini -. Ha preso un impegno, visto che è un carcere sofisticato, di verificare con il Dap, presente alla visita con il capo Santi Consoli, la distribuzione dell’organico».

Il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in merito allo scontro in atto, non trova niente di meglio da dire che dichiarare:  “Renzi invece di attaccare in modo scomposto Orban, dovrebbe imparare da lui come si difendono i confini della propria nazione. Vada in Ungheria a fare un corso di formazione e torni in Italia quando avrà imparato a fare il premier e non il tour operator di clandestini”.

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