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Le Procura di Messina e Roma indagherebbero Zingaretti. Sotto inchiesta anche Berlusconi

Zingaretti sarebbe indagato dalle due Procure, Messina e Roma, per finanziamento illecito, Berlusconi per corruzione in atti giudiziari.

Secondo quanto riportato dall’Espresso online, il nome di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio e da una settimana segretario nazionale del PD, emerge dagli interrogatori degli avvocati siciliani, Piero Amara e Giuseppe Calafiore, arrestati nel febbraio 2018 per corruzione in atti giudiziari, che hanno poi patteggiato 3 e 2,9 anni a testa e delle cui inchieste ci si era occupati negli articoli “Sentenze pilotate al Consiglio di Stato e al Cga della Sicilia” e “Pagò sentenza del CGA per tornare all’ARS”. Nicola Zingaretti sarebbe indagato per finanziamento illecito in un filone dell’inchiesta nata dal caso delle presunte sentenze comprate al Consiglio di Stato.

Il neo-segretario del Pd, stando a quanto riportato da L’Espresso, è stato accusato dall’avvocato Giuseppe Calafiore, presunto deus ex-machina con l’ex legale di Eni Piero Amara del giro di giudizi pilotati. Lo scorso luglio, nel corso di un interrogatorio, Calafiore ha citato Zingaretti in merito ad alcune domande dei pubblici ministeri su Fabrizio Centofanti, ex capo delle relazioni istituzionali di Francesco Bellavista Caltagirone, un imprenditore italiano, ex presidente del gruppo Acqua Marcia, ex socio di CAI – Compagnia Aerea Italiana, ex componente del Consiglio d’amministrazione di Alitalia.

Centofanti, anche lui arrestato a febbraio 2018 e poi liberato in attesa del processo, è stato descritto da Calafiore come “un lobbista che a Roma è dotato di un circuito relazionale di estrema importanza: magistrati, politici, appartenenti al Consiglio superiore di magistratura”. Centofanti “era sicuro di non essere arrestato – ha aggiunto l’avvocato davanti ai Pm – perché riteneva di essere al sicuro in ragione di erogazione che lui aveva fatto per favorire l’attività politica di Zingaretti”.

Il sen. pentastellato Gianluigi Paragone ha chiesto al neo segretario Pd e governatore della Regione Lazio di fare “un passo indietro” se fosse confermata la notizia dell’indagine per finanziamento illecito ai partiti: “Apprendiamo dall’Espresso un fatto che, se confermato, sarebbe gravissimo”, ha detto il parlamentare del Movimento 5 Stelle: “Zingaretti risulterebbe indagato per un presunto finanziamento illecito. Mi auguro che il neo segretario del Pd smentisca questa notizia, altrimenti faccia un passo indietro. Certo, sarebbe veramente un pessimo inizio…”.

Ne “Il Blog delle Stelle” del M5S, si legge “Nell’inchiesta si fa il nome di Zingaretti come uomo di fiducia di un lobbista romano con presunte erogazioni illecite fatte per favorire l’attività politica del presidente di regione. Il neo segretario Pd ha il dovere morale di fare immediatamente chiarezza e di essere pienamente trasparente su tutti i finanziamenti ricevuti  … Zingaretti chiarisca subito cosa voleva dire l’avvocato Calafiore quando ha dichiarato che “non c’erano problemi in Regione Lazio perché Zingaretti era a disposizione”. A disposizione di chi? Per cosa e per quali interessi? Cosa c’entra la Regione Lazio? In cambio di che cosa sarebbe stato a disposizione? Zingaretti sarà chiamato a rispondere di tutto questo davanti ai giudici, ma per il ruolo politico e istituzionale che ricopre è doveroso che dia subito delle risposte” e h aggiunto “Non mi farò intimidire dalle bassezze del M5s”, conclude riferendosi alle dichiarazioni di alcuni esponenti pentastellati che hanno chiesto al segretario un “passo indietro” e di “mollare la poltrona”.

Tuttavia al momento, puntualizza il settimanale L’Espresso, non sono state trovate prove delle presunte “erogazioni”. Ma i titolari dell’indagine – il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Stefano Fava – hanno iscritto Zingaretti nel registro degli indagati con l’accusa di finanziamento illecito. Nello stesso filone, la procura di Roma indaga su Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari in relazione al presunto ‘aggiustamento’ della sentenza sulla cessione delle quote di Mediolanum.

Zingaretti ha immediatamente smentito e commentato la notizia diffusa dal settimanale e ha replicato agli attacchi arrivati nei suoi confronti da parte di esponenti del Movimento 5 Stelle: “In merito all’articolo dell’Espresso sulla mia iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Roma per un presunto finanziamento illecito, voglio affermare di essere estremamente tranquillo perché forte della certezza della mia totale estraneità ai fatti che, peraltro, sono stati riferiti come meri pettegolezzi de relato e senza alcun riscontro, come affermato dallo stesso articolo del settimanale”. “Mai nella mia vita – ha aggiunto – ho ricevuto finanziamenti in forma illecita e attendo quindi con grande serenità che la giustizia faccia tutte le opportune verifiche per accertare la verità”.

Sotto inchiesta ci sarebbe anche Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari su una sentenza del Consiglio di Stato che, secondo l’accusa, gli consentì di non cedere parte del pacchetto azionario di Mediolanum così come aveva invece stabilito la Banca d’Italia.

Adduso Sebastiano

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