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La fine del centrodestra. Salvini: ”Berlusconi sta con la Merkel, io con Trump”

La fine del centrodestra

Il leader della Lega Nord Matteo Salvini dichiara “finito” il centrodestra. Annuncia in un’intervista che è pronto a correre da solo senza cercare un’intesa con Forza Italia e aggiunge: “Berlusconi sta con la Merkel, io con Trump”.

Matteo Salvini: “Il centrodestra è finito, siamo pronti a correre da soli”

MILANO – Il leader leghista: “Silvio come Merkel, io come Trump. Molti suoi elettori ci voteranno”

Renzi e Berlusconi tornano a mandarsi segnali e si sente subito odore di Nazareno-bis. Salvini, che ne pensa?  

«L’effetto è curioso».

Curioso?  

«Sì, sembra che entrambi siano fuori dal tempo. Evidentemente pensano che nel 2016 nel mondo non sia successo nulla, che non ci siano stati la Brexit o Trump. Sono ancora lì a parlare di legge elettorale e di inciuci».

Renzi che impressione le fa?  

«Ammettere gli errori fatti è segno di intelligenza, ma che fossero errori gliel’avevano già detto al referendum 20 milioni di italiani. Non so quanto sia sincero sulla manfrina di lasciare la politica, anzi no. Prendo invece per buono che voglia andare a votare. A differenza di Berlusconi».

Berlusconi sostiene che, se si vota e nessuno fra centrodestra, centrosinistra e grillini ha la maggioranza, allora l’accordo con il Pd è inevitabile.  

«Berlusconi dice adesso quel che io so da mesi. Peraltro, lo dice anche Alfano. Beh, io del loro accordo non farò parte».

Però Berlusconi almeno in teoria, è un suo alleato.  

«Ma non è che aspettiamo Berlusconi per andare avanti. Trump ha vinto parlando di dazi doganali, flat tax, stop all’immigrazione, lotta al terrorismo insieme con Putin. È il programma della Lega. Berlusconi parla di centro liberale, cattolico e moderato. In pratica, la Merkel. Io invece sto con Trump. E voglio votare subito».

Senza legge elettorale?  

«Noi avevamo proposto che le Camere lavorassero fra Natale e Capodanno per scriverla, senza aspettare il 24 e la Corte Costituzionale. Il referendum c’è stato il 4 dicembre, quindi si è già perso un mese e mezzo. Mi auguro che la Consulta faccia il suo lavoro senza pressioni, inciuci e rinvii e consegni al Paese una legge elettorale».

Potendo, lei cosa sceglierebbe?

«Il Mattarellum è un buon compromesso fra rappresentatività e governabilità. E quando era in vigore hanno vinto sia il centrodestra che il centrosinistra».

Allo stato attuale, però, a votare ci andrebbe solo con la Meloni.  

«E con Fitto, e con tanti elettori di Forza Italia, che dopo aver letto Berlusconi non credo abbiano voglia di votare per un inciucio con il Pd. Io sento tutti i giorni molti amministratori locali di Fi. Non mi sembra che siano proprio entusiasti di riproporre oggi la ricetta del ’94. Sono passati 23 anni, ventitrè! Se finalmente si andrà alle urne, mi creda, non saremo soli. Ricordo ancora che siamo nel ’17. E anche quest’anno ci saranno molte novità, in Europa».

Quali?  

«Si vota in Olanda, e Geert Wilders è favoritissimo. Si vota in Francia, e lì magari la partita sarà più dura, ma Marine Le Pen se la può giocare. E si vota in Germania, dove finalmente corrono delle forze eurocritiche. Sabato sarò a Coblenza per sostenere l’AfD».

A proposito, per la presidenza del Parlamento europeo per chi voterà? Pittella o Tajani?  

«Nessuno dei due. Sono due facce della stessa medaglia. Si tratta del classico contentino all’Italia, perché per colpa di Renzi in Europa non contiamo nulla e abbiamo rinunciato a vere posizioni importanti per mettere la Mogherini a rappresentare una politica estera che non c’è. Ma poi per me il popolare o il socialista pari sono. Tajani se lo voti la Merkel»».

Umanamente, Berlusconi che impressione le fa?  

«Berlusconi ha cambiato l’Italia e ha segnato la storia degli ultimi 25 anni. In politica, ma anche nell’economia, nei media, nello sport. Spero che la Corte di Strasburgo faccia giustizia e gli ridia la dignità. Ma se crede di essere il leader del centrodestra per diritto divino, si sbaglia. Il leader, semmai, lo sceglieranno le primarie».

Esiste ancora, il centrodestra?  

«Così, no».

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