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Italicum, la mozione della maggioranza ‘ok a modifiche, ma nelle sedi competenti’

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Renzi: pronti a cambiare, ora aspettiamo il centrodestra Eventuali modifiche “nelle sedi competenti”
Bersani: “La mozione di maggioranza sull’Italicum è polenta …. Serve solo a dire che non si fa niente”

La maggioranza, come si legge nella mozione, valuterà le possibili “convergenze” ma non indica, come invece era stato chiesto da alcuni, anche della minoranza dem, un modello che rappresenti la base del dibattito. Lo stesso premier Matteo Renzi ieri, da New York, aveva auspicato che, dopo la posizione dei Cinquestelle, venissero messe sul tavolo anche quelle di “Berlusconi e Salvini”. Nel documento di maggioranza si ricorda che l’Italicum è entrato in vigore l’11 luglio di quest’anno ed “è attualmente in corso un ampio dibattito politico su possibili e articolate ipotesi di riforma”.

A riaccendere l’interesse attorno all’Italicum e’ stata la mozione presentata da Sinistra Italiana che chiede modifiche a quelle parti della legge elettorale a rischio incostituzionalita’. Per la maggioranza sarebbe bastato votare No, con il placet della minoranza dem che continua a chiedere una nuova legge e respingere modifiche all’Italicum. Ma la richiesta di una mozione di maggioranza da parte di Ap ha messo in difficolta’ il Partito Democratico, costretto a venire incontro alla richiesta dell’alleato di governo e avviare una serie di confronti dentro la maggioranza. Confronti che vanno avanti anche in serata, con la riunione dei capigruppo convocata in sala Berlinguer, negli uffici del Pd a Montecitorio. Il primo giro di colloqui avviati da Ettore Rosato e Lorenzo Guerini si e’ infatti risolto con una fumata nera, anche a causa della presa di posizione della sinistra dem: nessuna mozione sara’ presa in considerazione, e’ l’avvertimento ai vertici del Pd, se il testo non conterra’ modifiche circostanziate e tempi certi. Il contrario di quello che sembrava dover essere il documento messo a punto dallo stato maggiore del partito assieme agli alleati. Si puntava su un testo snello, che si limitava ad elencare i principi ai quali avrebbe dovuto ispirarsi l’Italicum emendato. Niente di tutto questo, visto che il presidente dei deputati del Pd, Ettore Rosato, ha tenuto a precisare – quando lo strappo con la minoranza interna sembrava consumato – che la mozione di maggioranza “non sara’ generica”. Anzi: “Renzi ha detto che c’e’ la disponibilita’ a migliorare l’Italicum, lui e’ il segretario del Pd e le sue sono parole che ci impegnano. Il Pd crede nella possibilita’ di modificare la legge elettorale, dipende dalle opposizioni e noi siamo pronti ad ascoltare le loro proposte”. Cio’ che suona alla sinistra dem come un invito a sedersi al tavolo e discutere, senza preclusioni.

Bersani: “La mozione di maggioranza sull’Italicum è polenta …. Serve solo a dire che non si fa niente”

La mozione della maggioranza sulla legge elettorale non piace a Pier Luigi Bersani, “è tutta polenta, è tattica…”. L’ex segretario Pd, conversando in Transatlantico prima della riunione dei bersaniani, spiega: “Un passo avanti? Un passo per dire che non si fa niente!”.

Non c’è un bicchiere mezzo pieno, per Bersani, il fatto che la maggioranza adesso dichiari possibile ciò che sembrava impensabile un paio di mesi fa non è sufficiente: “Ma come! Noi chiediamo che il governo – che ha messo la fiducia sull’Italicum – prenda un’iniziativa per correggere la legge elettorale e loro ci rispondono con questa mozione che dice ‘verifichiamo se ci sono le condizioni per una convergenza’? E se le condizioni non ci sono, che si fa? Non ci siamo proprio”. L’ex leader Pd non dice, però, quale atteggiamento terrà in Aula, se votare contro o, come più probabile, non votare affatto: “Adesso decidono i ragazzi in riunione”.

vivicentro.it/redazione / agenzie di stampa / agi / aska

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