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Una chat con Marra smentisce la Raggi: ”così Casaleggio istruiva Raggi”

Una chat con Marra smentisce la Raggi

Virginia Raggi diretta dalla Casaleggio Associati. È quanto emerge dai messaggi intercettati dalla procura di Roma. Una chat tra la sindaca di Roma e il suo ex braccio destro Raffaele Marra, arrestato nel dicembre scorso, dimostra come quest’ultimo spadroneggiasse in Campidoglio. Un’altra rivela come la prima cittadina rispondesse a Davide Casaleggio anche per le questioni di ordinaria amministrazione del Comune.

Marra, una chat smentisce la Raggi. E Casaleggio jr le scriveva cosa fare

Il dirigente sulla nomina del fratello: “Non ti ho mai n ascosto nulla”. Istruzioni anche da Milano

ROMA – Altro che decisione presa «in totale autonomia», come dichiarato soltanto pochi mesi fa all’Anticorruzione del Comune. La sindaca di Roma Virginia Raggi aveva concordato con l’ex braccio destro Raffaele Marra la promozione di suo fratello Renato alla direzione del Turismo del Campidoglio. La prova regina su cui si poggia l’accusa di falso da parte del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del pm Francesco Dall’Olio è una chat tra Raggi e Raffaele Marra, che dimostra come tutto fosse stato concordato e come Marra spadroneggiasse in Campidoglio. Ce n’è poi un’altra che rivela come la sindaca fosse sotto la tutela di Davide Casaleggio anche per le questioni di ordinaria amministrazione del Comune.

L’accusa di falso

Ma torniamo al presunto falso. A proposito dell’aumento dello stipendio del fratello Renato, Raffaele Marra (difeso dagli avvocati Francesco Scacchi e Fabrizio Merluzzi) scrive alla sindaca il 14 novembre scorso: «Se lo avessi fatto vicecomandante, la fascia (retributiva, ndr) era la stessa». La Raggi (assistita dall’avvocato Alessandro Mancori) replica subito dopo: «Infatti abbiamo detto vice no. Abbiamo detto che restava dov’era con Adriano». E lui controbatte: «E infatti con Adriano il posto era quello di cui abbiamo sempre parlato». Si tratta di Adriano Meloni, assessore comunale al Turismo, con il quale appunto Renato Marra sarebbe dovuto andare a lavorare grazie alla nuova nomina (poi revocata).

I messaggini sul cellulare

La chat emerge dalle intercettazioni del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Roma che avevano messo sotto controllo il telefono di Raffaele Marra per un caso di corruzione che lo aveva portato in carcere lo scorso 16 dicembre, intercettazioni poi confluite nell’indagine della squadra mobile di Roma sulle nomine di Marra e di Romeo. Dallo scambio di battute è evidente l’intesa Raggi-Marra e il fatto che avessero più volte discusso della nomina del fratello dell’ex vicecapo di gabinetto. Quando lei si lamenta di non aver capito che Renato Marra avrebbe guadagnato di più, il fratello di questi esclama: «Mi stai dando del disonesto. Non ti ho mai nascosto nulla. Te l’ho detto, evidentemente non troppe volte. È solo a tua tutela che ha fatto un passo indietro (da vicecomandante dei vigili, ndr). Purtroppo l’onestà non paga». E la Raggi replica appunto che avevano deciso che la scelta migliore era quella del settore turismo.

Il ruolo di Casaleggio

Poi ci sono tutte le ansie, le tensioni sul piano politico. Traspare, in particolare, la dipendenza della sindaca da Davide Casaleggio. Virginia Raggi si confronta con Raffaele Marra su tutto e gli riferisce che ha ricevuto istruzioni da Casaleggio anche in materia di emergenza abitativa. Ecco un Whatsapp che la sindaca ha ricevuto da Davide e che inoltra a Marra: «Sì, anche capire se questi sono veramente nelle case che dovevano essere per emergenza abitativa o meno credo debba fare la parte della replica». La sindaca della prima città d’Italia teleguidata? Sicuramente intimorita.

Preoccupazioni su Grillo

Dopo le prime voci che vorrebbero indagato il suo braccio destro Raffaele Marra, Virginia teme molto il giudizio del leader del M5S Beppe Grillo. E si sfoga con Raffaele: «Daniele (Frongia, ndr assessore allo Sport) mi dice che Grillo avrebbe parlato con la procura». Marra risponde: «Speriamo faccia in fretta». E lei: «Ma se sono cose vecchie». Anche lui è intimorito: «Così questa farsa finisce. E lui (Grillo, ndr) si convince che sono tutte palle». La sindaca spiega che «Beppe mi ha già chiamato» e Marra ritiene che l’apprensione dell’ex comico sia legata alle interferenze delle tre rivali di Virginia, Paola Taverna, Carla Ruocco e Roberta Lombardi. «Lo immaginavo – scrive Marra – Le tre donne lo staranno pressando. Tu dovresti conoscermi. Segui il tuo istinto ed il tuo cuore e vedrai non sbaglierai». In una delle conversazioni con l’ex capo segreteria politica della sindaca, Salvatore Romeo (che con la Raggi rischia il processo per abuso d’ufficio), Marra aveva definito le tre donne come delle «mignotte mentali».

Lo scaricabarile

Se al telefono si mostrava amorevole con la Raggi nei messaggi scambiati con suo fratello Renato – nel periodo di maggior trambusto sui giornali – Marra scaricava ogni responsabilità su di lei. «Emerge chiaramente che la competenza è del sindaco. Io come direttore del dipartimento risorse umane non partecipo al processo decisionale», dice Raffaele a Renato, che risponde: «Lasciali perdere. Tanto alla fine non potranno fare nulla. La mia nomina è legittima perché tu non hai fatto niente. L’atto l’ha firmato la Raggi». I due fratelli nei messaggi WhatsApp si scagliano contro la ex capo di Gabinetto della sindaca Carla Raineri, colpevole secondo Raffaele Marra di aver «passato le informazioni contro di lui ai giornalisti dell’Espresso». Ma non basta. I due fratelli sono arrabbiati anche con gli ex colleghi della Guardia di Finanza apostrofati in chat come: «Quei grandissimi bastardi della finanza».

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