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Politica

Bernini contro la proposta della chiusura domenicale di Di Maio

“Le chiusure domenicali imposte per legge non sono un regalo a lavoratori e piccoli commercianti, ma ad Amazon.it”

Anna Bernini, capo grippo del partito Forza Italia, si scaglia contro la proposta della chiusura domenicale proposta dal vicepremier Luigi Di Maio. La proposta del ministro ha però acolto sin da subito la protesta dei commercianti (articolo qui)

Infatti con grande disappunto la Bernini afferma:

“Le chiusure domenicali imposte per legge non sono un regalo a lavoratori e piccoli commercianti, ma ad Amazon.it. E anche su questo tema il vicepremier Luigi Di Maio sarà costretto a ritrattare, a fare marcia indietro, quando si confronterà con la vita reale degli italiani. Non sono infatti le liberalizzazioni degli orari di apertura a mettere in difficoltà i negozi di vicinato né a provocare la crisi delle famiglie italiane. Caro Di Maio, forse le sfugge che la stessa grande distribuzione ormai è stata ampiamente superata dalla vendita online. Amazon in molte città italiane riesce a consegnare in corso di giornata. In tutte le altre entro 24 ore. Quale sarà il prossimo provvedimento del ministro? L’oscuramento di Amazon e di tutti i siti di vendita online il sabato e la domenica? Siamo seri, ministro Di Maio.”

Anna Bernini continua affermando che un provvedimento simile porterebbe solo a danneggiare ancora una volta i commercianti. La soluzione che propone è fornire un orario di lavoro più flessibile. Infatti afferma:

“Con queste nuove regole finiamo per danneggiare ulteriormente i commercianti, che invece hanno solo bisogno di una maggiore flessibilità del lavoro e di un serio abbattimento del cuneo fiscale. Si occupi di questo, se ne è capace, non di una finta operazione nostalgia che tratteggia armonie domenicali domestiche dei bei tempi antichi, come se, in un mondo sempre più aperto e concorrenziale, la coesione delle famiglie fosse appesa alle serrande abbassate. È esattamente il contrario, è attraverso il lavoro e la circolazione dei consumi che si alimenta il benessere, personale, familiare e della collettività intera. Di Maio non insista, con le sue ricette di decrescita e sottrazione, a sprofondare l’Italia nel medioevo dello sviluppo economico.”

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