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Angela Merkel si prepara a sfidare Renzi sui migranti

Angela Merkel (ap)

La cancelliera tedesca Angela Merkel, irritata per lo stato del rapporti con il premier, si prepara a sfidarlo sui migranti. Bruxelles accoglie le richieste italiane sulle spese per migranti e terremoto, però riprende l’Italia sulla manovra: «Mancano 5 miliardi di euro».

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Un diplomatico ben al corrente degli umori che animano la cancelleria tedesca assicura che la Germania potrebbe fare presto con l’Italia quello che l’Italia sta facendo con l’Europa, cioè usarla come spauracchio per guadagnare consensi in campagna elettorale. L’intero staff della signora Merkel risulta perlomeno innervosito per lo stato dei rapporti con Matteo Renzi e la sua squadra. E così sta meditando su come agire di conseguenza.

Sono agitati «per l’imprevedibilità del premier», caratteristica che sulle rive della Sprea è giudicata un peccato mortale. La situazione è resa più turbolenta da altre considerazioni. Alle tradizionali insofferenze di natura contabile si sono aggiunte quelle sui migranti. Per due motivi: si ha l’impressione che troppi rifugiati stiano varcando le Alpi in queste settimane; si teme che, alla lunga, la macchina laboriosa e solidale dell’accoglienza tricolore possa incepparsi aprendo di fatto il passaggio a Nord per chi fugge dalle guerre o, illegalmente, dalle crisi.

«Si vedono in giro troppe persone che non dovrebbero esserci», rivela una fonte berlinese, preoccupata. Sinora la soglia di tolleranza del governo Merkel si è dimostrata alta, la Germania è il primo indisputato paese quanto a richiese di asilo, sono state 476 mila nel 2015, oltre una su tre presentate in Europa. Da gennaio a ottobre a chiedere di essere accolti sono stati in 287 mila, ma i numeri sui movimenti sono stimati più alti, cosa che complica l’azione delle autorità tedesche che, appena tre settimane fa, si ritrovavano per 547 mila domande da vagliare. E’ un’onda che mette in difficoltà anche una delle più efficienti delle amministrazioni europee.

Il risultato, nelle more delle complicazioni politiche, è che a Berlino valutano concretamente la possibilità di una manovra una che dia la colpa all’Italia. Non un attacco frontale, però ci vuole poco a diffondere una cattiva reputazione e a giocarci su. Il governo tedesco sta cercando alternative per risolvere l’emergenza migranti – considera anche lo stop in Tunisia con la trasformazione del paese nordafricano in centro di smistamento -, soprattutto perché gli strumenti ti europei di redistribuzione non funzionano e, soprattutto, scadono nel settembre 2017, proprio in coincidenza col voto federale. Se, come scontato, non si arrivasse ai 160 mila programmati, il Consiglio Ue dovrebbe discutere una proroga delle fallimentari quote in piena campagna elettorale. Pericolo!

I consiglieri politici della cancelliera sono pertanto tentati dalla suggestione che un attacco all’Italia potrebbe funzionare per gestire l’opinione pubblica. Costruiscono la strategia sull’irritazione per il rapporto del premier col progetto europeo – «ondivago» – e non meno per il vociare contro le regole di bilancio che vedono Roma non rispettarle anche se Bruxelles le ha rese flessibili come mai. E’ un elemento. Poi ci sono i rifugiati.

Osservata anche la situazione complessa del Bel Paese, hanno ritenuto necessario chiedere una proroga della chiusura delle frontiere Schengen perché immaginano che il tappo italico possa saltare. Troppa gente a Milano, troppi nel Nord che potrebbero migrare senza essere richiesti. Perché, e questo va ricordato, la Merkel s’è impegnata a prendere 500 migranti al mese dall’Italia e lo sta facendo.

Le possibilità che non si arrivi alla contesa sono legate al fatto Berlino e Roma sono le capitali più esposte alla tempesta migratoria. Alla solidarietà fra solidali. «I numeri sono dalla nostra parte», assicurano a Roma. Solo in ottobre sono sbarcati in 27.500, il record di sempre, il doppio di settembre. Renzi ha ragione quando dice che in casa Ue troppi non hanno mantenuto gli impegni, ridistribuzione in testa. Eppure, alla fine della fiera, quando il governo tedesco dovrà ragionare su come difendersi, dare la colpa agli italiani potrebbe anche sembrargli una buona idea. A Berlino dicono che è sul tavolo e dopo il referendum potrebbe prendere a girare. In campagna elettorale, come si diceva un tempo per l’amore, tutto è permesso. Colpi bassi inclusi.

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