Politica

Alberto Airola: “Sulle unioni civili i cattodem sono insaziabili, dietro c’è Bagnasco”. ANNALISA CUZZOCREA*

Il senatore grillino: “È vergognoso che in questo Paese non si possano dare diritti ai gay e ai bambini. Si è creata una polemica ad arte che ha spaventato parte dei nostri elettori”.

ROMA – All’appello del leader Ncd Angelino Alfano per fermare la stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner nelle coppie omosessuali, il senatore Alberto Airola – che ha seguito la legge per i 5 stelle – risponde con una risata. “È vergognoso che in questo Paese non si possano dare diritti ai gay e ai bambini. Si è creata una polemica ad arte che ha spaventato parte dei nostri elettori”.

Senatore, il Movimento 5 Stelle tiene?
“Il mio gruppo è solido. Anche dopo la scelta di dare libertà di coscienza sulla stepchild mancheranno al massimo tre voti. Chi finora non ha detto un sì convinto vuole solo evitare di fare da stampella a Renzi”.

Ci sono state prese di posizioni importanti.
“Sia Roberto Fico che Paola Taverna hanno detto di appoggiare la legge nella sua interezza. Adesso aspettiamo domani: se ci sarà un emendamento canguro che consentirà di saltare migliaia di emendamenti decideremo come agire. Certo sono insaziabili”.

Chi?
“I cattodem. Quelli che continuano a chiedere mediazioni dopo averne ottenute moltissime”.

Fa bene il Pd a non fidarsi di voi?
“Al Pd dico: chiaritevi e portiamo a casa diritti e uguaglianza per tutti i cittadini”.

Ma allora perché la libertà di coscienza?
“Se non si fidano di noi per la libertà di coscienza sull’articolo 5 non possono fidarsi neanche di se stessi, visto che l’hanno data anche loro. Noi abbiamo due o tre casi, il Pd molti di più. Ho sentito Giorgio Tonini dire cose progressiste, ha capito che si tratta di una legge per tutelare i bambini, ha fatto un percorso. Mentre ci sono senatori, come Lepri, congelati nel loro no”.

Perché secondo lei?
“Il problema è la Chiesa. Un pezzetto di Chiesa. Quella che ho visto quando andavo a girare documentari in Darfur non è quella del capo dei vescovi Bagnasco”.

*larepubblica

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