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Ai ballottaggi vince il centrodestra

Ai ballottaggi vince il centrodestra

Schiaffo a Matteo Renzi nei ballottaggi per le elezioni amministrative. Il centrodestra, grazie all’intesa Forza Italia-Lega, si impone in molte città, a cominciare da Genova dove il centrosinistra perde dopo 25 anni. A Parma trionfa Pizzarotti mentre a Verona va ko la candidata di Tosi. Crolla l’affluenza che scivola sotto il 50%, 11 punti in meno rispetto al primo turno.

Il centrodestra vince nelle città e strappa Genova dopo 25 anni

Cambiano colore dieci capoluoghi. Da Pistoia a Carrara, la Toscana è meno rossa Forte calo dei votanti, soprattutto al Sud. A Trapani niente quorum: commissariata

ROMA – Il centrodestra conquista dopo 25 anni Genova e fa sue, tra le altre città, anche Verona, Asti, Como, Piacenza, La Spezia, Pistoia e L’Aquila. Il centrosinistra, che si conferma a Taranto e Lucca, e riesce a prendere solamente Lecce e Padova, ammette la sconfitta in diretta tv. Laconico Matteo Renzi: «Voto a macchia di leopardo, poteva andare meglio». Esulta invece il centrodestra. Renato Brunetta (Fi): «L’onda del centrodestra è da Nord a Sud». Matteo Salvini (Lega): «Ora Gentiloni deve trarre le conseguenze e dimettersi». I dati sono incontrovertibili: l’alleanza incentrata su Forza Italia e Lega in questa tornata di amministrative passa da 5 a 15 comuni, il centrosinistra frana da 15 a 4. Parma resta nelle mani dell’ex grillino Federico Pizzarotti, mentre i 5Stelle si devono accontentarsi con Carrara fino a ieri governata dal centrosinistra.

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Una sconfitta questa che, assieme a quella di Pistoia, fa della Toscana una regione uno po’ meno rossa di un tempo. E al centrodestra passa anche un altro dei simboli della sinistra, Sesto San Giovanni, la «Stalingardo d’Italia» che da oggi ha un sindaco forzista eletto col 60% dei voti.

La sconfitta più bruciante per il centrosinistra matura però in Liguria: a Genova il candidato di centrodestra Marco Bucci conquista il 54,5% contro il 46,5% del candidato di centrosinistra Giovanni Crivello. A La Spezia, invece, il candidato del centrodestra Peracchini ottiene il 60%. A Verona Federico Sboarina (centrodestra) batte Patrizia Bisinella (Fare) 58 a 42 ed archivia così l’era-Tosi. A Catanzaro il candidato del centrodestra Sergio Abramo conquista il suo quarto mandato col 65,5% doppiando il suo concorrente, Vincenzo Antonio Ciconte (centrosinistra). Taranto resta al centrosinistra con Rinaldo Melucci (Pd, Psi più sei liste civiche) che supera per un pugno di voti (51,5 a 48,5) la candidata del centrodestra Stefania Baldassarri. Il centrosinistra perde anche L’Aquila: qui infatti il candidato del centrodestra Pierluigi Biondi supera quello del centrosinistra Americo Di Benedetto ottenendo il 53,5 contro il 46.5%. Anche Piacenza passa dal centrodestra, a Parma invece si riconferma il sindaco uscente Pizzarotti che col 57,9% dei consensi supera Paolo Scarpa (centrosinistra).

Erano in tutto 111 i comuni chiamati ieri al voto, compresi 22 comuni capoluogo, per un totale di 4,3 milioni di elettori. Su 22 comuni capoluogo dopo il primo turno ben 13 vedevano in testa il centrodestra e solo 6 il centrosinistra. Se invece si guarda alle amministrazioni uscenti 15 erano quelle guidate dai centrosinistra, 5 facevano invece riferimento al centrodestra e 2 a liste civiche, mentre altre 2 (Lodi e Padova) erano rette da un commissario.

In caduta libera la partecipazione al voto, con dati particolarmente bassi a Taranto, Como, Asti e Belluno e a Trapani dove era in corsa un solo candidato e a causa del 26,5% di votanti (contro il 50% richiesto) verrà commissariata. La media nazionale è stata invece pari al 46,03%, 13 punti in meno rispetto al primo turno.

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lastampa/Il centrodestra vince nelle città e strappa Genova dopo 25 anni PAOLO BARONI

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