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Accordo tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rfi anche per investire di più in Sicilia e a Messina

A darne la notizia è la deputata nazionale messinese del M5S Angela Raffa della Commissione Trasporti alla Camera. L’alta velocità in Italia e in Sicilia.

Abbiamo votato – precisa Angela Raffail nuovo Accordo di programma tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e Rfi, con forti investimenti per tutta la Sicilia e fondi in aumento anche per Messina. Il mio impegno per la città è stato premiato e presto sarà sotto gli occhi dei cittadini.  Mi sono battuta per permettere l’acquisto di una nuova nave per il traghettamento dei treni, e scongiurare la dismissione dei servizi a lunga percorrenza. Abbiamo approvato lo stanziamento di 60 milioni di euro in più, a fronte dei 6 che erano inizialmente disponibili: serviranno ad acquistare una ulteriore nave di ultima generazione. Siamo anche riusciti a imprimere un’accelerazione alle tempistiche per il raddoppio ferroviario tra Giampilieri e Fiumefreddo. Al contempo, raccomandiamo che si inizino gli studi di fattibilità per il raddoppio ferroviario tra Patti e Castelbuono, che era invece completamente fermo. Sono anche previsti 138,02 milioni per il miglioramento infrastrutturale e tecnologico del nodo ferroviario di Messina. La stessa somma destinata a Catania, non un euro in meno. Di questi 5,15 milioni in più già per l’anno in corso ed altri 10,55 per il triennio 2019-2021”.

In un comunicato congiunto, i deputati siciliani Paolo Ficara, Luciano Cantone e Angela Raffa, componenti della IX Commissione Trasporti alla Camera specificano “Anche per questo settore, come previsto dal Contratto di Governo, valgono le regole in relazione alle grandi opere: ogni investimento finanziato con i soldi dello Stato deve essere analizzato, in tutte le sue parti, attraverso una procedura di analisi costi-benefici”, continuano i deputati siciliani. “Il nostro obiettivo non è semplicemente il taglio agli sprechi, ma anche e soprattutto un ripensamento generale delle infrastrutture e della mobilità in una logica di sostenibilità e di riequilibrio modale e geografico. Dobbiamo costruire servizi di trasporto a zero emissioni abbandonando completamente l’uso dei combustibili fossili. Abbiamo dato enfasi e impulso anche ai tanti interventi diffusi su tutto il territorio che possano garantire servizi efficienti Infatti, tra le priorità per l’Italia non potevamo non inserire la velocizzazione e l’ammodernamento dell’intera infrastruttura ferroviaria esistente, così da offrire servizi veloci e comodi ai cittadini che potranno viaggiare su linee capillari, rapide e sicure, con una migliore quantità e qualità dei servizi per turisti e pendolari … Per quanto riguarda la Sicilia – spiegano i portavoce siciliani – gli interventi più significativi riguardano la richiesta di anticipare a questo contratto di programma le somme per la progettazione di tutti i lotti della nuova linea Catania-Palermo,  la velocizzazione dell’iter sullo studio di fattibilità per il completamento del raddoppio lungo la tratta Palermo-Messina ed interventi di vera modernizzazione e velocizzazione dell’intera infrastruttura regionale, in particolare dei collegamenti ferroviari nelle province di Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani”.

Un sunto della situazione attuale del sistema ferroviario italiano e siciliano con riferimento all’alta velocità.

Sulle Ferrovie italiane la massima velocità ammessa per i treni è di 300 chilometri orari, che attualmente è la velocità massima consentita.

Il Ministero dei Trasporti e l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) a maggio 2018 hanno deciso di non aumentare a 350 km/h la velocità massima dei treni Frecciarossa e Italo, dopo aver esaminato i risultati dei test compiuti negli scorsi mesi.

A livello legislativo quando si parla di “alta velocità” si intendono le linee dove si può andare ad almeno 250 chilometri orari, quelle adattate per poter far viaggiare treni a «velocità dell’ordine di 200 km/h» e quelle adattate ai treni che vanno ad alta velocità ma su cui solitamente si va molto più lentamente: ad esempio i tratti di ferrovie che arrivano nelle città, attraversano le stazioni e accedono ai terminal, oppure quelle per cui per ragioni topografiche non si può andare troppo veloce.

La direttrice AV (Alta Velocità) italiana principale è quella che collega Torino a Salerno, passando per Milano, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli. È stata completata nel 2009 ed è lunga in tutto 977 chilometri. Per quasi tutto il tratto tra Roma e Firenze, completato nel 1992, la velocità massima è di 250 chilometri orari, mentre nelle linee più recenti i treni viaggiano per gran parte del tempo a 300 chilometri orari.

Oltre a quelle sulla direttrice Torino-Salerno ci sono alcune altre brevi linee ad alta velocità già costruite: quella tra Milano e Brescia, in Lombardia, dove la velocità massima consentita è 300 chilometri orari, e quella tra Padova e Mestre, in Veneto, dove la velocità massima consentita è 200 chilometri orari. Entrambe queste linee fanno parte di una direttrice che da progetto dovrebbe collegare Milano e Venezia da una parte, Milano e Genova dall’altra.

Ci sono poi le linee Padova-Bologna e Verona-Bologna in cui le vecchie linee sono state modificate per permettere un maggior passaggio di treni, di treni più veloci e per sostenere l’aumento di traffico ferroviario dovuto all’apertura della linea Torino-Salerno.

Altre linee ad alta velocità sono in fase di costruzione. Una delle linee a cui si sta lavorando è quella tra Milano e Genova. La linea si sviluppa in direzione sud-nord tra Genova e Tortona ed è lunga 53 chilometri, di cui 37 in galleria. La velocità massima che i treni potranno raggiungere sarà compresa tra i 200 e i 250 chilometri orari.

Un’altra linea a cui si sta lavorando è quella che collega Napoli a Bari. In questo caso non si sta costruendo una nuova linea, ma si sta potenziando quella vecchia, raddoppiando i binari (cosa che permetterà di avere treni più frequenti) e rendendoli adatti a treni più veloci. Dei 150 chilometri della linea, 40 permetteranno una velocità massima di 250 chilometri orari, mentre sul resto del tracciato si andrà al massimo a 200 chilometri all’ora.

In Sicilia.

Il percorso interessate dal progetto “Alta Velocità/Alta Capacità” è la direttrice Palermo-Catania-Messina. Il tracciato tra Termini Imerese (PA)-Catania e Giarre (CT)-Messina, è ancora da realizzare, mentre la Catania-Giarre è stata realizzata.

Sul percorso Catania-Messina, nella tratta Fiumefreddo-Giampilieri, ancora si viaggia su un unico binario nonostante si colleghino due città di media grandezza e a Catania c’è anche l’aeroporto internazionale che è il primo scalo del Mezzogiorno per traffico totale passeggeri e il secondo scalo italiano per il traffico nazionale. Tra l’altro, come ben si vede dall’immagine in copertina, il monobinario attraversa una zona impervia in prossimità di Taormina su un promontorio prospicente il mare ove sarebbero di certo ardui eventuali soccorsi.

Nell’immagine, da una parte l’ETR.500 Y2 Dia.Man.Te con oltre 300 km/h a Bologna nel 2012 e tratto da Ferrovie.it, mentre nell’altra il binario unico in Sicilia presso Taormina. In mezzo la deputata messinese Angela Raffa, la cui immagine è tratta dalla sua pagina Fb, che assicura finirà questa decennale disuguaglianza.

Adduso Sebastiano

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