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Il variegato, discutibile, battaglione della Raggi

Grillo e Raggi
Grillo e Raggi

Grillo auspicava, e prometteva, bilanci pubblici gestiti dalle casalinghe di Voghera ed altre amenità del genere e la Raggi deve averlo preso in parola ma, come scrive Gramellini, evidentemente le casalinghe devono essere finite, o erano solo una leggenda. Fatto sta che la Raggi è partita allo sbaraglio ed ha cominciato a raccattare quanto trovava, e trova, in giro. Il problema è che, normalmente, in giro si ritrovano solo sacchetti di spazzatura, e lei non se ne è perso nemmeno uno. Leggiamo come Gramellini descrive la situazione:

Il battaglione Sammarco

La cosa grave non è tanto che la sindaca Raggi abbia nominato assessore al Bilancio un ex magistrato economico che dice «sprid» invece di spread e «down ground» invece di downgrade. E non è neanche che i conti depressi della Capitale siano finiti nelle mani di un signore che chiese, inascoltato, 351 miliardi di euro alle agenzie di rating per avere complottato contro Berlusconi e che ha dato alle stampe un saggio, ingiustamente passato sotto silenzio, dal titolo «Giulio Andreotti, Paolo Conte e Tinto Brass». Non è neppure che questo portento, il dottor De Dominicis, le sia stato segnalato dall’avvocato Sammarco, socio del berlusconiano di estrema destra Cesare Previti. Né che la Raggi, in campagna elettorale, si sia dimenticata di avere fatto pratica nel loro studio per poi minimizzare quella frequentazione imbarazzante riducendola a fugace struscio (a giudicare dalle ultime mosse, non così fugace).

La cosa grave è che la sindaca dei Cinquestelle sia salita al Campidoglio senza uno straccio di classe dirigente, mentre il principale scopo di un movimento politico dovrebbe essere quello di selezionare le personalità da inserire nelle istituzioni. Così la Raggi ha dovuto affidarsi al bricolage, mettendo insieme pezzi della destra romana e figure discusse come quell’assessora all’Ambiente che ha tenuto nascosto per mesi un avviso di garanzia. Ricordate quando Grillo arringava i grulli profetando che in una politica liberata dall’infame presenza dei partiti avrebbe fatto gestire i bilanci dalle casalinghe di Voghera? Evidentemente le casalinghe sono finite. O non sono mai cominciate.

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