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Opinioni

Ryanair: in inglese le informazioni di sicurezza sui voli nazionali

Volare con Ryanair, visti i prezzi, ormai capita sempre più frequentemente. Anche per i nostri voli interni, nazionali, Ryanair, che ci piaccia o no, ormai è – di fatto – la nostra compagnia di bandiera. Lo stile sicuramente cambia, rispetto alle Compagnie tradizionali. Sui voli del vettore irlandese ci si accorge subito che ci si trova in casa straniera. Intanto il personale di bordo che ti accoglie, ha fattezze somatiche particolari e parla un italiano che ti fa subito percepire la loro provenienza non italiana. Ma va tutto bene.
Con molto garbo ti fanno accomodare e sono a disposizione per qualsiasi esigenza o problematica si presenti e tentano di risolvere il tutto sempre con il sorriso. Non è male.
Ma se viaggi in compagnia di qualcuno, ti accorgi anche che l’assegnazione dei posti è “scientificamente” fatta in modo che tu e quello o quelli che viaggiano insieme a te siano seduti sparpagliati: disseminati un po’ dovunque. Ma mai vicini. Se volete stare vicini, bisogna pagare ulteriormente. Sinceramente non fa piacere. Ma considerando il costo totale del biglietto, si abbozza ad un sorriso. Si capisce di essere considerati galline da mettere a frutto. E va tutto bene lo stesso.
Poi quando tutti finalmente si sono sistemati ai loro posti assegnati, borsa ai piedi e cinture allacciate, il personale di assistenza a bordo tenta di richiamare l’attenzione dei passeggeri su “alcune disposizioni di sicurezza di questo aeromobile”. Già comincia il burocratichese aeroportuale. L’aereo non è più aereo, ma aeromobile. Chissà perché… Forse suona più orecchiabile?
Intanto una fanciulla con alcuni aggeggi si è piazzata in mezzo al corridoio e sciorina cinture, maschere legate a un tubo di gomma, fa smorfie mentre una voce in inglese gracida una serie di frasi incomprensibili a chi l’inglese parlato non conosce. Lo show intanto continua: la fanciulla si veste e si spoglia di una mantellina gialla, soffia in un tubo di gomma, fa delle strane segnalazioni come un vigile urbano ad un incrocio. Tu guardi la ragazza che fa le sue evoluzioni ed ascolti la voce che di sottofondo continua, in un antipatico inglese sempre più ostico ed incomprensibile. Poi la ragazza, senza degnare di un cenno di saluto – e stavolta neanche di un sorriso – gli attoniti passeggeri, raccatta le sue carabattole e se ne va via dal corridoio. Pochi passeggeri ci hanno capito qualcosa. Intanto la voce che poco prima gracidava in inglese, adesso attacca con un più comprensibile italiano.
“Signori e signori questo aeromobile è dotata di otto uscite di sicurezza: gli assistenti di volo vi stanno mostrando quelle più vicine al vostro posto”. Tu guardi, ma la fanciulla – assistente di volo – con le carabattole è scomparsa. Chi ti deve mostrare dove sono le uscite non c’è più. Dove si trovano ubicate le uscite di sicurezza lo ha indicato quando la voce gracidava nell’incomprensibile idioma britannico.
Adesso che viene detto in italiano nessuno ti indica materialmente dove sono “ubicate” ste’ benedette uscite di sicurezza. Sei costretto a mettere a dura prova la tua memoria recente e ricordare le segnalazioni poc’anzi esibite. Ed il giubbotto di salvataggio? Come si allaccia? Come si gonfia? Ed il bello viene quando ti dicono “nel caso improbabile di un ammaraggio”… e tu ti soffermi sul valore semantico di quell’aggettivo “improbabile”. Sei perfettamente consapevole che se viene giù l’aereo, sarà sicuramente “probabile” che non ci sarà scampo per nessuno. Ma tant’è. Volando, accetti razionalmente il rischio. E pensi, ancora una volta, che va tutto bene lo stesso.
Ma non accetti che le informazioni di sicurezza debbano essere rappresentate efficacemente in inglese e
poi dette – solamente – in italiano. Senza che nessuno ti mostri e ti dimostri quello che ti sta dicendo.
Considerato che si tratta di voli che partono da una città italiana ed arrivano ancora in un’altra città italiana. E che il 90% dei passeggeri sono italiani.
Sarebbe un segno di grande attenzione se la Ryanair-Italia colmasse questa “disattenzione”, nei nostri confronti. Visto che noi l’abbiamo adottato come nostra compagnia, anch’essa ci può prendere in considerazioni come italiani.
Considerato, poi, che trattasi di un servizio a costo zero, ci aspettiamo che la nostra osservazione trovi legittima accoglienza.

Carmelo Toscano

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