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Opinioni Politica

Il ritorno di un Gentimonti

L’eloquente dichiarazione di Berlusconi (leader del centrodestra): Stallo dopo il voto? Resti Gentiloni e poi nuove elezioni (insomma un Gentimonti) a cui ha fatto seguito il centrosinistra (e figurarsi): Da Berlusconi idea Gentiloni per dopo voto, nel Pd non dispiace, è dimostrativa dell’ipocrita generale concetto di democrazia che da decenni c’è dissimulato in questa Nazione, nella politica come pure nelle Istituzioni e così via e neppure ormai tanto celato.

Insomma, stanno pensando ad un governo Gentimonti per il dopo elezioni di marzo 2018. Un altro traghettatore della Reubblica, in quanto si prevede (forse lo avevano già premeditato quando hanno votato il Rosatellum) che potrebbero non esserci vincitori. Pertanto verrà concordemente imposto (da destra e sinistra) come dal 211 al 2013, un governo di tecnici che continui a tartassare gli italiani e mantenga in vita il collaudato sistema di estorsione fiscale e forzosa vessazione giuridica, brandendo ancora il diritto come una lupara e intimorendo con ritorsioni (lecite) nonché pure gogna di informazione cortigiana, chiunque anche solo accenni ad una legittima critica.

Si sta così dando un’altra spallata alla democrazia. E ancora una volta, per le convenienze delle incancrenite pletore politico-istituzionali e rispettivi eserciti clientelari di parassiti, saranno i cittadini produttivi, lavoratori, privati e operosi, ad essere estorti fiscalmente e vessati forzosamente da queste decennali orde di arroganti legalizzatisi.

Per un verso e purtroppo, si deve anche convenire che di tutta evidenza andare a votare con questa legge elettorale non servirà molto, salvo suffragare in massa e non le coalizioni. A decidere infatti chi sarà in lista sono i feudatari delle aggregazioni politiche, le oligarchie di partito, i padroni dell’economia, le potenti corporazioni di giudici e boiardi, i sindacati accreditati, i capi di grosse associazioni, ecc.

Stiamo quindi correndo il rischio di avviarci verso una sorta di costituzionale dittatura elettorale, per cui si vota senza che però cambi nulla. Sicché il sistema oppressivo con le rispettivi fiumane di profittatori, mercenari, squillo e parassiti, in politica, nelle istituzioni, burocrazia, ecc. continuerà sempre a proliferare ed essere foraggiato attraverso l’estorsione fiscale e il debito pubblico che ripianeremo come al solito noi cittadini con altre tasse e aumenti di prezzi.

Da destra a sinistra e in modo quasi ostentato, si consoliderebbe così un’evidente frotta autoritaria, dagli scranni più alti all’ultimo poggiapiedi. E se anche può non entusiasmare un eventuale salto nell’ignoto politico, di contro nell’attuale situazione, i cittadini perderebbero del tutto anche la dignità di esseri umani pensanti, per divenire solo un parco buoi a cui il sistema spreme e prende latte, carni e pelli al fine di rigenerare le proprie masse di trasversali dittatori e rispettivi innumerevoli codazzi travestiti di etica e socialità.

Tuttavia sarei cauto fossi al posto del sistema. Se verrà un neo GentiMonti che continuerà a tartassare i cittadini immiserendoli ulteriormente, ci potrebbe essere conseguentemente, non tanto una rivoluzione popolare che peraltro in Italia non mi risulta ci sia mai stata, ma di certo delle rivolte per disperazione potrebbero innescarsi.

Seppure questo annoso sistema politico-istituzionale nazionale, quasi sociopatico, non sembra curarsene più di tanto, in quanto vede in modo narcisista solo se stesso, mentre il resto lo considera interiormente quasi carne da macello o più comunemente populismo.

Come uscirne ? Di certo i concittadini alle prossime elezioni di marzo si vada a votare così da fare saltare il preordinato banco. Non si faccia come molti, ad esempio conterranei, che alle elezioni si stanno a casa e poi possono, come da sempre, solo obbedire, pagare, incensare, questuare, campare, sopravvivere e compiangersi.

Si vada a votare almeno per i nostri ragazzi, che così continuando un giorno ci malediranno, abbattendo pure le nostre lapidi.

Facciamoci allora questo reciproco invito e augurio di andare a votare nel il nuovo anno. Diversamente possiamo solo continuare a muggire.

Nella foto in alto Mario Monti e Paolo Gentiloni, rispettivamente Premier 2011-2013 e 2016-2017 (e forse 2018 e seguenti ?) alla festa dell’Unità Tedesca a Villa Almone a Roma.

 

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