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Licenziata o Premiata
Opinioni

Licenziata o Premiata? (Lo Piano-Saint Red)

Licenziata o Premiata potrebbe essere l’avverso o il giusto epilogo, per un capotreno che aveva invitato i rom e i molestatori presenti nelle carrozze ferroviarie, a scendere alla prima stazione, anche in considerazione che, stavano rompendo, oltre che le scatole, anche la tranquillità dei passeggeri.

Uno di questi, udite le parole della capotreno, che le avrebbe profferite attraverso l’altoparlante di bordo, le ha rese di pubblico dominio, facendo scattare sui social, una infinità di reazioni e illazioni spesso poco piacevoli nei confronti di quest’ultima.
Bisogna dire che un capotreno nell’esercizio delle proprie funzioni, assume le vesti di pubblico ufficiale, ragion per cui, deve fare rispettare regole e comportamenti che devono essere alla base di ogni umana convivenza. Per tale motivo,  tutti i passeggeri, devono oltre che essere in possesso di regolare biglietto, tenere un comportamento dignitoso.
Come solitamente avviene in episodi come questo, l’Italia si è  spaccata fra colpevolisti e innocentisti, ci sono state persone che hanno chiesto il licenziamento della capotreno, altre come il Ministro degli Interni Salvini, che l”ha proposta per un riconoscimento ufficiale e questo da la cifra della società nella quale ci troviamo a vivere. Chiacchiere a ruota libera (e mente vuota) laddove l’unica cosa corretta è seria sarebbe stato – e sarebbe – il rimarcare che Comportamento, modi e linguaggio corretto ed appropriato DEVONO essere parte indispensabile del bagaglio di chi riveste vesti di Pubblico Ufficiale. In assenza nessuno può rcoprire tale ruolo al di là di qualsiasi strumentalizzazione ideologica pro o contro che sia. In pratica si potrebbe dire che sono come una Laurea per poter esercitare la professione di Medico, Ingegnere, Avvocato ecc ecc. In assenza …. si fa altro senza, per questo, alzare la voce e gridare al sopruso o altro.
Ciò premesso, apriamo una doverosa parentesi :
Ogni uomo dovrebbe, almeno sulla carta, essere libero di soggiornare in ogni parte del mondo, di continuare a professare la propria religione, di integrarsi, cercarsi un lavoro, di costruirsi una famiglia.
Stessa cosa non si può dire per tutte quelle migliaia di cosiddetti, generalizzando in modo ingiusto ed improprio nonché inopportuno, “rom ed extracomunitari”, che vivono di espedienti, che alla base della propria vita, hanno come scopo primario di danneggiare il prossimo.
In questi casi, dovrebbe essere lo Stato a prendere severi provvedimenti contro chi delinque. E dovrebbe farlo nei modi e con le persone opportune evitando così che capitino eventi nei quali il cittadino che rispetta le leggi non venga tutelato come accade nei casi in cui alcune persone che hanno “osato” difendere se stessi e la propria famiglia, e l’ aggressore ha avuto la peggio, sono stati accusati di eccesso di legittima difesa e sono finiti sotto processo per omicidio colposo, volontario o preterintenzionale, o per eccesso di legittima difesa.
La società in cui viviamo è difficile da gestire, se da un lato vi sono milioni  di cittadini che conducono una vita tranquilla, rispettando le regole, dall’altra vi è una parte di popolazione  che infrange quotidianamente le leggi, fra questi vi sono spesso “estranieri” irregolari, o richiedenti asilo, in alcuni casi anche coloro che sono in possesso di un regolare permesso dì soggiorno.
Le espulsioni lasciano il tempo che trovano, le carceri essendo stracolme, non sono altro che fucina di delinquenza: la percentuale di coloro che si redimono è molto più bassa di coloro che, una volta espiata la propria pena, ricominciano imperterriti a delinquere.
I cittadini hanno bisogno di nuove leggi per chi delinque e se questi non sono in regola con i documenti, dovrebbero essere non solo bloccati ma anche reinviati nel proprio paese natio e con spese a carico dello Stato da cui proviene, e non ospitato a spese della Comunità nelle patrie galere.
Chiusa patentesi.
Tornando al discorso del caso iniziale, non ci si dovrenne nemmeno trovare nella condizione di dover/poter disquisire sul “licenziata o premiata”, basterebbe solo che lo Stato intervenisse con fermezza contro tutti coloro che non si sono adattati a vivere una vita civile e tenesse corsi appropriati di civile comportamento per il proprio personale, soprattutto per quelli che ricoprono incarichi di Pubblici Ufficiali e quindi esperessione della nostra civiltà.
So che questo sembra un sogno irrealizzabile, ma non impossibile, basterebbe solo iniziare.
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