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Generazioni di violenti. Ma non si nasce così. Quattro potenziali soluzioni

Nelle settimane scorse, siamo tutti rimasti affranti dalla tragica vicenda di Niccolò, ventiduenne di Scandicci, pestato fino a morire, intorno alle 3 di notte tra venerdì e sabato 11-12 agosto 2017, in una discoteca di Lloret de Mar, sulla costa di Barcellona in Spagna, per cui sono stati arrestati tre giovani violenti di origine cecena di 20, 24 e 26 anni, residenti in Francia, ove avevano chiesto asilo politico, dei quali due sono stati poi rilasciati dalla Magistratura spagnola e uno solo di essi è ancora in carcere.

I tre aggressori avrebbero colpito il giovane con pugni, calci in faccia e in testa prima di darsi alla fuga ed essere però individuati e fermati dalla polizia. Il povero Niccolò è rimasto in coma un giorno in un ospedale della città catalana. Faceva il fruttivendolo al mercato centrale di Firenze.

Nessuno tra i presenti in discoteca ha mosso un dito per fermare quella mattanza. Anzi stavano tutti intorno come sociopatici a filmare la morte in diretta del povero Niccolò. Il servizio di vigilanza della discoteca si e rivelato inesistente è infatti non è intervenuto per tempo, tanto più che c’erano pochi cosiddetti buttafuori a fronte di un “carnaio” (così vengono ormai definiti i luoghi dove si assembrano giovani e adulti di solito in stato di alterazione da stupefacenti, alcol, eccitanti e anabolizzanti). Per questo la discoteca è stata chiusa (il minimo).

Ma non è stato un caso isolato. In calce all’articolo sono elencati alcuni tra tanti di questi analoghi fatti, dal 2008 ad oggi, pure altrettanto sociopatici, violenti e alcuni finiti tragicamente:

E circoscrivendo, per necessità di sintesi, le considerazioni al solo nostro territorio italiano, si ritiene in linea generale che quattro potenziali soluzioni e anche piuttosto fattibili, possano di certo attenuare tanta violenza.

Infatti, uno dei fattori scatenanti di tanta connaturata violenza, propria del primate-umano (quali siamo), è da ricercarsi nella carenza quasi cronica di quotidiana educazione, formazione e istruzione civile scientifico-psicologica, specialmente scolastica, che oggi appare più che mai indispensabile in questa complessa e tecnologica società, affinché l’individuo (e l’insieme di questi che costituiscono una società) possa acquisire una certa consapevolezza di sé, degli altri e di ciò che lo circonda. Pertanto:

  • Innanzitutto introdurre in proporzione in tutta la scuola dell’obbligo, lo studio giornaliero al pari dell’italiano dei “Diritti e Doveri”. Già solo in questo (e pure altro), la quasi totalità dei genitori siamo notoriamente degli insipienti e nella fattispecie si sta facendo crescere altrettanto impreparati i nostri ragazzi, i quali spesso si cacciano anche nei guai poiché non sanno nulla di norme, giurisprudenza e regolamentazioni, che invece sono la base della nostra quotidiana vita civile e sociale, diversamente saremmo tutti dei barbari.
  • Inoltre, in una civiltà moderna, si dovrebbe accostare, parallelamente al medico di famiglia, quello dello psicologo (certo, serio e competente). Prima infatti delle leggi, numeri e filosofie varie, noi siamo Mente. Quindi, altrettanto dovrebbe questa figura dello psicologo, essere introdotta in ogni scuola al pari delle altre materie fondamentali, affinché lo studio del nostro fantastico cervello, il vero artefice di tutto nel mondo degli umani, divenga una conoscenza popolare e non più di nicchia.
  • E ancora, sarebbe indispensabile il timore delle pene e sanzioni. Non può e non deve al contrario diffondersi in una società e particolarmente tra le nuove generazioni (che poi diventano adulti e pertanto più difficilmente rieducabili) la certezza che tanto si rimane impuniti, che la Giustizia fa acqua da tutte le parti, che i tempi sono lunghi, che tanto non si rischia che poco o quasi nulla.
  • Infine, almeno la televisione pubblica, dovrebbe ciclicamente mandare in onda campagne e programmi culturali e scientifici di sensibilizzazioni contro la violenza di qualsiasi genere.

Abbiamo la fortuna di vivere in un’epoca in cui la Scienza, da qualche decennio, ci ha fatto conoscere, seppure ancora in parte, chi siamo, da dove veniamo, cosa ci circonda, come funziona l’Universo e tanto altro. Non possiamo ancora organizzare, gestire e amministrare le nostre società come quando il Sole girava intorno alla Terra, poiché travisare nell’assistenza civile e psicologica la crescita dell’essere umano, significa poi rischiare di ritrovarsi una bestia (in tutti i sensi).

Adduso Sebastiano

Alcuni tra tanti di questi analoghi fatti, dal 2008 ad oggi:

Da riviera24.it/2008/03/09 “Giovane PESTATO fuori dalla discoteca, a Sanremo, dà in escandescenze contro tutti. Sul posto sono intervenuti la polizia, l’automedica del 118 e i volontari della Croce Rossa. I soccorritori sono stati costretti a sedare il giovane che, in evidente stato di agitazione, ha cominciato ad aggredire tutti. Al momento del pestaggio, decine di giovani in discoteca si sono riversati fuori. Al termine dello ‘spettacolo’ sono tutti rientrati a ballare”;

Da ilgiornaledivicenza.it 26.10.2013 ” Pestato in discoteca. Luigi 30 anni, di Valli del Pasubio, viene violentemente picchiato alla “Corte degli Aranci” di Marano in due momenti diversi, riportando lesioni guarite in diverse settimane”;

Da gallipoli.lecceprima.it 12/08/2014 “Difendono amica dalle avance, accerchiati dal branco e pestati dopo la notte in discoteca. Difendono amica dalle avance, accerchiati dal branco e pestati dopo la notte in discoteca. Tre napoletani di 20 anni aggrediti poco prima dell’alba in località Baia Verde. Gli autori sarebbero una decina di salentini, ma non si sa se del posto o di altri centri della provincia di Lecce“;

Da ilgazzettino.it 24.03.2014 “Pestato all’uscita dalla discoteca, 17enne finisce in ospedale. Un padovano, domenica pomeriggio, si stava divertendo nella discoteca “Atmosfera” di via dei Colli. Secondo una prima ricostruzione dei fatti ha litigato con un gruppetto di romeni per una ragazza. Intorno alle 18 è uscito dal locale per tornare a casa. Ma mentre aspettava l’autobus è stato aggredito da quattro giovani con calci e pugni. Il 17enne è stato trasportato con un’ambulanza all’ospedale civile”;

Da leggopassword.it 01.11.2014 “Jesi, Pestato a sangue fuori dalla discoteca “Miami”, arrestato anche il terzo aggressore”;

Da ilcentro.it 29.06.2016 “Pestato a sangue dopo la serata in discoteca a Vasto. Trentenne di Vasto riempito di pugni: operato d’urgenza per il setto nasale rotto, ha riportato anche ferite alla testa”;

Da corrieredelveneto.corriere.it/2017/08/16 “Jesolo, picchiato in disco: è in coma. Ancora una rissa in discoteca, che per un soffio non si è trasformata in una tragedia. Ancora una lite stupida, forse dettata dall’alcol o da una bevanda rovesciata più o meno intenzionalmente. Poi quei pugni, dritti sul volto. E Daniele un 24enne di Pianiga (Venezia), che finisce a terra, svenuto. La corsa in ospedale, l’intervento chirurgico”;

Da iltempo.it/2017/03/26 “ Alatri, è morto Emanuele massacrato a sprangate dal branco per difendere la fidanzata. Il pestaggio mortale fuori da un locale nel centro della città. Si indaga per omicidio Sotto torchio per l’omicidio del 20enne nove persone;

Da gazzettadelsud.it del 07/04/2017 “Finisce in ospedale un giovane di Davoli vittima del branco. È Stato costretto a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale di Soverato il 24enne. Aggredito all’uscita della discoteca”;

Da ilgiorno.it 10/05/2017 “Pestati fuori dalla discoteca perché gay: ecco la drammatica sequenza. Otto persone arrestate, tra cui 6 minorenni, per l’aggressione omofoba ai danni di due giovani gay, la notte del 22 gennaio scorso in zona Porto di Mare a Milano”;

Da ilmessaggero.it 17/08/2017 “Venezia, giovane picchiato in discoteca: è in coma, caccia all’aggressore”;

E ancora e persino, da lastampa.it/2017/08/17 “C’è una ragazzina che sta morendo ma i suoi amici non chiedono aiuto”. Genova, un netturbino chiamò l’ambulanza per Adele stroncata dall’ecstasy. Ora è un teste-chiave. Si aggrava la posizione del fidanzato e di un diciannovenne. i due giovani – entrambi da una decina di giorni ai domiciliari dopo una settimana di carcere – potrebbero rispondere non solo della morte come conseguenza della cessione di droga ma anche del reato di omissione di soccorso”.

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