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Tav, il trionfo di facite ammuina
Editoriali Politica

TAV: è il trionfo di “facite ammuina”? Sembra di sì: se ne ridiscuterà tra sei mesi?

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rifuggendo anche lui ai canali e mezzi istituzionalmente preposti, utilizza facebook per pubblicare sia la lettera da lui inviata a Telt per provare a fermare (o quantomeno modificare) l’iter della pubblicazione dei bandi chiedendole di astenersi:

“con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara”,

che la risposta della società italo-francese:

“La società Telt mi ha risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani” ed ha aggiunto,

“Lavoriamo in piena trasparenza perché non ci lasciamo condizionare dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari. Fino a quando questo Governo sarà in carica, per quanto mi riguarda, sarà così. Sempre”.

Pertanto, a quanto sembra, siamo al trionfo, come già scritto questa mattina, del “facite ammuine” e così si andrebbe verso un rinvio per i bandi dei lavori per la Tav a dopo le elezioni europee anzi, anche a tre mesi dopo le stesse, in modo da avere così sia il tempo di giungere alle stesse per provare a raccogliere il raccoglibile tra il fumo sollevato che, poi, anche poter analizzarne i risultati e decidere se giocare la carta di andare avanti o, più probabilmente (dato che ben sanno il grande buco economico che hanno creato e che sarà dura a risolversi senza ricorrere a drastiche decisioni che comunque saranno indigeste agli italiani ed anche agli italioti che li hanno votati) passare la mano e tornare, da vittime, alle elezioni e fare di tutto per passare la patata bollente agli altri.

Lunedì, quindi, al consiglio di amministrazione della Telt (l’azienda Tunnel Euralpin Lyon Turin, di proprietà al 50% dello Stato francese e al 50% delle Ferrovie dello Stato Italiane) si darà il via libera solo alla pubblicazione degli “avis de marchés”, cioè gli inviti alle imprese a presentare le proprie candidature secondo quanto ha affermato la società Telt nella sua risposta alla lettera inviata dal premier Giuseppe Conte.

Logicamente si fanno sentre anche i pentastellati ed i leghisti e ciascuno si affretta a fare le proprie dichiarazioni.

I grillini dichiarano:

“Grazie all’intervento del presidente Conte, Telt ha comunicato che non partiranno i capitolati senza l’avallo del governo italiano e dunque ci sono sei mesi per ‘ridiscutere integralmente’ l’opera con Francia ed Europa, come da contratto di governo. Anche stavolta abbiamo fatto la cosa giusta per l’interesse degli italiani: prima di spendere cifre miliardarie dobbiamo avere la certezza della ricaduta positiva sui cittadini, sono soldi che escono dalle loro tasche. Dopo questo importante passo avanti, come ha ricordato Luigi Di Maio, siamo già nuovamente concentrati sulle migliaia di opere utili che stiamo sbloccando in tutto il Paese e sugli atri importanti risultati del lavoro di questi primo 10 mesi di governo. Grazie dunque al nostro capo politico Luigi Di Maio e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per questo ulteriore importante risultato e per l’impegno incessante con cui stanno lavorando nell’interesse esclusivo dei cittadini”.

In particolare, per i pentastellati, la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli, dichiara:

“Abbiamo ottenuto il rinvio dei bandi per il Tav che partiranno tra 6 mesi solo se Italia e Francia raggiungeranno un accordo serio”.

Le fa eco il collega Michele Dell’Orco, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, che dice:

a questo punto “l’opera verrà ridiscussa integralmente come previsto dal contratto. Il buon senso ha prevalso. La priorità rimane la semplificazione del codice degli appalti e un grande piano di manutenzione di ponti e strade”.

Poi è la volta di Salvini che continua con il suo (strano) basso profilo e, per ora, si limita ad affermare:

“Sulla Tav nessuno vince o perde”.

Critiche le opposizioni.

Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e vicepresidente del Gruppo PPE, che oggi pomeriggio ha partecipato alla manifestazione organizzata dalle “Madamin” davanti a Palazzo Carignano per dire “SiTAV subito” dichiara:

“Sono scesa in piazza a fianco delle Madamin e di Mino Giachino perché le liti tra separati in casa nel governo non possono fermare lo sviluppo dell’Italia né tantomeno far pagare i danni agli italiani è gravissimo che il governo Conte stia bloccando l’iter di un’opera regolata da un trattato internazionale senza il coinvolgimento del Parlamento. Dovranno pagarne i danni invece di far ricadere i costi delle loro indecisioni ai cittadini italiani. Dalle imprese e dalla città di Torino il segnale al governo è chiaro, ora servono risposte: l’Italia non può restare ostaggio di una minoranza che dice No a tutto. #SiTav”. “La TAV si deve fare e i bandi non si possono fermare”.

Si fa sentire anche Maurizio Martina, deputato del Pd, che su Twitter ha scritto:

“Salvini si è fatto mettere sotto da quelli della decrescita infelice. Niente cantieri, niente finanziamenti, niente occupazione. Capolavoro dei sovranisti chiacchieroni”.

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