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Palazzo Chigi Roma (2010)
Editoriali Politica

TAV, 5 ore di vertice, nessuna intesa e si continua a procedere alla sanfasò

È durato 5 ore, si è concluso poco prima delle 2:00 di notte, il vertice notturno sulla Tav indetto a Palazzo Chigi ed ancora nessuna decisione è stata presa.

Salvini e Di Maio restano lontani sui bandi di gara sui quali, si dice, sarebbero ancora in corso valutazioni giuridiche. Il governo, con Conte, per adesso si limiterà a chiedere un incontro bilaterale con la Francia e  in mattinata, con un comunicato, fa sapere:

“A distanza di vari anni dalle analisi effettuate in precedenza e, in particolare, alla luce delle più recenti stime dei volumi di traffico su rotaia e del cambio modale che ne può derivare, sono emerse criticità che impongono una interlocuzione con gli altri soggetti partecipi del progetto, al fine di verificare la perdurante convenienza dell’opera e, se del caso, la possibilità di una diversa ripartizione degli oneri economici, originariamente concepita anche in base a specifici volumi di investimenti da effettuare nelle tratte esclusivamente nazionali”. 

Intanto, mentre i due proseguono nella loro quadriglia, arriva un primo monito da Bruxelles: l’Italia rischia di perdere 800 milioni di finanziameti UE e, parallelamente, l’Ocse rivede al ribasso la crescita dell’Italia.

Qualche problema? Ma proprio per niente! Basta parlare d’altro ed andare avanti a proprio comodo per cui ecco che Salvini continua ad atteggiarsi da Comandante e a guidare ruspe, mentre Di Maio si rallegra per il liscio scorrimento, ieri, del primo giorno di apertura sportelli per il Reddito di Cittadinanza quando invece erano attesi intoppi.

Lietissimo anch’io che non ci siano stati problemi ai Caf ed altrove, ieri, per il Reddito di Cittadinanza epperò, alla lietizia non riesco a non affiancare quanto nelle mia diffidente mente continua a ronzare chiedendosi:

possibile che da un giorno all’altro in Italia si scoppiata la professionalità e la perfetta organizzazione delle struttare statali e non e, in sincrono, anche tutti gli italiani siano diventati degli svizzeri che si approcciano alle istituzioni e agli sportelli in ordinata e tranquilla fila e auto-scaglionamento? Boh!

Il diavoletto che è in me mi suggerisce che è troppo bello per essere vero e, alla mia stessa perplessità derivante dall’esposizione dei fatti che cronache varie e TV ci riportano, precisa: attenzione, non sto dicendo che non è vero che ieri ci sia stata “calma piatta” (per usare un termine marinaresco) nello scorrere della giornata ai vari sportelli aperti per il Reddito di Cittadinanza ma che magari, piuttosto, la calma sia derivante da una scarsa affluenza derivante magari, chissà perché o percome, da non così immenso interesse per lo stesso o, peggio ancora, dal ritenere che . almeno allo stato attuale – andrebbero solo a perdere tempo visto che tutto è stato fatto alla sanfasò? Ancor un grande Boh!

Uniche certezze restano il balletto Salvini Di Maio, l’avviso di Bruxelles e l’allarme dell’Ocse e, secondo me, è già tanto, anzi troppo per non continuare con

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