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Salvini va avanti a picconare mentre Conte e Tria provano a tamponare
Editoriali Politica

Salvini va avanti a picconare mentre Conte e Tria provano a tamponare

Mentre Conte e Tria sono al lavoro per mettere insieme una risposta concreta e soddisfacente da spedire a Bruxelles per rassicurarli sui conti pubblici italiani, Slavini continua a picconare e, incurante di tutto, continua per la sua strada e con i suoi dicatat incurante del fatto che, il quanto lui pretenderebbe, sarebbe possibile farlo solo a patto che la Ue decidesse di concedere come lo scorso anno una quota di flessibilità; cosa questa, ad ora, non solo improbabile ma proprio da escludere pur volendo sperare che, a Bruxelles, non si risentano anche per i modi da guascone del nostro Caporale che qui da noi gli consentono di usare (per interessi poltornali vari) ma che altrove anche no.

Ciò premesso, vediamo ora come si rapporta, nel merito, l’italica triade trascurando, per ora, la quarta gamba che, al momento, essendosi fratturata, è ingessata e zoppicante.

Il piano di Salvini per fare la Flat Tax ed evitare la procedura di infrazione

È soprattutto la Lega a spingere su questa prospettiva. Certo, l’ipotesi sarebbe percorribile se la Ue decidesse di concedere come lo scorso anno una quota di flessibilità ma una volta evitata la procedura di infrazione, si potrebbe andare verso questa direzione. Il punto di caduta nel governo non è solo il modo in cui Roma debba rispondere a Bruxelles sulla procedura di infrazione aperta nei confronti dell’Italia per disavanzo eccessivo. Del resto è stato lo stesso presidente del Consiglio a sottolineare che occorre parlarne subito, facendo intendere che non è possibile realizzarla in deficit.

Flat tax in deficit? «Io voglio tagliare le tasse, il piano è pronto. Ne parlerò con gli alleati», ha tagliato corto il ministro dell’Interno che in serata ha riunito i ministri proprio per discutere sui provvedimenti economici. «Mi aspetto fatti», ha detto anche in serata al Tg2. Secondo il partito di via Bellerio la manovra si aggirerebbe intorno ai 35 miliardi.

E punterebbe tutta su un piano di investimenti e riduzione delle tasse. « Su quella dell’anno scorso c’erano delle riserve legate al reddito di cittadinanza, ma su questa non possono dire nulla», mette le mani avanti un ‘big’ del partito di via Bellerio. Il punto centrale della manovra per Salvini è la flat tax. Il responsabile dell’Economia, Giovanni Tria, non è convinto delle coperture.

La priorità ora è scongiurare la procedura d’infrazione e ogni discussione sulle cifre legate a misure fiscali è prematura, a partire dalle coperture per la flat tax, sottolinea fonti del Mef. La platea della flat tax – sempre secondo quanto apprende l’Agi – coprirebbe i nuclei familiari sotto i 50 mila euro di reddito e sotto i 26 mila per i redditi singoli. La Lega punta anche sul taglio del cuneo fiscale, prevedendo circa 4 miliardi. Salvini vorrebbe usare una parte dei risparmi derivanti dal reddito di cittadinanza e da quota 100 anche per la flat tax.

Il titolare dell’Interno ha spiegato di non volere «atteggiamenti alla Monti». Sia il vicepremier leghista che Di Maio non intendono dare il via libera ad una manovra lacrime e sangue. «Deve essere espansiva, bisogna puntare al taglio delle tasse», è la posizione sulla quale concordano il ministro dell’Interno e il responsabile dello Sviluppo e del Lavoro. Ma è una posizione che si scontra con la tesi espressa più volte dal ministro dell’Economia e dal premier Conte che non intendono mettere a repentaglio i conti pubblici.

Il contro-dossier di Conte e Tria da spedire a Bruxelles sui conti italiani

Il governo è alla ricerca di una strategia vincente per convincere l’Unione a non procedere sulla procedura d’infrazione contro l’Italia, evitando al contempo una manovra di aggiustamento

«La lettera è pronta», ha spiegato il premier. Nel governo si sta preparando una sorta di ‘contro dossier’ da presentare a Bruxelles, perché – è il ragionamento – i numeri previsti dalla Commissione non sono gli stessi che abbiamo noi. La via maestra è quella di evitare ad ogni costo la procedura di infrazione aperta nei confronti dell’Italia per disavanzo eccessivo ma su come farlo le posizioni non convergono ancora. La trattativa resta in alto mare, una delle opzioni sul tavolo è quella di chiedere maggiore tempo alle istituzioni europee.

Sia a Palazzo Chigi che nella Lega negano, però, che i toni al vertice di ieri mattina siano stati di scontro ma resta il fatto che – a partire dalle coperture sulla flat tax – ci siano posizioni divergenti. Con Matteo Salvini che insiste sulla necessità di non abbassare di un millimetro l’asticella. La sua tesi è che questa Commissione europea è debole e che non ha la forza per dettare l’agenda e le misure ad uno dei Paesi fondatori dell’Europa. Andare al tavolo con una posizione di forza – è la premessa che si sottolinea nel partito di via Bellerio – porterebbe poi ad evitare un compromesso al ribasso.

La Commissione europea vorrebbe che venga usato per il disavanzo i due miliardi di cuscinetto previsti nella scorsa legge di bilancio e i tre miliardi derivanti dai risparmi sul reddito di cittadinanza e su ‘quota cento’. Un atteggiamento che il partito di via Bellerio e il Movimento 5 stelle – pur con toni più sfumati – non intendono accettare. «Non ci faremo imporre nulla», il ‘refrain’ nella maggioranza. «Taglieremo il debito grazie a entrate più cospicue di quelle che avevamo stimato», ha detto Conte, al forum Ansa.

Resta la tensione nel governo sull’interlocuzione con l’Europa ma al momento Salvini è impegnato a difendere i provvedimenti di bandiera, a partire da quello sulla flat tax. La strategia è quella di andare davanti alla Commissione Antimafia per sbandierare i risultati raggiunti nella lotta alla mafia. La finestra per le elezioni anticipate è ancora aperta, ma il segretario del partito di via Bellerio al momento ripete ai suoi l’intenzione di andare avanti. E di portare a casa un commissario Ue con portafoglio economico.

dati da AGI

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