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Editoriali Politica

Referendum Costituzionale, alcuni perché del SI e del NO a confronto

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Rieccomi a scrivere, dopo l’editoriale di ieri sul Referendum Costituzionale del prossimo 20/21 settembre, e lo faccio perché sollecitato dalla gran massa di commenti che esso ha ricevuto, vuoi positivi, vuoi negativi (il tutto spalmato su tutto il territorio nazionale), ed anche da un’annotazione portatami in merito al fatto che, secondo alcuni, ad esempio Anna Luterotti, avrei argomentato solo sulle motivazioni per il NO trascurando quelli del SI ed anche questo è un assurdo visto che, se si replica ad un qualcosa direttamente ed indirettamente si esplicita anche il qualcosa stesso. Ma tant’è, accetto l’annotazione ed allora eccomi qui a BEN evidenziare alcune motivazioni (serie, civili e ragionate) che ho potuto raccogliere e, tra queste, mi avvalgo dell’esaustivo elenco fattomi da Massimiliano Mancini. Ed è da e con questo che parto a ri-argomentare punto per punto.

Referendum Costituzionale, alcuni perché del SI e del NO a confronto

  • Voto si per selezionare meglio le persone che mi rappresentano.

® Onorevole e ottimo proposito ma come? Come un taglio orizzontale del numero dei Parlamentari e basta, in cosa aiuterebbe per una migliore selezione (scelta) dei cittadini?

NESSUNA, ed anzi, sarà ancora più difficile visto proprio il numero ridotto che, di sicuro, sarà scelto badando bene alle credenziali di manovrabilità che potranno offrire. Poi, sempre per il numero ridotto, molto facilmente si avranno molti più “paracadutati” da chissà dove e comunque estranei al territorio e alle sue reali necessita oltre che ad essere poi costantemente lontoni dallo stesso per cui … Inoltre, e chiudo questo punto, non occorre una laurea in scienze politiche o altro per capire che un “gregge” ridotto è più facilmente governabile: basta un pastore qualsiasi (con tutto il rispetto per questa nobile professione).

  • Voto si per estinguere la compravendita di parlamentari ,che ,cambiando casacca spostano gli equilibri di maggioranza….si potrà sicuramente continuare a spostarsi ma il numero inferiore e ben selezionato permetterà manovrine e non spostamenti eclatanti.

® Ecco, in quel suo “ben selezionato”, visto che la selezione la farebbe il “pastore” di cui sopra con le ovvie modalità e finalità di cui al punto precedente, sta uno dei grossi problemi che ne scaturiranno tutti a scapito della VERA Qualità dei selezionati (dai capi-partito, gruppo ecce cc) che, per loro tranquillità, dovranno avere una sola qualità: assoluto asservimento e manovrabilità (e se magari avesse un qualche scheletro nell’armadio, meglio ancora).
Poi lei aggiunge anche il problema di quelli che io ho identificato, tra nani e ballerine, come “saltimbanchi” e, pur ammettendo che ce ne saranno ancora (anche se, personalmente, credo forse meno vista la dura potatura in ingresso che subiranno) giunge alla conclusione che non sarebbero più spostamenti eclatanti e, comunque, non più causa di manovrine varie. E qui confesso che mi sono perso: mi spiega in base a quale calcolo si giunge a tale situazione? In assoluto è una ipotesi che concedo visto che magari, poniamo, non ci sarebbero più spostamenti di 30, 40, parlamentari ma, magari, solo di 20 per cui ripeto, in assoluto, sicuramente il numero sarebbe inferiore ma …. si tralascia (omette) che avverrebbe in un quorum diverso, dimezzato, per cui, se la matematica non la si riduce ad un’opinione, le cose non varierebbero affatto, anzi, potrebbero peggiorare perché, parafrasando un (falso in se) motto caro ad alcuni politici: “uno vale uno”  in presenza di un Parlamento dimezzato ne deriverà che “uno vale due” visto che sarà molto più semplice raggiungere, o no, una maggioranza percentuale partendo da numeri assoluti più bassi. Rifletta anche su questo e vedrà che, e con questo chiudo questo punto, è la stessa cosa dell’aver sbandierato i 100.000.000, ricalcatoi poi con 500.000.000 nella legislatura tanto per mettere lì un numero ancora più grande e solleticante per le pance a cui si punta, senza però far di vero calcolo rapportando il tutto a tutta la cittadinanza, cosa che avrebbe evidenziato che alla fine della fiera, il grandissimo risparmio economico sarebbe di ben 1 EURO ANNUO.

  • Voto si perché per numero di abitanti abbiamo più parlamentari di tutti gli altri paesi

® Anche questa affermazione, chiedo scusa, non è corretta e si arrampica sugli specchi. Ad esempio, tre per tutti,  il primo posto spetta al Regno Unito, che ha 650 deputati nella Camera bassa e ben 791 rappresentanti nella Camera alta, la House of Lords, per un totale di 1.441 parlamentari mentre l’Italia sarebbe al secondo posto con 950 parlamentari tra senatori (315+ minimo* 5 a vita) e deputati (630) seguita dalla dalla Francia con 577 membri dell’Assemblea Nazionale + 348 membri del Senato (in totale quindi: 925), poi viene la Germania con 709 membri del Bundestag + 69 membri del Bundesrat (totale 778), e alla Spagna con 350 deputati e 266 senatori (totale: 616)).

Da quanto su dettagliato si evince che, in percentuale, il Regno Unito ha un rappresentante ogni 46mila abitanti, ma c’è anche chi la supera (e ci supera) con largo distacco.

In questa classifica basata su dati concreti e reali, e non solo boutade di comodo, abbiamo Malta, che guida la classifica con un parlamentare ogni 6mila abitanti, seguita dal Lussemburgo (1 ogni 10mila) e dall’Estonia (1 ogni 13mila),

Conclusione? L’Italia è al 23° posto, con un parlamentare ogni quasi 63mila abitanti. E questo è!

  • Voto si perché questi balordi percepiscono 12+3 =15 mila euro al mese….schiaffo alla povertà.

® Anche su questo mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni: l’indennità lorda che percepiscono è di 10.435 euro se deputati e di 10.385 se senatori quindi ben al di sotto del quanto su indicato ammesso che anche lì si volesse far riferimento al lordo e non già al netto, com’è presumibile che si volesse far intendere visto che ciascuno di noi fa di conto, e riferimento, sempre al proprio stipendio netto, mai lordo che magari nemmeno conosce con esattezza. In tal caso il tutto diventerebbe un’altra vera e colossale balla ben calcolata visto il ciurlare nel manico mutuando un lordo spacciato, almeno nel comune immaginario, nel netto (ed anche qui siamo sempre ai 100.000.000 di risparmio sbandierati che invece, al netto per ogni italiano, diventano 1 EURO ANNUO).

Comunque, sempre in tema di vera chiarezza e dati reali, mi corre ancora un altro obbligo, ed è quello di segnalare che un parlamentare italiano può arrivare a guadagnare oltre 18.735 euro lordi (12.439 netti) se è deputato; 17.625 euro euro lordi al mese se è senatore (12.544 netti) se si considerano anche le varie voci di rimborsi ivi inclusi quelli per i collaboratori (i cosiddetti portaborse e vari altri).

Ed anche qui: questo è!
  • Voto si perché a prendere decisioni con meno persone è più facile e meno compromettente nel dare nomine e fare regalini sottobanco.

® Beato chi ci crede. In verità, torno a ripetere, avere 2 persone a confronto ed averne 1 solo fa una grande differenza e, se mi è consentito, tutto in negativo visto che diventa molto più semplice tenerne a bada uno piuttosto che due. No?

  • Voto si….per cambiare un pò le cose.

® Ottimo proposito ma momento e modo errato e qui chiudo tornando alla pubblicità sui pennelli da me presa a paragone nel mio editoriale di ieri:

“per dipingere una parete grande non serve un pennello grande… ma un grande pennello!”

il che, traslato, diventa:

per ben governare non è questione di avere un Parlamento Grande o Piccolo ma di avere parlamentari grandi.

A conclusione di questo lungo excursus, sempre per completezza e correttezza, mi corre ancora un obbligo, ed è quello di segnalare anche gli ALTRI stipendi che CORRONO (è proprio il caso di dirlo) nei palazzi parlamentari italiani dove i dipendenti sono 1.083, tutti assunti a tempo indeterminato, e credo che le sorprese – (per altro ben sottaciute) – saranno tante, almeno credo, per cui: vediamo alcune cifre e ciascuno faccia poi i suoi conti.

Eccovi i dati:

Operatore tecnico: sono i centralinisti, i baristi, i commessi e i famigerati barbieri (rimasti in quattro dopo la “sforbiciata” degli anni passati). Per loro lo stipendio massimo può arrivare a 137.368,28 euro

Assistente parlamentare: più volgarmente detto portaborse. Sono in 309 e arrivano a uno stipendio annuo di 137.368,28 euro

Collaboratore tecnico: stiamo parlando di elettricisti, idraulici, falegnami, insomma tutte quelle figure che in un palazzo sono necessari per i piccoli interventi di manutenzione. Qui lo stipendio massimo per i 93 artigiani è fissato a 154.071,42 euro

Segretario parlamentare: sono 276 i deputati che ne hanno almeno uno e per queste figure lo stipendio massimo è poco più alto di quello degli elettricisti, 157.628,73 euro

Documentarista tecnico ragioniere: qui la figura è un po’ più qualificata, sono tecnici (parliamo di 241 persone) che si occupano di molte “scartoffie” e di conseguenza il loro stipendio vola a 240.221,91 euro

Consigliere parlamentare: anche qui, stando alle carte, si tratta di figure molto selezionate. Sono 132 i consiglieri parlamentari a Montecitorio che dovrebbero avere grandi competenze giuridiche ma anche amministrative. Un posto a cui si arriva tramite concorso e che però porta in dote uno stipendio molto interessante, 361.389,92 euro

E qui mi fermo con il mio solito “Povera Patria” ed “Io speriamo che me la cavo” augurando a tutti una vita serena vissuta ad occhi aperti e con ponderatezza evitando visioni indotte da interessi di terzi, chiunque questi siano: dx, sx, sopra, sotto, laterali, di fianco e via di questo passo.

A seguire, tanto per far buon peso, mi sono “dilettato” a seguire le varie reazioni (commenti) che il mio editoriale ha raccolto. Ne ho copiato alcuni e li ho divisi in due colonne: quelli per il SI e quindi avversi al quanto da me scritto nell’editoriale di ieri, e quelli per il NO che, bontà (e merito) loro con me concordano.

Altro non aggiungo: motivazioni e modo di esprimersi parlano da soli e non necessita aggiungere altro.

SI NO
Giovanni Cirillo Quindi i cittadini dovranno votare no e poi chiedere ai politici una politica di qualità ?
Mentre lo chiedo già vedi i cupptielli dietro da parte dei politici a chi ci credeFranco Albano Sempre SI fino alla morte devono andare a casa e devono sudarsi lo stipendio come meSalvatore Esposito MA QUALE NO… QUI’ CI VOGLIONO MILIONI DIO ” SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII…” PER TAGLIARE SEI PARASSITI DI STATO… PUNTO.!!!Vincenzo Di Palma Votare SI e ridurre chi mangia a nostre spesePasquale Greco TUTTI a CASA ……….RICUTTAR…….VOTIAMO SI!!!!!!Zurolo Michele Si tutta la vita la qualità te la fanno nel di dietro come finora adesso abbiamo la possibilità di opporci democraticamente

Giovanni Esposito Bisogna votare si x eliminare tanti stipendi e privilegi inutili e dare i soldi ai pensionati che non prendono un minimo di aumento da anni xche i soldi vengono sciupati x chi non ha mai prodotto nulla x la nazione pensionati votate si x toglierci i danneggiatori dalle spalle

Gianfranco Romano sono referendum che fanno ragionare la pancia più’ che la testa, questo taglio senza cambiare il resto, cioè’ la possibilità che i rappresentanti siano scelti dal territorio e non dalle segreterie di partito, non serve a nulla…anzi peggiora le cose.

Eliana Rendina Bisogna cambiare la testa,non il numero. Un tempo di faceva politica con coscienza e passione,ora si fa politica per interesse. Bisognerebbe cambiare il sistema di reclutamento di chi finisce in parlamento,cambiare seriamente la legge elettorale, ridurre il numero senza cambiare tutto il resto è una sperequazione inutile e pericolosa, riducendo il numero,si riducono le possibilità di fare finire in quelle aule persone di qualità,che magari in quella marmaglia di fannulloni potrebbero fare la differenza, ridurre il numero vuol dire rinvigorire maggiormente i partiti “personali”, la democrazia diventerebbe oligarchia.

Perché noi italiani ci facciamo sempre prendere per i fondelli da slogan farlocchi?!? ” Riduciamo i parlamentari” ,”mandiamoli a casa” . Riduciamo lo stipendio,non il numero. È stata scritta una costituzione straordinaria, manipolata malamente da tanti sperequatori disonesti. E accendiamo un po’il cervello e smettiamola di fare nostri tutti gli slogan che ci propinano. Impariamo ad informarci seriamente, il referendum è cosa seria,non ci si può affidare al “sentito dire”, dobbiamo agire con un voto pienamente consapevole.

Stanislao Barretta

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