Parlamento, ondata di gioventù e di inesperienza
Editoriali Politica

Parlamento: ondata di gioventù e di inesperienza. Incoscienza italiota?

Dopo il 4 Marzo, in Italia nulla è più come prima; quantomeno nel Parlamento (Camera e Senato pari sono)

Dopo il 4 Marzo, in Parlamento Mai tanti nuovi parlamentari, Mai tanti nuovi “politici”. Anche Mai tante donne ma….

E qui sta la possibile nota dolente, anche un’accozzaglia di inesperienza (indi “ignoranza e deficienza” intese nel senso letterale) alla carica.

Chi li guiderà? Chi li formerà e, soprattutto, chi pagherà le spese dei danni che, inevitabilmente, degli inesperti compiranno?

Parlamento: ondata di gioventù e di inesperienza. Incoscienza italiota?

Inutile nascondersi che la situazione, sebbene salutata e venduta come una “benedizione” e una ventata d’aria fresca e di rinnovazione, è preoccupante.

Il passo dalla ventata di rinnovamento ad un ciclone di bestialità che tutto può travolgere, il passo è breve.

Altrettanto breve, anzi brevissimo, inesistente, è il passo dai debuttanti ai dilettanti. Soprattutto da “questi debuttanti”.

Basta annotare e notare che sono Genti che mai hanno avuto a che fare con problematiche di “amministrazione” di “società complesse” per aver ogni diritto di “temere”.

E una Nazione è la più grande e complessa “azienda” da guidare ed amministrare. O no?

Del resto, andreste mai voi da un “qualsiasi” che apre uno studio di Medico perché ne ha voglia e basta? Non credo proprio.

Io no. Io gradirei che avesse tanto di Laurea, corso di pratica ben lungo e rodato, esperienza su e nel campo.

Idem per qualsiasi professionista di cui avessi bisogno od anche se, avendo un’azienda, dovessi assumere un dirigente di primo piano.

In questo credo di non essere il solo, ma che tutti concorderanno.

Ed allora?

Allora, perché per la guida e l’amministrazione del nostro bene più grande (per tantissimi unico) quale è la NOSTRA Nazione diventiamo così superficiali? Incoscienti, direi!

Eppure questo “problema” non è certo nuovo ne, di sicuro, solo nella mia mente.

Di questo, ad esempio, ha scritto un parlamentare di lungo corso quale era (perché stavolta non ricandidato) Pino Pisicchio.

Pisicchio infatti, nel libro titolato: “I dilettanti. Splendori e miserie della nuova classe politica”, proprio di questo scriveva e su questo argomentava.

Del suo pensiero vi rendiamo disponibile un’intervista a Radio Radicale realizzata il 24 marzo 2015 alle 18:00 (ASCOLTA)

Come si nota, il libro fu pubblicato diversi anni fa, quindi non sospettabile di “influenza in corso”, ma già se ne paventava l’infezione.

Ciò scritto ed ascoltato, torniamo all’argomento che mi ronza in mente unitamente a tanti sillogismi scontati, che mi sembra di udire, tipo:

Si faranno.
“Nessuno nasce imparato” (come si suol dire a Napoli).
Largo ai giovani.
Il futuro è dei giovani,

e via di questo passo con una sfilza di banalità.

Banalità magari piacevoli, che faranno anche sorridere. Magari anche verità (in parte). Ma resta la domanda di fondo:

mentre loro “si fanno”, “si imparano”, si “fanno largo sulla strada del futuro e dell’esperienza” ecc ecc, chi guida la nave?

Una nave senza nocchiero va a sbattere, si sà. E va a sbattere anche se lo stesso non è sufficientemente esperto o attento. Opinabile? Penso di no!

Ed allora? Ci piace donarci il brivido dell’andare a sbattere o ?????? O riteniamo che comunque la nave avrà guida?

Se così fosse, peggio mi sento. E’ il caso di dire.

Peggio perché questo presupporrebbe e sottintenderebbe che:

Un Capitano,
un Direttore di Macchina,
un Commissario di Bordo
e tant’altro personale formato ed esperto,

ci sono ma, sono alle spalle di chi invece è lì in Parlamento; e li guida, e comanda.

Mi vengono i brividi al solo pensarci.
Marionette in parlamento con Comando segreto e ben nascosto.
Il peggio del peggio insomma.

E poi: chi ne paga le spese?

Indubitabilmente noi.
I soliti “pantaloni” che accecati da un forbito parlare e dalla foto (solo foto) di un bel paesaggio, azioniamo la mano per votare a favore di viaggi da sogno.

E lo facciamo a prescindere e, soprattutto, senza aver messo in moto il cervello il che vuol dire agire, opzionare, scegliere:

senza aver ben verificato che la meta esista realmente e che il tour operator sia serio ecc ecc.
In breve: che non trattasi della non rara “truffa” per gonzi.

Purtroppo, questa è la situazione in cui ci si ritroverà ora, quando e se si avrà un governo in grado di operare.

Basti vedere che:

il più anziano è Casini, in Parlamento da 35 anni.
La percentuale di neo eletti che non avevano un seggio nella scorsa legislatura è del 65,91% alla Camera e del 64,26% al Senato.
La suddivisione dei parlamentari per fasce d’età vede la percentuale più alta dei deputati compresi tra i 35 e i 45 anni, mentre per i senatori tra i 45 e 55.

In entrambi i casi è trainante M5S dato che, dei 144 deputati che hanno meno di 35 anni, 97 sono pentastellati.

E ancora:

dei 224 che hanno tra 35 e 45 anni, 93 sono del partito guidato da Luigi Di Maio.

L’altro lato della medaglia vede Forza Italia con l’età media più alta tra le principali liste, battuta solo da Liberi e uguali al Senato.

Il 40% degli over 65 in Parlamento sono stati eletti con Forza Italia.

Ma il fattore più “preoccupante” non è l’essere giovani (cosa di per sé non dequalificante, ne colpa) ma essere in tanti, troppi, nuovi politici.

Infatti, il 35% dei deputati e il 30,16% dei senatori eletti il 4 marzo non hanno mai avuto, prima d’ora, un incarico politico, né a livello locale, né a quello nazionale ed europeo.

Anche in questa speciale classifica ritroviamo, al primo posto, il Movimento 5 Stelle, con il 65% dei nuovi parlamentari alla prima esperienza politica in assoluto.

Per l’altro vincitore delle elezioni, la Lega, la percentuale è al 16% a Montecitorio e al 12% a Palazzo Madama.

Tra gli eletti del Carroccio compaiono numerosi esponenti con incarichi a livello comunale, o come consigliere o come assessore:

sono il 40% dei deputati e il 30% dei senatori.

Una nota “positiva” è che ci sono tante donne:

Il 34% dei nuovi parlamentari sono donne, è la percentuale più alta nella storia repubblicana.

Ma tutto si ferma a questo.

Superato il compiacimento di vedere l’onda rosa avanzare, resta, anche per loro, quanto vale per i maschietti: l’inesperienza!

Anch’esse tutte dilettanti della POLITICA (quella vera, quella con la P maiuscola, e non quella motrice per sbraitamenti a vanvera).

Stiamo parlando, anche per loro, del nostro Parlamento e della guida del transatlantico Italia, non di un concorso di bellezza per cui …..

Nota finale sulla probabile prossima composizione del nostro Parlamento:

Secondo l’analisi di AGI/Openpolis:

  • il primato assoluto è di Pier Ferdinando Casini, rieletto col Pd al Senato, per la sua decima legislatura. In Parlamento dal 1983 (esordio con la Dc, poi Ccd, Udc e Pd)
  • Il record a Montecitorio è di Elio Vito (Forza Italia), che inizierà a breve la sua ottava legislatura.

Al secondo posto, tutti all’ottava legislatura:

Emma Bonino, eletta nel Lazio con +Europa,
Umberto Bossi e Roberto Calderoli della Lega,
Maurizio Gasparri (Forza Italia)
Ignazio La Russa (Fratelli d’Italia).

E questo è.

Ancora una volta mi tocca chiudere parafrasando: io speriamo che me la cavo

Stanislao Barretta

vivicentro.it/EDITORIALI/POLITICA

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