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La Croce Patriarcale che pesa sull'Italia ed i governanti
Editoriali Politica

I governanti italiani dovrebbero fare come Ulisse: resistere alle sirene

L’italica opposizione fatta di “sirene” che cantano “la qualunque” punta solo ad ammaliare i governanti de la nave Italia per farla affondare e così facendo evidenzia ancor più la secolare Croce Patriarcale che pesa sull’Italia.

I governanti italiani dovrebbero fare come Ulisse: resistere alle sirene

La problematica dell’apertura delle scuole, a pandemia COVID ancora virulente, sta creando problemi in tutto il mondo ed anche in Italia ma, qui da noi, sta anche evidenziando i notevoli limiti della classe politica vuoi governativa che, ancor peggio, dell’opposizione.

  1. Quella politica di governo perché troppo spesso alternano l’essere indecisi a tutto all’essere troppo attenti a tutto, nel senso dell’essere troppo sensibili alle varie boutade di una rovinosa opposizione spalleggiata da troppi italioti ben allevati nel corso di qualche decennio.
  2. Quella politica d’opposizione che prende alla lettera il termine “d’opposizione” per cui eccoli lì sempre pronti a sbraitare su e per qualsiasi cosa. Il Governo dice bianco, loro pronti dicono nero. Il governo allora si avvicina al nero e loro prontissimi a dire che sono incoscienti ed incapaci, deve essere bianco. Insomma, sono (si pongono e credono di essere) in una posizione win-win per cui, comunque e qualunque cosa facciano i governativi, loro saltano subito su a dire l’opposto così tanto per far vedere che fanno e sono opposizione, e fa niente se magari, prima avevano loro stessi detto esattamente il contrario e, se va bene è trovi qualcuno un po’ meno faccia di bronzo, sono lì pronti a dire di essere stati fraintesi oppure, addirittura, a risentirsi perché “chiunque può sbagliare”, l’importante è ravvedersi e loro, loro sì che sono seri e competenti, lo sanno notare e sanno ravvedersi per cui, proprio ed ancor più per quello, dovrebbero essere ammirati e lodati. SIC!

Purtroppo la realtà della situazione di cui tener conto ci segnala, e dice, ben altre cose ben più importanti e, in primis, che non c’è errore più grande del contare sulla buona fede, serietà, intelligenza di TUTTI gli italiani dimenticando che, nel corso degli anni, questi sono divenuti sempre più italioti grazie proprio, ed anche, ai notevoli tagli fatti sull’istruzione, come anche sulla sanità, pubblica a favore di quella “privata” da parte proprio dei destroidi, ora starnazzanti, tant’è che anche ora si sperticano a dire che una saggia decisione sarebbe stata quella di affidarsi alla sanità privata (prima) ed ora al chiedere alla scuola privata per avere supporto e disponibilità di aule (ovviamente tutto a pagamento extra e a fondo perduto visto che, se gli stessi soldi fossero impegnati nella scuola pubblica si arricchirebbe la stessa, di aule, strutture, attrezzature ecce cc che entrerebbero a far parte del suo patrimonio mentre invece, pagando i privati, alla fine nulla resterà alla pubblica mentre, di sicuro, proprio con i soldi pubblici, quella privata rafforzerebbe ancor più la sua struttura, inclusi i “diplomifici” ed i “laurifici” che ben prosperano tra loro).

Ora, ad esempio, si parla ancora di maschere Sì, maschere Nò, maschere NI perché si conta sull’intelligenza ed il buon operare degli italiani dimenticando, ripeto, che tra essi ci sono sempre più italioti che proprio non hanno nessuna decenza ne capacità cognitiva per cui, unica via seria e certa, sarebbe dare indicazioni e disposizioni SERIE e Senza se e senza ma: è così e così si dovrà fare. Punto. E chi sgarra sarà veramente e seriamente redarguito e punito come da disposizioni premesse, e questo a prescindere da chi sia e senza arrivare alla barzelletta del fatto che, essendo magari un deputato, ha l’immunità, confondendo quella politica con quella sanitaria.

L’unica certezza è che per quanto grande e meraviglioso possa essere ad esempio un cesto di frutta, basta anche una sola mela con il “verme” a rovinare, in breve, anche tutte le altre (alias, basta un solo cretino che sia infetto e che se ne frega delle regole per contaminare tanti altri, altri che in maggioranza magari sono della sua stessa (dis)qualità (e a questi starebbe anche bene) ma anche chi, intelligentemente, è ligio a tutto e tutto comprende, incluso un obbligo promulgato da chi magari sa una virgola in più di se stessi, parimenti viene infettato (ed a riguardo io sarei propenso a sporgere denuncia penale di attentato alla mia salute, e alla mia vita, verso l’untore di turno ma anche verso che così li ha insufflati per proprio (bieco e marcio) tornaconto politico “d’opposizione”

I governanti italiani dovrebbero fare come Ulisse e resistere alla sireneQuest’annotazione/premessa serve ad evidenziare quanto poco saggio sia per il “governativi” essere fin troppo fiduciosi dell’italico gregge che si ritrovano a dover governare; ancor peggio ad anche solo a soffermarsi ad ascoltare il canto delle sirene dell’opposizione tesa unicamente a farli naufragare (Ulisse insegna) e a tener ben presente che la scarsità della popolazione istruita nel nostro Paese non si trova solo ai massimi livelli e nello stesso Parlamento ma, ancor più, nel nostro tessuto sociale dal quale, del resto, gli stessi provengono e, per meglio comprendere queste mie affermazioni, guardiamo insieme un po’ di dati sullo stato dell’istruzione in Italia dai quali possiamo vedere che:

Percentuale di Diplomati in Italia rispetto al resto dell'europa
Fonte: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Educational_attainment_statistics
  • se la media europea di quelli che arrivano al diploma è sotto il 40%, il che ci pone al penultimo posto in Europa (peggio di noi solo la Romania);
  • se la percentuale media nell’UE di chi esce prematuramente dal sistema scolastico è del 10,7%, nel nostro Paese è del 13,8% (peggio di noi solo la Romania con il 18,5% preceduta da Malta e Spagna con oltre il 19%);
  • se la quota di chi ha un’istruzione superiore è, a livello UE, del 39,1%, nel nostro Paese è solo del 26,2% (dietro troviamo solo la Romania con il 25,6% mentre anche l’Ungheria ha il 33%, la Polonia il 44,6% e persino la povera Bulgaria il 33%);
  • se la percentuale di adulti europei che partecipano a una forma di istruzione è del 10,8%, nel nostro Paese è dell’8,3%.
    Il frutto di tutto questo è che la quota di laureati che non raggiungono il livello minimo richiesto per la conoscenza in lettura / espressione, matematica e scienze è in netta picchiata se si considera che la media UE è del 19,7%, nel nostro Paese è del 21%.
In particolare:
  • in matematica, la media UE è del 22,2%, nel nostro paese è del 23,3%
  • nelle scienze è più o meno lo stesso: la media dell’UE è del 20,6%, nel nostro paese è del 38,5%, nel nostro paese è del 23,2%

Questo è il risultato della nostra scuola: più di due studenti su dieci non hanno le conoscenze minime necessarie in tre aree essenziali. E questo è il più grosso fallimento della scuola. E questa “fragilità” viene certificata anche dai risultati dei test PISA che certificano come non brilliamo per niente visto che siamo all’undicesimo posto.

Risultati PISA a livello europeo
Fonte: https://www.education.gouv.fr/education-europe-key-figures-ed-2018-11942

Questa, purtroppo, è la realtà della situazione e queste sono le cose serie e gravi che gravano sulla nostra scuola ed invece, quest’opposizione che si interpreta alla lettera per cui ritiene di dover fare sempre e comunque opposizione a prescindere, pensa solo a far affondare il Governo per cui prendono a pretesto qualsiasi cosa cercando in essa quanto possa essere manipolato, girato e rigirato, a proprio interesse e lo fanno con impegno degno di miglior cosa avvalendosi della loro grande improntitudine, faccia di bronzo e assoluta incoscienza o incapacità di farsi seri e di proferire serie riflessioni con ragionamenti concreti e scelte oculate per cui, al solito, a noi, con tanti Caporali in giro, non resta che dar ragione ancora una volta a Battiato con il suo Povera Patria e ripetere: “io speriamo che me la cavo”.

Stanislao Barretta

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