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Calderoli, Parliamoci chiaro, con piedi e scarpe
Editoriali Politica

Chi non muore si rivede: e così, purtroppo, si rivede anche Calderoli

Calderoli, l’orgoglioso papà del Porcellum e di tante altre porcate in parlamento e fuori, torna a farsi protagonista in Parlamento con le sue sceneggiate.

Chi non muore si rivede: e così, purtroppo, è tornato anche Calderoli

Calderoli, l’orgoglioso papà del Porcellum e di tante altre porcate in parlamento e fuori; esternatore fine di pensieri elevati tipo: “La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni”. (Roberto Calderoli, novembre 2010), ora riappare per dare man forte al Caporale Salvini ed insegnare ai mollaccioni della nuova leva leghista come si combatte veramente, da guappetti di quartiere, quando qualcuno osa non farti segnare: si prende il pallone, lo si porta via, si sparge merda sul campo e … si scatena un ‘Vietnam’.

Praticamente questo è il concetto che ha espresso l’immarciscibile Calderoli, attualmente vicepresidente del Senato, in una intervista al Corriere della Sera affermando che è sua ferma intenzione di usare il regolamento parlamentare per scatenare un ‘Vietnam’ in Parlamento:

“Siamo già partiti anche con l’addestramento dei colleghi del gruppo per un’opposizione dura e senza sconti. Il Vietnam può diventare un inferno perché è pieno di trappole”

Questa la dichiarazione di guerra al Parlamento che ha osato togliere il trono al suo Caporale Salvini ed il regno a lui ed ai suoi suddit, che è stata lanciata dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli alla maggioranza M5s-Pd: scatenerò “il Vietnam” a Palazzo Madama ed avverte:

“È solo l’inizio, e infatti siamo già partiti anche con l’addestramento dei colleghi del gruppo per un’opposizione dura e senza sconti; oggi c’è stato il primo incontro al quale ne seguiranno altri per esaminare e approfondire insieme, uno a uno, gli articoli del regolamento del Senato e i titoli della Costituzione”.

Si tratta di trappole ed espedienti messe in campo attraverso l’uso del regolamento parlamentare, e la prima imboscata Calderoli l’ha messa in atto ieri, in un momento in cui il Movimento era impegnato nell’assemblea di gruppo che doveva scegliere il nuovo presidente:

“È un assaggio, tanto per capire che la Lega la sua opposizione la sa fare seriamente e con costanza. Anche se qualche collega in commissione si è distratto”

e spiega che l’imboscata in Aula è andata perfettamente a segno perché, e qui la malizia del diavolo che veste Prada,

“noi cinque della Lega eravamo fisicamente in Aula ma non ‘presenti’ perché non avevamo firmato l’apposito registro. Poi in pochi ricordavano che, a norma di regolamento, quando la commissione esprime un parere su un decreto legislativo, che poi non passa per l’Aula, il numero legale si raggiunge con la metà più uno dei presenti per cui, essendo la commissione composta da 25 senatori il numero legale è 13”.

Queste le parole del papà del Porcellum che se ne bea (come si beò dello stesso) e se ne fa ennesima medaglia di cartone per lui e la Lega visto che, alla fin fine, la sua trovata di chi non ha niente di meglio da fare, ha solo rinviato di poche ore il parere sul decreto legislativo che riguarda la riforma della giustizia contabile, perché la Commissione è stata riconvocata per questa mattina alle 8,45.

Ma al furbo, e malevole, Calderoli, questo basta e lo sbandiera come una gloriosa vittoria dicendo:

“Ecco, vuol dire che nella maggioranza impareranno finalmente a svegliarsi presto”.

Ecco, mica dice: è così che ho fatto perdere tempo al Parlamento.

A chi, come la senatrice Fedeli gli osserva di remare contro il funzionamento delle istituzioni e a quanti gli obiettano che quando la Lega era n maggioranza, l’opposizione nelle Commissioni si comportava con maggiore fair play, Calderoli ammette, ma ribatte:

“Ma ora la musica è cambiata. La maggioranza deve imparare a stare al mondo”

e fa niente che nessun leghista, lui per primo, Caporale incluso, l’ha mai imparato e mai l’imparerà troppo presi dal loro: noi siamo noi, gli altri sono nessuno.

Che altro dire, chi nasce e cresce nei bassi (della politica) si sà, cresce male, per cui bisogna imparare a non essere troppo pietosi ma prenderli a calci in culo. Solo così forse, impareranno qualcosa perché, altrimenti, resteranno fermi nella loro boria e convinzione come comprova l’azione di questo pomeriggio quando, sempre Calderoli, si è esibito in un’altra prodezza da guappetto parlamentare: ha occupato i posti del Governo, facendo sospendere la seduta – per riprenderla più tardi – e perdere così altro tempo.

Ma si sà, l’indole e l’istinto da guappetto è quello e poi …. poi facciamo finta di guagagnarci lo stipendio. No?

E noi paghiamo!

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Stanislao Barretta

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