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Nuovo caso di stupro a Rimini
Cronaca Editoriali

Nuovo caso di stupro a Rimini (Adelaide Cesarano)

Ancora una giovane donna vittima di violenza sessuale: una ragazza danese di 26 anni in vacanza a Rimini, nella notte di domenica scorsa – ma la notizia è trapelata soltanto ieri – è stata aggredita e violentata da un venditore di rose originario del Bangladesh di 37 anni.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati dello stesso tipo, è stato individuato e arrestato nel giro di poche ore. Questo è il secondo caso di stupro, sempre ai danni di una turista straniera, denunciato a Rimini nell’arco di pochi giorni.
Una diciannovenne tedesca ha infatti denunciato per violenza sessuale due giovani di 21 e 23 anni, allievi della scuola di Polizia di Brescia, che avrebbero abusato di lei mentre erano insieme in una camera d’albergo.
I due giovani si sono dichiarati innocenti, affermando che la giovane era consenziente, ma sono stati sospesi e le indagini continuano.
A Jesolo, altra importante località turistica sull’Adriatico, il 22 agosto scorso, una ragazza di appena 15 anni è stata stuprata da un venticinquenne originario del Senegal.
Questi sono soltanto gli episodi più recenti di una lunga scia di violenze e abusi ai danni di giovani donne, ma solo pochi di essi assurgono agli onori della cronaca, perché tante vittime, per vergogna, non denunciano nemmeno l’accaduto.
Ciò ci induce a riflettere sul fatto che la società italiana, nonostante una certa emancipazione, più apparente che reale, sia ancora profondamente arretrata, per la mentalità diffusa in molti maschi – italiani o stranieri – di considerare la donna un oggetto che, se non vuole cedere alle loro avances con le lusinghe, deve farlo con la forza.
Oltre al dolore e all’indignazione provato dalle vittime, alle quali esprimiamo la nostra piena solidarietà, ci immaginiamo il loro stupore nello scoprire, in maniera così drammatica, che una donna in Italia non può camminare da sola in una zona poco frequentata, non può appartarsi, senza essere vittima di aggressioni.
Altro spunto di riflessione è proprio la mancanza di controlli nelle strade, dove, soprattutto di notte, complici anche i tagli di fondi alle forze dell’ordine negli ultimi anni (alla difesa va appena l’1,1% del Pil invece del 2% stabilito con la Nato) si commettono crimini e violenze di ogni genere.

Adelaide Cesarano

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