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Feltri vs Camilleri
Attualità Editoriali

Camilleri: Condizioni critiche ma stabili. Feltri: sempre instabile

Nella Cronaca che tiene tantissimi italiani con il fiato sospeso ed in apprensione per le condizioni delle Scrittore Andrea Camilleri, in riabilitazione da tre giorni all’Ospedale Santo Spirito di Roma, è intervenuto (ieri) anche il solito Feltri per deliziarci con il suo parere anche se, in verità, se ne sarebbe fatto volentieri a meno. Ma tant’è, l’esimio direttore di Libero proprio “nun cià fá” a starsene zitto o a dire cose “corrette”, è più forte di lui e, alla fin fine, non è nemmeno colpa sua: lui ci nacque, e ci crebbe ed ancora cresce, in peggio.

Camilleri: Condizioni critiche ma stabili. Feltri: sempre instabile

Ad ogni modo, venendo al tema che ha scatenato Feltri, inizio dalla parte seria riportando l’ultimo bollettino medico della Asl Roma 1, che  certifica le condizioni dello scrittore Andrea Camilleri, ricoverato all’ospedale Santo Spirito di Roma:

“Dall’ultimo bollettino medico delle 17 di ieri, non si sono verificate variazioni significative delle condizioni cliniche che permangono critiche. Continua il monitoraggio, il supporto intensivo delle funzioni vitali e il percorso diagnostico-terapeutico programmato”.

Il prossimo bollettino medico è in programma tra 24 ore.

Ciò doverosamente segnalato mi tocca ora passare alla parte più “penosa” di questo mio scritto con il quale mi riporto a quello che, come premesso, ho preso come Bollettino medico su Feltri pubblicato, sempre ieri, da Libero e certificante che anche la sua condizione è, e resta, stabile. Stabile nel suo essere regolarmente e costantemente scorretto.

Ed ora andiamo, diretti, all’editoriale di Feltri nel quale egli, ieri, ha perso un’altra occasione per tacere dato che, purtroppo, ha inteso renderci noto il suo pensiero in merito alle condizioni dello Scrittore Andrea Camilleri.

È in esso, infatti, che si ritrova tutto il morbo di certa destra sempre pronta ad autoproclamarsi NON Razzista, NON omofoba, NON “qualsiasi cosa” di non corretto esprimono e fanno epperò

Epperò poi vanno giù con le solite volgarità ed i soliti “stereotipi contro” perchè, dicono: non siamo noi……, sono loro che … (SIC).

Il buon Feltri, infatti, comincia con il rendere onore a Camilleri, ma poi comincia subito a definirlo un “marxista impenitente” incurante del fatto che, quando gli altri a lui e ai suoi simili danno del fascista, lui si adonta e dice che il fascismo non esiste più ecc ecc (Sic!).

Poi, in un crescendo tutto suo, eccolo lì a riconoscerne la grandezza come autore ma poi. Poi ecco tornare il morbo dell’epperò per cui eccolo, puntuale, ad aggiungere:

Epperò non ha mai rinnegato la sua adesione al comunismo (ed ecco il: non sono io, è lui. Sic!) e parola dopo parola, frase dopo frase, arriva alla fine del suo sbrodolarsi con una scivolata degna di lui chiudendo il suo editoriale, così lo definisce il quotidiano Libero, scrivendo che:

“l’unica consolazione per la sua eventuale dipartita è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito democratico, il peggiore del mondo”.

Quanta finezza, quanto stile, quanta cultura, ma che farci: questo è Feltri e ormai ci si è talmente abituati alle sue ….ate che, o lo si ascolta compatendolo, o, se lo si legge, lo si fa unicamente per prendere visione dell’ultimo bollettino sanitario sulle sue condizioni che, giorno dopo giorno, lo dà sempre stabilmente perso nel suo mondo instabile.

Inutile dire che immediatamente, al capezzale del suo editoriale, si sono affollati – come attesta anche l’Aska – tantissimi specialisti pronti, ciascuno, a stilare la propria diagnosi tesa ad informare l’indomito (ed “impunito”) Feltri, che:

  • “Quando Camilleri morirà verrà ricordato per aver creato un personaggio di successo come Montalbano, e per essere stato un uomo colto”;
  • “Quando morirà #Feltri verrà ricordato per aver diretto un giornale di merda come Libero, e per essere stato uno schifo d’uomo”;
  • “#Feltri sei un quaqauraquà. #Cammilleri di te abbiamo ancora bisogno”;
  • “#Camilleri è un letterato che ha venduto 25 milioni di libri in tutto il mondo. #feltri è un “direttore” che ha diretto giornaletti di quartiere e che, per farsi ricordare, urla una stupidaggine al giorno”;
  • “Io alle dichiarazioni di #Feltri non do più tutta questa importanza… si sa fa il suo lavoro è un PROVOCATORE, senza la provocazione non sarebbe ciò che è!!”

ecc ecc ecc

E questo è per cui altro non credo occorra, o valga la pena, aggiungere e quindi, a concludere, mi viene facile usare la stessa tecnica del feltriniano mondo e dire:

“non sono volgari le persone che gli hanno risposto, è lui che lo è”

come anche annotare che: chi semina vento, raccoglie tempesta

e chiudere augurando, anzitutto, una pronta guarigione a Camilleri. Poi, ovviamente, visto che non sono affetto dal morbo Ferltriniamo e destrorso, augurare tanta salute anche a Feltri: alla fin fine non è mica colpa sua se è nato così! No?

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Stanislao Barretta

Stanislao Barretta

1 Commento

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  • Biagio Maimone
    I meridionali ringraziano il giornalista Vittorio Feltri. Grazie a lui da oggi non sarà più facile offenderci

    Il Sud Italia, in seguito alla pubblicazione di alcuni articoli sulla prima pagina del quotidiano Libero, ritenuti, da parte di alcuni, offensivi della dignità dei meridionali, è stato stimolato ad assumere un diverso atteggiamento rispetto alla sua tradizionale indolenza che lo rende succube dello strapotere politico ed economico del Nord Italia, che ne umilia la dignità offendendolo, sia per quanto attiene i costumi e le tradizioni, sia per quanto attiene la propria capacità intellettiva. Dal piano della riflessione al piano della presa di posizione il passaggio è stato breve: difatti, il Sud Italia, succube di scelte politiche che lo hanno posto ai margini della vita sociale e politica italiana, favorendo i territori del Nord del nostro Paese, ha preso coscienza della necessità di un cambiamento. Fautori di tale svolta sono illustri giornalisti.
    Vittorio Feltri può essere considerato, certamente a sua insaputa, lo sprone del cambiamento di mentalità da parte di tali autorevoli esponenti della comunicazione che operano nel Sud Italia e per il Sud Italia.
    Difatti, alcuni Direttori di giornali iniziano a rispondere alle provocazione del giornale Libero e sottolineano che il meridione d’Italia non accetta etichette che lo impoveriscono e lo relegano in un ruolo di subalternità rispetto al Nord Italia.
    Sottolineano, inoltre, che il Sud Italia ha le energie per rendere ubertosi i propri territori.
    Ed è così che l’anelito alla trasformazione, che è sempre esistito nel cuore del popolo meridionale, non rimarrà inespresso, ma troverà il suo canale forte ed incisivo nella comunicazione giornalistica, mai come ora, intenzionata a dar voce ai bisogni di emancipazione del Sud Italia.
    D’ora in avanti bisogna rimboccarsi le maniche e combattere per l’affermazione della nostra terra, contro le mafie e contro lo sfruttamento.
    Dobbiamo contare di più nel governo del nostro Paese ed essere attori del cambiamento. Molti meridionali hanno governato e continuano a governare il nostro Paese, tuttavia nessuno davvero ha mai fatto gli interessi del popolo del Sud, che desidera far vivere l’onestà e che considera il lavoro come un valore, che ha studiato con umili mezzi e che ha cercato altrove la propria affermazione. Dobbiamo ringraziare il Direttore Vittorio Feltri perché da oggi non sarà più facile offenderci.

    Biagio Maimone

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