Fiocco gialloverde
Editoriali Politica

Dopo 88 giorni di travagliata gestazione è fiocco gialloverde: auguri all’Italia

E’ nato, è fiocco gialloverde. Ieri sera, quando si era quasi al taglio cesareo per portare a termine un lungo (88 giorni) e “travagliato travaglio” che negli ultimi 7 giorni era diventato altamente pericoloso, il parto (quasi) spontaneo è alla fine arrivato.
Grazie al taglio del cordone Savona che si stava avvolgendo alla gola del nascituro, rischiando di strangolarlo prima ancora di nascere, il piccolo Gialloverdino ha visto la luce ed il fiocco gialloverde è stato affisso ai portoni dei Palazzi governativi romani.

Non essendoci ancora in Italia la “genitorialità surrogata” la paternità è stata registrata a nome di Conte, e la maternità a Democrazia, mentre i due veri papà, Salvini e Di Maio, per restare a stretto contatto del nascituro e sempre in casa senza destare “commenti”, si sono assegnati il ruolo di padrini.
Sempre i “padrini”, per non affaticare il Papà putativo, hanno scelto anche il personale di servizio necessario ad accudire e far crescere il neonato secondo il loro credo quantificandolo in 14 uomini e 5 donne.
Identificato il numero utile (o necessario che dir si voglia) hanno selezionato con cura 19 persone disposte a seguire i loro comandi e, ad ognuno, hanno assegnato un ruolo ben preciso con un’unica chiara indicazione: attenersi agli ordini dati, o che dovessero essere dati in corso d’opera, senza discutere ne deviare. Insomma, il vecchio e sempre caro (alla destra): Credere, Obbedire, Combattere (se vogliamo, essendo in quel di Roma: Credo, Pugna, Parere di “romana/latina” memoria)

E questo è, ad ora. Oggi, alle 16, il battesimo e poi: lunga vita a Gialloverdino e …. io speriamo che me la cavo

Stanislao Barretta

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