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2013, quando i trasversali politici che ora si candidano alle europee ci avevano buttato in quella infelice “era monti”

Il 2013 era uno shock per i comuni italiani. Lo spread era a 340 punti, non c’erano soldi, le banche non facevano prestiti e le tasse s’impennavano. Le aziende chiudevano e la disoccupazione aumentava.

Eppure ci sono oggi candidati che si propongono come se con i loro Governi e Maggioranze parlamentari, di destra e di sinistra, non fossero stati la causa di quegli anni terribili e soprattutto della sopravvenuta infelice “era monti”, in cui lo spread era a oltre trecento punti, i tributi ci sommersero, tanti concittadini fallirono e molti si suicidarono anche negli anni a venire e ancora adesso se ne pagano le conseguenze sociali e economiche.

In quegli anni scrivevo per un sito locale che per motivi economici ha dovuto poi chiudere. Infatti l’immagine di copertina è relativa proprio a ciò che descrivevo di quel drammatico periodo. Oggi quei trasversali politici e istituzionali che in quel tempo ci hanno ridotto quasi alla miseria e tanti al fallimento e molti al suicido, adesso ci dicono che quando c’erano loro andava tutto bene e per questo si ricandidano alle europee.

Le parole che usavo allora, richiamando il dramma storico del 1944 nella città di Terezin “La Commissione che non vide” raccontavano come stessero tragicamente i fatti in quel 2013. Tanto che ancora oggi per molti italiani si è ancora in uno stato di angosciante insicurezza, specialmente al Sud, soprattutto in Sicilia e parecchie persone sono ancora in una condizione di povertà. Staremo a vedere se con questo neoGoverno 5stelle-lega cambierà ma concretamente qualcosa (parecchie cose) in questo 2019 e seguenti.

All’epoca, come peraltro ancora oggi, c’erano annose trasversali caste, corporazioni e categorie, che con i sacrifici, le tasse dei concittadini, si garantivano con l’estorsione fiscale un discreto se non lauto tenore di vita, come d’altra parte e in modo analogo notoriamente è accaduto e succede nei regimi di destra o di sinistra.

In Italia a quel tempo avvenne addirittura un fatto che andava oltre il compromesso storico. Diciamo l’apoteosi di uno scellerato e ingordo patto. Con la “era monti” infatti, di tutta evidenza (tranne per chi non può o non vuole vedere), destra e sinistra si fusero per nominare un governo di pubblicani che assicurasse il mantenimento di remunerazioni, privilegi, ecc. per ministri, parlamentari, giudici, burocrati, boiardi, militari, ecc. Insomma per tutti quelli che a qualsiasi titolo avessero a che fare con lo Stato, Istituzioni, Palazzi, Regioni, Enti e Comuni.

Per mettere chiunque a tacere si sbandierava retoricamente, specialmente tramite allineati media, informazione, professionisti e intellettuali, la Costituzione come un libro sacro, l’Europa come la Divinità della situazione e il Diritto (il LORO e solo per LORO) come una forzosa lupara.

In quegli anni sembrava di leggere un bollettino di guerra per il numero impressionante di suicidi tra imprenditori e disoccupati. E ancora oggi c’è ancora questa drammatica conseguente scia di suicidi per motivi economici, fallimenti e disoccupazione. Da alcuni anni c’è anche una massiccia emigrazione, specialmente dei nostri ragazzi. Per non parlare dei meno noti conseguenti stati di depressione cronica, devastanti patologie psicosomatiche, evidenti disturbi da stress post traumatico e tanto altro collegato e similare.

In questi giorni si risentono candidature che sanno di trasversali dinosauri politici purtroppo redivivi o almeno ritengono di poterlo essere ancora. Mi auguro che noi italiani non abbiamo già dimenticato cosa ci è accaduto negli anni scorsi e lo sprezzo, l’arroganza, la misantropia e la totale assenza di scrupoli che ci fu nei nostri riguardi. Se lo abbiamo scordato, se nell’urna saremo colti da amnesia all’italiana perché ci hanno comprati per l’ennesima volta o ci siamo prostituiti con il voto di scambio, il clientelismo, le promesse da marinai, poi non ci lamentiamo poiché saremo ragionevolmente ancora meno credibili, ma non solo in Italia, anche in Europa e all’Estero.

Adduso Sebastiano

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