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Pompei, Amitrano sull’accoglienza migranti :’Non sarò mai il sindaco di questi razzisti, che scelgono le stesse parole di Salvini’

Amitrano si sofferma sulla questione Migranti, argomentando l’adesione al protocollo d’intesa sull’accoglienza migranti:’ La città ha un dovere morale, non sarò mai il sindaco di questi razzisti’.

Nel Consiglio comunale del 21 dicembre, Amitrano, sindaco di Pompei, convocato per ratificare nuovi debiti fuori bilancio e la sua stessa variazione per le spese sostenute per gli eventi natalizi, ha approfittato per soffermarsi sulla questione migranti, in particolare sulla partecipazione alla ratifica del protocollo d’intesa sull’accoglienza siglato da Minniti a Napoli questa settimana. Il sindaco, insieme ad altri 264 colleghi, ha aderito con il fine i migliorare l’accoglienza per i migranti richiedenti asilo. Sui social si è espresso dicendo: «Non sarò mai il sindaco di questi razzisti, che pur di alzare il livello di tensione scelgono le stesse parole di Salvini». Le sue parole saranno sicuramente condivise da Tommaso Caputo, ovvero l’arcivescovo e dal soprintendente Massimo Osanna. Amitrano ha motivato la sua adesione dicendo di voler sperimentare: ” il contributo lavorativo (a livello gratuito) dei migranti nel Parco Archeologico di Pompei: lo scopo nobile è di favorirne l’integrazione sociale con i residenti. «Il motivo principale che rendeva indispensabile la mia presenza a quel tavolo convenzionale – ha spiegato Amitrano -, è di essere il sindaco di una città che più di ogni altra aveva il dovere morale, etico, religioso e politico di firmare quel documento». Amitrano si è quindi soffermato sul tema caro ai pompeiani. Quello della città di Bartolo Longo, quale capitale morale dell’accoglienza che ha il primato di elevato profilo di essere stata la prima ad ospitare i figli dei carcerati e ad aiutarli nell’istruzione e nell’avvio lavorativo. «Possiamo essere uomini di Sinistra o di Destra, laici o cattolici, ma in questa città c’è un presupposto imprescindibile: siamo quello che la storia ha deciso che dovessimo essere: uomini e donne capaci di accogliere chi soffre come fratelli». Una bella lezione di civiltà. Una pagina nobile della storia politica di Pompei. Al discorso di Amitrano ha replicato il consigliere di minoranza Alfonso Conforti, che ha fatto notare la mancanza di confronto con la minoranza riguardo la decisione di firmare il protocollo. Inoltre Conforti ha anche evidenziato lo stato di disagio di tante famiglie pompeiane ma Amitrano ha fatto giustamente notare che a Pompei, per i profughi, è prevista esclusivamente l’accoglienza”. (fonte: torresette)

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