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Napoli, il pm sul calciatore ucciso: “Assassino in carcere per trent’anni”

Il ragazzo fu ucciso con una coltellata al petto lo scorso 6 ottobre

Trent’anni di carcere per omicidio volontario aggravato dai futili motivi: questa la richiesta della Procura di Napoli (pm Capuano) nei confronti di Alfredo Galasso, 31 anni, reo confesso dell’omicidio di Raffaele, detto Lello, Perinelli, il calciatore 21enne assassinato con una coltellata al petto, davanti a un circolo ricreativo di Miano, a Napoli, il 6 ottobre del 2018.

Il processo con rito abbreviato dinanzi al gip Pietro Carola oggi si è spostato nell’aula bunker del Tribunale. Nella precedente udienza l’assassino ha chiesto perdono alla famiglia, in particolare alla mamma e alla sorella di Raffaele, Adelaide Porzio e Francesca, difese dall’avvocato Enrico Di Finizio, le quali hanno sempre sostenuto che l’uccisione di Lello, dopo una violenta lite scoppiata in una discoteca, una settimana prima dell’assassinio, fosse stata premeditata da Galasso, persona che i Perinelli conoscevano bene.
Nel corso della requisitoria il pm ha più volte sottolineato la scelta di Raffaele di intraprendere la strada della legalità malgrado fosse figlio di un camorrista e malgrado il contesto ‘a rischio’ nel quale viveva. Dichiarazioni accolte con soddisfazione dalla madre e dalla sorella della giovane vittima, Adelaide Porzio. La sentenza è attesa per il prossimo 28 giugno, dopo le arringhe dell’avvocato della famiglia Perinelli, Enrico Di Finizio e degli altri avvocati.

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Michele Avitabile

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