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Napoli, anche i detenuti di Secondigliano e Airola partecipano alla gara di solidarietà per la piccola Noemi

Napoli, anche i detenuti di Secondigliano e Airola partecipano alla gara di solidarietà per la piccola Noemi

Nella giornata di oggi, a Napoli, nel corso dell’evento Fair Play presso il Centro sportivo Andrea Capasso, i detenuti del carcere di Secondigliano hanno voluto partecipare alla gara di solidarietà per la piccola Noemi, la bimba di appena 4 anni gravemente ferita lo scorso 3 maggio nel corso di un agguato di Camorra. I detenuti, impegnati in un torneo quadrangolare di calcio insieme ad associazioni, forze dell’ordine e medici del Santobono, hanno voluto consegnare a questi ultimi dei regali da consegnare alla bambina.
Nell’occasione abbiamo incontrato i genitori di Noemi, ai quali abbiamo donato un quadro raffigurante la principessa Cenerentola realizzato dai detenuti del carcere di Secondigliano con una lettera e una preghiera che hanno scritto per la piccola in cui le esprimono solidarietà e vicinanza per quanto accaduto: è stato un momento molto toccante e carico di significato” ha riferito la promotrice di Fair Play, Franca Lovisetto.
I volontari, riferiscono i colleghi di Fanpage.it, hanno inoltre consegnato al reparto pediatrico del Santobono un libro di fiabe e una targa commemorativa. Qualche giorno fa i baby detenuti del carcere di Airola avevano donato ai genitori Luciano e Tonia un manufatto, un piatto decorato a mano con la scritta “Noemi, nel cuore di #Napoli”,

 

Intanto l’avvocato Pisani ha avviato un’iniziativa per chiedere alla direzione del Santobono di istituire un “muro” dedicato alla piccola Noemi.
“Chiediamo tutti alle istituzioni , al Direttore Generale del Santobono Pausilipon, donna particolarmente sensibile e dalle spiccate doti umane di organizzare un tavolo per la realizzazione di questa grande opera che parte dal cuore dei napoletani.”
ha spiegato a Voce di Napoli.
“Una parte selezionata di quanto si sta raccogliendo, messaggi, pupazzi e striscioni per Noemi deve restare nel tempo, a testimonianza del grave episodio accaduto alcune settimane fa. L’opinione pubblica non deve assolutamente dimenticare e solo lasciando un segno permanente, nell’ambito del progetto di rifacimento dell’area, aiuterà a segnare le coscienze di oggi e di domani.
La piccola per fortuna è salva, grazie a un vero miracolo e dobbiamo fare in modo di ricordarlo negli anni. Il valore simbolico del ‘megafono’, al quale abbiamo assistito in queste settimane, deve mantenere vivo il patrimonio emotivo e sociale che la gente ha manifestato in modo spontaneo dinanzi a quello spazio.
Quella di Noemi è una storia da tramandare in futuro, difendendola da chi vorrebbe invece spegnerla, facendo vincere così sempre il bene sul male. Anche l’idea del muro di Noemi è qualcosa che ci induce, inevitabilmente, ad aprire una riflessione su come si debba andare avanti. Perciò serve la passione per un “credo” forte e il muro di Noemi a questo dovrà servire, sapendo che è compito di tutti tenerne vivo il ricordo.”

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Mario Calabrese

Nato a Gragnano, diplomato al Liceo Classico "Plinio Seniore" di Castellammare di Stabia, attualmente iscritto al corso di laurea "Scienze per l'investigazione e la sicurezza" dell'Università degli Studi di Perugia

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