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Mito e storia: una domenica a Punta della Campanella

L’appuntamento nella Piazzetta di Termini

Ancora una visita guidata d’autore quella che alle ore 10:30 è partita dalla Piazzetta di Termini di Punta della Campanella (frazione di Massalubrense) sotto la supervisione degli esperti di “Cartotrekking” (il cartografo Michele Inserra e l’architetto Valentina Sannino).

L’escursione dura cinque ore e prevede un dislivello di 450 metri e una lunghezza di 8 chilometri. Dalla piazzetta di Termini si sale su Monte San Costanzo (497 metri) e da qui per un sentiero sul ciglio si scende fino a Punta Campanella, promontorio Ateneo per i Greci e Minervae per i romani. Qui ci sono i resti di una Villa romana presidio militare ed un’iscrizione osca tradotta dal prof Mario Russo e una torre, eretta nel 1335 e rifatta nel 1566 che segnalava l’arrivo dei pirati con il suono di una campana, da cui il nome attuale della punta.
Da un dirupo ad est della torre ci si affaccia sulla Baia di Ieranto, selvaggia, intatta insenatura rocciosa ai piedi del Monte San Costanzo, oggi di proprietà del FAI.

Diramazione estrema della Penisola Sorrentina, che chiude a sud-est il Golfo di Napoli separandolo da quello di Salerno, Punta Campanella è formata da una costa rocciosa antistante al tratto di mare di fronte all’isola di Capri. Nel 1997 è stata istituita l’Area Marina Protetta di Punta Campanella, estesa da Punta del Capo, poco dopo Sorrento, fino a Punta Germano, non lontano da Positano. Poi si risale fino alla piazzetta di Termini.

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Michele Avitabile

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