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In Consiglio comunale iniziato il dibattito sulla verifica programmatica

Continua il Consiglio Comunale, al centro dell’ attenzione la verifica programmatica.

In Consiglio comunale è iniziato il dibattito sulla verifica programmatica (le relazioni degli assessori si erano svolte nella seduta dell’8 gennaio, la relazione del Sindaco nella seduta del 26 gennaio).

Prima dell’inizio del dibattito, è stata discussa la questione procedurale sulla validità della seduta, confermata da un voto dell’Aula come suggerito dal vicesegretario generale Maida:

“Sulla questione del numero dei presenti all’appello iniziale che, per un errore materiale, aveva visto una comunicazione di 20 presenti, corretto poi in 22, si è sviluppata una discussione con diversi interventi. Moretto (Prima Napoli) ha dichiarato di abbandonare l’aula, riservandosi di verificare successivamente la regolarità degli atti del Consiglio odierno avendo il presidente già annunciato in apertura che la seduta non poteva avere validamente inizio. Dopo gli interventi di Rinaldi (Dema), Santoro (Misto- Fratelli d’Italia) e Brambilla (Movimento 5 Stelle), Palmieri (Napoli Popolare) è intervenuto, su richiesta del presidente Fucito, il vicesegretario generale Maida, per chiarire l’esistenza di una discrasia tra la realtà di fatto e quella comunicata attraverso l’esito dell’appello, pertanto l’Aula, nella sua sovranità, può sanare questa difformità attraverso un voto, anche a maggioranza. E’ intervenuto quindi il Sindaco che si è espresso nel senso di trovare un accordo ed evitare divisioni iniziando il dibattito sulla verifica programmatica.

L’Aula ha quindi votato a maggioranza (contrari Santoro, Palmieri e PD) per la prosecuzione della seduta. Sull’ordine dei lavori sono quindi intervenuti Santoro, Coccia (Sinistra Napoli in Comune a Sinistra) e Gaudini (Verdi – Sfasteriati) per esprimersi sulla opportunità di svolgere il dibattito sulla verifica del programma o se rinviarlo in considerazione della campagna elettorale in corso. Il consigliere Santoro ha quindi chiesto la verifica del numero legale, constatato in 26 presenti, e i lavori sono quindi proseguiti con il dibattito sulla verifica programmatica, nel quale sono intervenuti diversi consiglieri.

 

Federico Arienzo (Partito Democratico) ha esordito valutando che sarebbe stato interessante capire di più su come si intende incrementare la vendita del patrimonio; ci saremmo aspettati, ha proseguito, che aveste detto cosa non ha funzionato rispetto a ciò che ci si attendeva, non ciò che si intende fare da ora in poi; ha quindi elencato una serie di esempi negativi, come Vico Trone, la strada chiusa da tre anni per un palazzo pericolante che confina con la scuola Onorato Fava, la palestra della scuola è inagibile e per questo le iscrizioni sono calate, le mamme non hanno più fiducia: la gara è stata fermata e, dopo i saggi sul palazzo pericolante confinante, la ditta ha rinunciato, con la conseguenza che la gara è da rifare; occorre un impegno forte, perché riaprire la strada significa restituire un territorio alla socialità e l’esempio dimostra che, quando si fanno degli errori procedurali, la fiducia dei cittadini viene meno.

Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) ha toccato una serie di temi e obiettivi mancati, a partire dal bilancio partecipativo, da Napoli Est e la delocalizzazione delle imprese inquinanti, gli impianti fotovoltaici, gli accorpamenti delle partecipate, l’accesso facilitato a parchi e giardini, la creazione di un ufficio garante dei diversamente abili, iniziative a favore dei crocieristi, la balneazione in via Caracciolo, i mancati incassi dei tributi. Altre iniziative anticipate dalle relazioni degli assessori non si sono realizzate, ad esempio gli sconti per chi differenzia i rifiuti; non è vero che il servizio di raccolta è tutto pubblico e il contratto di servizio Asia non viene rispettato, con il rischio di contenziosi; mancano le risorse per la difesa del territorio, il bilancio di previsione è sempre in ritardo e i debiti fuori bilancio sono ancora senza copertura; si riscontra inoltre incongruità tra gli annunci e azioni relative alle aree mercatali, Napoli Holding, all’aggiornamento del regolamento di contabilità; la mancanza nel rendiconto dell’allegato sullo stato patrimoniale dell’ente dimostra che non si ha contezza della consistenza del patrimonio, fatto che rende impossibile ogni programmazione, così come manca un aggiornamento sui fitti passivi; sul turismo, non è stato attuato il programma relativo alle azioni da intraprendere grazie alle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno; sulle politiche urbane, infine, ci sono punti del programma, per esempio sul co-housing, che non sono stati chiariti; in conclusione, del programma poco è stato realizzato.

Francesca Menna (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato l’importanza di un dibattito sullo stato dell’arte e di uno sguardo intellettualmente onesto; si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad un sistema chiuso, privo della necessaria connettività tra chi governa e i cittadini; ciò è dimostrato dalla poca attenzione per il Consiglio comunale, che rappresenta la città in tutte le sue articolazioni; sarebbe stato utile e interessante svolgere un confronto sulle relazioni degli assessori, anche nelle commissioni consiliari, per favorire un confronto autentico tra l’amministrazione e chi rappresenta la città, e anche sulle proposte fatte in questi anni: ad esempio, nelle relazioni è stata è stato assente ogni riferimento alla mobilitazione ancora viva in città sulla movida; analogamente, manca il confronto sulla la crisi dell’azienda di trasporto e sui piani industriali di Anm e ABC, che i consiglieri non hanno ancora avuto modo di leggere, sulle conseguenze dei roghi sulla salute dei cittadini, sulle pari opportunità negate che riguardano anche i disabili, sulla scarsa manutenzione degli edifici scolastici senza ricorrere a prelievi dai fondi di riserva, sulla chiusura di tanti parchi verdi, sull’accoglienza degli studenti Erasmus, tema sul quale la commissione Giovani aveva presentato un progetto, di fatto ignorato dall’amministrazione.

Marco Nonno (Misto – Fratelli d’Italia) ha esordito ricordando le promesse mancate di questa amministrazione, in particolare riguardo alle periferie, e di aver avuto un atteggiamento non pregiudiziale, ad esempio di aver appoggiato l’internalizzazione della gestione del patrimonio, nella convinzione che tutti i servizi, compresi i servizi sociali, debbano essere gestiti dal pubblico, e la scelta coraggiosa dell’assunzione delle maestre; purtroppo, da parte dell’amministrazione, si devono registrare posizioni sbagliate, come nel caso della condanna degli operai della Samir che, ad oggi, non hanno avuto lo stipendio, della mancata costruzione di una scuola superiore a Pianura, per la quale nel bilancio della Città Metropolitana non ci sono i fondi che erano stati stanziati dall’ex Provincia.

Salvatore Pace (Dema) è partito da alcuni punti specifici, innanzitutto le periferie, in particolare la periferia est, dove i Piani Urbanistici Attuativi stanno contribuendo ad una importante riqualificazione e rigenerazione urbana e sono il segno tangibile di un ripensamento strategico della città; ricordati anche il progetto per Scampia, l’ esecutività della demolizione delle vele e la riqualificazione lotto “M”; il porto, dove il  completamento del terminal passeggeri contribuirà a creare un’area degna dei volumi turistici che realizza la città; il programma di  riqualificazione dei magazzini generali; importanti risultati si sono raggiunti con il Grande Progetto Centro Storico – sito Unesco, che vede impegnati attualmente tutti i fondi per la riqualificazione di aree importantissime; tra gli altri punti programmatici ricordati: i progetti per la  città verticale nell’ambito del patto per Napoli, la riqualificazione del Monte Echia; i trasporti, ricordando la ricapitalizzazione effettuata dall’amministrazione, un rischio assunto pur di salvare l’azienda e tutelare i napoletani; sul tema del lavoro, ha ricordato che nessun dipendente delle partecipate è stato licenziato e che questa amministrazione si è adoperata per la tutela del lavoro anche al di là delle sue strette competenze, ad esempio per i lavoratori licenziati della ex fabbrica Peroni; sull’attuazione del programma, ha concluso, ricordando che tutto è stato realizzato, fin dal 2011, nel contesto della crisi di forti tagli ai trasferimenti statali e regionali”.

Prima della conclusione del discorso del consigliere Pace, il pres. Fucito chiede una pausa per il sindaco:

“Al termine dell’intervento del consigliere Pace, il presidente Fucito ha proposto una sospensione della seduta – fino alle 14.30 – per consentire al Sindaco, intenzionato a seguire l’intero dibattito, di recarsi in Corte d’Appello per un concomitante impegno”.

Fonte: Ufficio Stampa del Consiglio Comunale

 

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