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Caso Consip, Scafarto presenta il suo memoriale

Scafarto presenta un memoriale per essere scagionato; secondo l’accusa ha  aiutato Sessa nell’eliminazione dei messaggi WhatsApp che lo incastravano. 

 

Caso Consip. Noe Alessandro Sessa e Gianpaolo Scafarto rischiano la sospensione di un anno dall’incarico ma hanno deciso di difendersi in maniera differente: Sessa sarebbe stato accusato per aver cancellato i messaggi su WhatsApp con l’aiuto del secondo . Oggi comparsi in aula,dopo la richiesta di misura interdittiva avanzata dalla Procura,  davanti al giudice Gaspare Sturzo, Sessa ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere ma ha presentato un memoriale per dimostrare che è in aspettativa da diverso tempo, cioè da quando è finito sotto inchiesta nell’ambito degli accertamenti Consip e che sarebbe superfluo un provvedimento a suo carico. Scafarto invece ha consegnato nelle mani del giudice un documento di 25 pagine dove riesamina tutti gli episodi oggetto di contestazione da parte della Procura, cioè rivelazioni del segreto d’ufficio ed un paio di falsi. Come riportato da puntostabianews: “Secondo le accuse, Sessa avrebbe chiesto aiuto a Scafarto per eliminare il backup automatico dell’applicazione whatsapp, usata dai due per scambiare informazioni sull’inchiesta. Il tutto sarebbe avvenuto quanto Scafarto era già indagato e il suo smartphone era già stato sequestrato dagli inquirenti. Per gli investigatori Scafarto reinstallò l’applicazione sullo smartphone del suo superiore dopo aver distrutto messaggi e documenti indispensabili all’indagine sulla fuga di notizie che ha coinvolto esponenti di spicco dell’Arma. Secondo il gip il comportamento dei Sessa e Scafarto fu deliberatamente volto alla distruzione di prove“.

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