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Casamicciola non dimentica il sisma, gli abitanti: “Quest’anno niente Natale per noi”

Casamicciola dopo quattro mesi dal sisma è un paese fantasma. “Non ci sarà Natale” affermano i cittadini

Sembra essersi fermato tutto al 21 agosto a Casamicciola e a Lacco Ameno. C’è un silenzio spettrale, in lontananza si sentono solo i versi di uccelli in queste zone che sono state il ventre terremotato dell’isola d’Ischia. Non c’è Natale, qui. Poche luminarie con fili argento penzolanti campeggiano in piazza Majo, dove è chiuso anche il tendone che per settimane e mesi ha offerto riparo agli sfollati. Questo è il Natale nel paese fantasma, una festività negata a 2.600 persone, quelle che stasera consumeranno il cenone lontano dalle proprie case. Per sentirsi ancora comunità hanno festeggiato in anticipo in un’area ancora agibile dell’hotel Grazia, uno degli alberghi off-limits.

Erano in quattrocento, per loro ha cucinato lo chef stellato Pasquale Palamaro. “Ci siamo sentiti di nuovo comunità, prima di essere ancora una volta costretti ad andare ciascuno nella propria sistemazione, tutte temporanee”, spiega il titolare, Antonio Longobardi, che sogna di riaprire un giorno la sua struttura, ma non ha certezze.” Che Natale sarà? Non ci sarà Natale”, spiega con candore un vecchio su un’Ape Car che infrange il silenzio della piazza, col borbottio di un motore sofferente. Cresce il numero delle persone che si radunano davanti alle porte dell’associazione “Catena alimentare”.

Il Sindaco di Casamicciola Terme, Giovan Battista Castagna afferma che la ferita dello scorso 21 agosto non è ancora rimarginata e forse mai si rimarginerà. Parole forti quelle del Sindaco, parole che fanno male al cuore e all’anima. A breve si terranno le elezioni politiche e i cittadini sono preoccupati che si possa speculare sulla loro vicenda. Casamicciola è forte e già in precedenza si era rialzata dal terremoto del 1883.

C’è da dire che a quattro mesi dal sisma la zona rossa si è ridimensionata ma la reale ricostruzione della città è ancora lontana. “Diverse strade, a cominciare da via Spezierie, sono ancora interdette”, affermano. Da non dimenticare che sarà un Natale povero anche per le aziende produttive dell’isola, aziende sui cui in passato si poggiava l’economia della fiorente Ischia, infatti si contano novanta attività produttive destinate a morire, tra cui ristoranti, botteghe, supermercati. Molti però continuano a sperare, soprattutto nel contributo autonomo di sistemazione, l’aiuto emergenziale economico previsto per chi in questi mesi si è dovuto trasferire in case in affitto. Molti sperano che intervenga direttamente il presidente Gentiloni.

Non possiamo dimenticare questa realtà, anche se triste, anche se distruttiva. Non possiamo dimenticare il 21 agosto e cosa questo ha significato per gli abitanti di Ischia.

A cura di Vichy Varrone

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Luisa Di Capua

Nata il 7 febbraio a Castellammare di Stabia.
Laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, con specializzazione magistrale in Giornalismo e Cultura editoriale all’Università degli Studi di Parma.

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