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Salute e Scienze

Visite mediche troppo care: un italiano su 5 non si cura. (Vito de Ceglia*)

E’ quanto rileva l’Osservatorio Sanità di UniSalute: nel mirino le specialistiche a causa di costi spesso insostenibili. Il dg Fiammetta Fabris: “In Italia manca la cultura della prevenzione”.

Nel 2015 un italiano su cinque (18%) non si è sottoposto a visite mediche a causa dei relativi costi. Il 42% invece dichiara di aver fatto solo quelle strettamente indispensabili quando ne ha avuto davvero bisogno, rinunciando a check-up di controllo e di carattere preventivo.

È quanto rileva la nuova ricerca dell’Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza sanitaria, che da 20 anni si occupa di prestazioni integrative in ambito salute e di promuovere l’importanza della prevenzione medica.

Probabilmente è per colpa della crisi che negli ultimi anni ha drasticamente ridotto il potere di acquisto degli italiani, ma la percezione di quasi la metà degli intervistati (46%) è che, rispetto a qualche anno fa, i costi della salute e delle prestazioni mediche, sia che ci si rivolga al pubblico che al privato, siano aumentati. In particolare, il 71% punta il dito verso le visite specialistiche che sembrano essere quelle che hanno subìto i maggiori, e spesso non sostenibili, aumenti.

Interrogati su come credono si potranno comportare nei prossimi due anni nei confronti delle spese per la salute, gli italiani non sembrano mostrare una apertura nei confronti di controlli medici più costanti: il 16% si sente già di escludere di potersi permettere le visite mediche mentre il 52% dichiara che continuerà a fare solo quelle strettamente necessarie, mettendo da parte visite di controllo.

“Le risposte raccolte dal nostro Osservatorio – afferma Fiammetta Fabris, direttore generale di UniSalute – evidenziano come purtroppo in Italia non esista ancora una radicata cultura della prevenzione che, assieme ad uno stile di vita sano, è elemento imprescindibile per vivere al meglio in salute. Sicuramente le spese mediche possono rappresentare una voce importante nel bilancio di una famiglia ma crediamo che il mercato della sanità integrativa offra già oggi soluzioni che permettano di non rinunciare a controlli e cure di qualità con risparmio sui costi”.

*larepubblica

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