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Cultura

Viviani, lo stabiese che ha cambiato un’epoca

Ricordando le bellezze di Stabiae, non possiamo non citare uno tra i più grandi autori del Teatro del Varietà: Raffaele Viviani.

Si sente parlare molto spesso di Castellammare,  ma poco di chi questa città l’ha resa migliore: uno di questi è Raffaele Viviani. Nasce a Castellammare di Stabia il 9 gennaio 1988 e sin da piccolo sono note le sue doti recitative al padre, anch’esso attivo all’interno del circuito teatrale, in particolare all’Arena Margherita di Castellammare, dove recitavano i ‘Pulcinelli’ dell’epoca. Molto presto Raffaele, insieme alla sua famiglia, per motivi economici fu costretto a spostarsi a Napoli; tra mille difficoltà fondò con il padre il “Teatro Masaniello”. Solo nel 1982 esordì con la sorella Luisella, anch’ella attrice, al Nuovo San Carlino, con lo spettacolo intitolato  Masaniello. Fu ben presto costretto a prendere le redini della famiglia, in quanto suo padre, primo mentore della carriera artistica, scomparve quando Raffaele aveva solo 12 anni. Continuava a passare la sua vita tra i vicoli, quelli più miseri e poveri del paese, senza saper leggere o scrivere e tantomeno aver voglia di farlo. Il riscatto culturale ed artistico avvenne proprio sulle tavole del teatro, dove ebbe modo, attraverso un buon apprendistato di migliorarsi. Il debutto arrivò il 27 dicembre al Teatro Umberto di Napoli con la commedia in atti O vico. Raffaele amava come pochi la sua città: ne aveva appreso, nel corso del tempo i modi, le abitudini, i costumi e le usanze. La sua profonda povertà incise molto sulla sua formazione teatrale: Papiluccio, così chiamato da piccolo, portava in scena la semplicità. E’ questa la parola adatta per descrivere Raffaele Viviani: SEMPLICITA’. Come ricorda nel suo romanzo Dalla vita alle scene. Il romanzo della mia vita: <<Non mi fisso sempre una trama, mi fisso l’ambiente; scelgo i personaggi più comuni a questo ambiente e li faccio vivere come in questo ambiente vivono, li faccio parlare come li ho sentiti parlare [ ] >>; Quella che vive nel teatro vivianeo è la gente umile, fatta di pensieri semplici e di parole semplici. La drammaturgia è un riflesso della sua epoca, della sua società che mette in scena i personaggi teatrali fissi, quelli appartenenti a delle categorie umane specifiche. Come Verga, non citato a caso vista la corrispondenza cronologica e l’ascendente meridionale su entrambi, Papiluccio fotografa la verità, quella che ha visto con i suoi occhi, respirato con la sua bocca e toccato con le sue mani tra i vicoli di Castellammare e di Napoli.

Come direbbe Viviani : << E ce ne stanno è fatiche…>> . E’ doveroso citare le sue grandi opere :

1917

Il vicolo (Commedia in un atto)
1918
Via Toledo di notte (Commedia in un atto)
1918
Piazza Ferrovia (Commedia in un atto)
1918
Scugnizzo – Via Partenope (Commedia in un atto)
1918
Scalo Marittimo (Commedia in un atto)
1918
Porta Capuana (Commedia in un atto)
1918
Osteria di campagna (Commedia in un atto)
1918
Piazza Municipio (Commedia in due atti)
1919
Borgo Sant’Antonio (Commedia in due atti)
1919
Caffè di notte e giorno (Commedia in un atto)
1919
Eden Teatro (Impressioni in due atti)
1919
Santa Lucia Nova (Commedia in due atti)
1919
La Marina di Sorrento (Commedia in un atto)
1919
Festa di Piedigrotta (Sagra popolare in due atti)
1920
La Bohème dei comici (Commedia in un atto)
1920
Lo sposalizio (Commedia in due atti)
1921
Campagna napoletana (Commedia in due atti)
1922
Circo equestre Sgueglia (Commedia in tre atti)
1922
Fatto di cronaca (Commedia in tre atti)
1923
Don Giacinto (Commedia in un atto)
1924
La figliata (Commedia in due atti)
1925
I pescatori (Dramma in tre atti)
1926
Zingari (Tragedia in tre atti)
1926
Napoli in frac (Commedia in tre atti)
1926
L’Italia al Polo Nord (Commedia in in due atti)
1927
Tre amici, un soldo (Commedia in tre atti)
1927
Putiferio (Commedia in tre atti)
1928
La festa di Montevergine (Rappresentazione in tre atti)
1928
La musica dei ciechi (Commedia in un atto)
1928
Vetturini da nolo (Commedia in un atto)
1928
La morte di Carnevale (Commedia in tre atti)
1929
Nullatenenti (Commedia in tre atti)
1930
Don Mario Augurio (Commedia in tre atti)
1930
Il mastro di forgia (Commedia in tre atti)
1932
Il guappo di cartone (Commedia in tre atti)
1932
L’ultimo scugnizzo (Commedia in tre atti)
1933
I vecchi di San Gennaro (Commedia in tre atti)
1933
L’ombra di Pulcinella (Commedia in due atti)
1933
L’imbroglione onesto (Commedia in tre atti)
1935
Mestiere di padre (Commedia in tre atti)
1935
L’ultima Piedigrotta (Commedia folkloristica musicale in tre atti)
1936
Quel tipaccio di Alfonso (Commedia in un atto)
1936
La tavola dei poveri (Commedia in tre atti)
1937
Padroni di barche (Commedia in tre atti)
1939
La commedia della vita (Commedia in tre atti)

Muratori (Commedia in tre atti)

I Dieci Comandamenti (Decalogo in due tempi)

 

Viviani è un chirurgo che seziona il presente, quasi alla maniera “balzachiana” o ancor meglio alla maniera “goldoniana”. A lui va un merito ancor più grande,, quello di aver portato alle estreme conseguenze artistiche un genere minore, cioè quello del Teatro di Varietà, prontamente osteggiato agli inizi del novecento dai regimi totalitari che riconoscevano nel suo modus operandi, insieme alla borghesia più conservatrice, un pericolo per l’ideologia fascista. Chi ha invece riconosciuto la grande arte dello stabiese ,tra i diversi, è stato Tommaso Marinetti, altro grande rappresentante del novecento, inquadrato in quell’avanguardia artistica sicuramente simbolo dell’epoca, cioè il Futurismo che com’è scritto nell’opera Raffaele Viviani, Dalla vita alle scene, ricordava Don Raffaele così: <<Pensate all’intelligenza condensata di un artista di varietà che ha pochi minuti per poter svolgere il suo “numero” e in quei pochi minuti deve convincere. [ ] L’arte del varietà perciò immediatezza e sintetismo…[ ]>>. 

Quando giriamo per la nostra città, pensando ai problemi, alla tristezza del quotidiano prosciugato dalla bellezza ed invecchiato di speranze, ripensiamo a Viviani, quello che dalla tristezza ha fatto nascere l’arte.

 

A cura di Annalibera Di Martino 

RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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