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Cultura

70 anni di Tex

Il 30 settembre 1948 usciva in edicola il primo numero di “ Tex Willer ”

Grazie alla fantasia, alle penne e alle matite, di due fumettisti, Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini, oggi festeggiamo i 70 anni del più celebre cow boy italiano.

Era il 30 settembre 1948 e veniva pubblicato il primo numero di “Tex Willer” dal titolo “Il totem misterioso”, in principio dalla Casa Editrice Audace (dal 1° al 6° numero) poi Araldo (7-160), Daim Press (161-332) e infine Sergio Bonelli Editore (dal n° 333 in poi).

Da quel giorno un successo dopo l’altro nel formato a strisce (16,5X8cm), caratteristico dell’epoca, all’interno della “Collana del Tex” della quale complessivamente vennero pubblicati in totale 973 numeri divisi in 36 serie con periodicità settimanale dal 1948 al 1967.

Pensare che un anno prima, nel 1947, era stato creato “Il Giustiziere del West” e l’anno successivo Tex come fumetto di sostegno di un altro personaggio, “Occhio cupo”, ma i due si concentrarono allo sviluppo di Tex che superò di gran lunga le aspettative.

Tex si rivelerà nel tempo il primo tentativo di revisionismo storico per quanto riguarda la questione indiana e della conquista del West.

Ispirato al volto dell’attore Gary Cooper, man mano ha assunto anche i lineamenti di John Wayne e di Clint Eastwood, ma ricorda molto Charlton Heston, Tex, chiamato dalla tribù dei Navajo “Aquila della Notte”, è un ranger del Texas e capo supremo di tutte le tribù Navajos.

Un quarantacinquenne forte e muscoloso che sopporta le torture senza lamentarsi e indossa quasi sempre gli stessi abiti: cappello tipo “Stetson”, camicia color giallo, fazzoletto nero al collo, jeans e stivali con speroni e cinturone d’ordinanza. Solo in rare occasioni lo si vede con giacca indiana e pantalone a frange, mocassini indiani, fascia “Wampum” alla testa e in altre con camicia rossa o giaccone e/o impermeabile.

I compagni di viaggio sono: il figlio Kit Willer, detto “piccolo falco” (appare per la prima volta nell’albo n° 10), la moglie Lilyth, detta “freccia rossa” Lilyth (n° 7), il ranger Kit Carson (n° 13), il cui nome si ispira ad una celebre figura storica del West, l’esploratore statunitense Kit Carson e infine Tiger Jack, guerriero Navajo (n° 8).

Immense praterie e deserti, lunghe cavalcate in difesa dei più deboli, a protezione dei cittadini onesti e in assenza di ogni pregiudizio. Eroe senza macchia e senza paura ma spesso pur di far trionfare la giustizia è disposto anche a violare la legge. Un semplice cow boy che gestiva un ranch con il padre e il fratello presso Rock Springs. Padre e fratello uccisi nel tempo dai banditi di cui ne vendicherà la morte e in uno degli scontri a fuoco perderà anche il suo mentore, Gunny Bill.

Abile nella lotta, nel cavalcare e sparare insieme, abile stratega militare con notevoli capacità analitiche. Pistolero imbattibile, le armi utilizzate abitualmente sono: le due rivoltelle 45 Colt, la carabina Winchester per le lunghe distanze, un coltello per i combattimenti corpo a corpo e infine arco e frecce.

Nove comprimari e venti avversari (di cui cinque donne) e tra questi colui che più di tutti ha messo in difficoltà Tex, ovvero Mefisto, presente sin dal 3° albo e suo figlio Yama.

L’ambientazione principale è la celebre Monument Valley e l’Arizona ma anche altre località: da un atollo della Melanesia alla Colombia, dalla Bolivia al Cile, Argentina e Cuba.

Diverse le curiosità legate soprattutto ad alcune sviste. Nel n° 450 “Missione speciale”, in copertina e nelle vignette è rappresentato il Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti, mentre avrebbe dovuto esserci la Casa Bianca. Nel n° 34 “Sinistri incontri”, appare una Ford T prodotta dal 1908 al 1927 e che quindi, ai tempi in cui è ambientato il fumetto, non era stata ancora ideata.

Il successo del fumetto è tale che diverse sono le pubblicazioni in altri paesi, sia europei che extra. Dalla Norvegia all’Albania, dall’India al Brasile.

Otto sceneggiatori, sedici sceneggiatori ospiti, due copertinisti, 4 copertinisti ospiti, quarantanove disegnatori, quarantotto disegnatori ospiti e undici disegnatori fantasma.

Tex è oggetto di culto, studio per tesi di laurea, ispirazione per il cinema, la narrativa, la radio, cartoni animati, tv, giochi, videogiochi, francobolli, mostre, riconoscimenti, citazioni.

Eroe senza tempo, paladino della tolleranza, in una striscia dice: “Poveri Diavoli!…come certa gente possa prendersela con chi non chiede altro alla vita che lavorare onestamente e in santa pace, non riesco davvero a capirlo. Ma forse sbaglio io a chiamarla “Gente”. Tipi come Balder hanno perso il diritto di far parte della gente normale, e non sono altro che il sottoprodotto derivato da numerosi incroci fra serpenti a sonagli e coyotes”.

Vincenzo Vanacore

 

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In merito all'autore

Vincenzo Vanacore

Nato al Sud ma vivo al Nord. Insegnante e Sindacalista.
Appassionato di sport, sono stato assistente e arbitro di calcio, oggi osservatore e istruttore di jumping fitness.
Impegnato nel sociale, mi piace scrivere e amo viaggiare.
Ho pubblicato una raccolta di poesie e ho collaborato con alcune testate, anche in ambito radiofonico, su temi sociali e d’attualità.
Giornalista freelance, iscritto all’albo dei pubblicisti.
Oggi scrivo per ViViCentro.
Eternamente in cerca di quel qualcosa in più, altrove.
Possibilmente abbastanza da dover fare una valigia.
Sempre in bilico tra monti, mare e città.

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