Cronaca

Uccisa la mente degli attacchi Isis in Europa

Mohammed al-Adnani, noto per i suoi incisivi appelli ad attaccare obiettivi occidentali
Mohammed al-Adnani, noto per i suoi incisivi appelli ad attaccare obiettivi occidentali

Mohammed al-Adnani, il portavoce di Isis, è stato ucciso in un raid aereo della coalizione Usa vicino ad Aleppo. È una notizia che chiude un’estate di terrore: al-Adnani è considerato il principale ispiratore degli attacchi terroristici in Europa. Con la sua uccisione, che segue quella di Omar al-Shishani, considerato il ministro della Difesa, ucciso nel marzo scorso, il Califfo Abu Bakr al-Baghdadi perde i suoi due più fidati consiglieri.

Ucciso ad Aleppo il portavoce dell’Isis

Il Pentagono conferma: Mohammed al-Adnani è stato colpito da un raid della coalizione

Mohammed al-Adnani, il portavoce dell’Isis e il principale organizzatore degli attacchi terroristici in Europa, è stato ucciso in un raid aereo vicino ad Aleppo, probabilmente ad Al-Bab. La notizia è stata comunicata dall’agenzia ufficiale dello Stato islamico, Aamaq. Il Pentagono ha confermato che il raid sulla Siria è stato condotto da forze della coalizione.

Aamaq specifica solo che Al-Adnani è stato colpito mentre supervisionava “le operazioni per respingere l’offensiva contro Aleppo”. Come gli altri luogotenenti di Abu Bakr al-Baghadi, e lo stesso Califfo, Al-Adnani era spesso inviato sui fronti più caldi per controllare le operazioni e alzare il morale dei combattenti. A gennaio era stato ferito in Iraq, vicino alla diga di Haditha, durante una controffensiva dopo la perdita di Ramadi.

Con la sua morte, e quella di Omar al-Shishani, il ministro della Difesa del Califfato, ucciso in un altro raid in Iraq nel marzo scorso, Al-Baghdadi ha perso i suoi due più fidati consiglieri e uomini-chiave della strategia islamista. Mentre al-Shishani aveva la responsabilità delle operazioni militari in Siria e Iraq, Al-Adnani era incaricato di organizzare le “operazioni esterne”, cioè gli attacchi in Occidente.

L’Amn al-Kharij, i Servizi esterni, guidati da Al-Adnani, sono i responsabili degli attentati di Parigi e Bruxelles e hanno sfruttato “l’autostrada della Jihad,” che da Raqqa, attraverso Al-Bab o Manbij e poi il valico di frontiera di Jarabulus, faceva transitare i foreign fighters da e per l’Europa. Un’autostrada che il gruppo di fuoco di Abdelhamid Abaaoud, stretto collaboratore di Al-Adnani, ha percorso più volte.

Ora “l’autostrada” è bloccata dai curdi a Manbij e dalle forze turche a Jarabulus. La presenza di Al-Adnani ad Al-Bab segnala l’importanza che ha assunto la cittadina alle porte di Aleppo. Sia i turchi che i curdi vogliono conquistarla. Per l’Isis significherebbe essere tagliato fuori definitivamente dalle vie di rifornimento clandestine attraverso la Turchia.

Con l’uccisione di Al-Adnani la difesa di Al-Bab e delle aree della provincia di Aleppo in mano all’Isis diventa più difficile. Nel momento in cui lo scontro fra Turchia e guerriglieri curdi rallenta la prevista offensiva d’autunno contro Raqqa, la morte del portavoce del Califfo priva la capitale dello Stato islamico di uno dei leader più efficaci. Ieri turchi e curdi hanno siglato una tregua provvisoria. Potrebbe essere l’auspicio di un ritrovato slancio per dare il colpo definitivo al Califfato.

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