Cronaca

Trump: a Flynn la sicurezza nazionale. Nella squadra anche Romney, Sessions, Kushner.

Trump: a Flynn la sicurezza nazionale

Trump offre al controverso Michael Flynn la sicurezza nazionale. Nella squadra anche Mitt Romney, Jeff Sessions, Jared Kushner. Chi è in 5 punti l’ex generale Flynn scelto da Trump per la sicurezza Usa. Fu critico con Obama per la lotta all’Isis.

New York – Grandi manovre alla Trump Tower, quartier generale di Donal Trump, dove è in corso la preparazione della nuova squadra di governo. Tra gli ultimi nomi è spuntato quello di Michael Flynn come consigliere per la sicurezza nazionale. Generale dell’esercito in pensione, 57 anni, ha guidato la Defense Intelligence Agency sotto Barack Obama ed è stato molto critico nei confronti della sua amministrazione sulla guerra contro l’Isis. Per mesi ha aiutato il presidente eletto degli Stati Uniti a colmare il suo vuoto di conoscenze ed esperienza in politica estera e nel settore della sicurezza nazionale. Per i media statunitensi, era stato anche tra i nomi presi in considerazione per il ruolo di vicepresidente.

DEMOCRATICO – Cresciuto in una famiglia “molto democratica”, Flynn è registrato come elettore democratico ed è favorevole all’aborto.

GLI SCONTRI CON OBAMA – Durante la prima notte della convention repubblicana di quest’anno, è stato uno degli oratori principali e più convincenti, affermando che la minaccia posta dall’Isis deve essere contrastata con un’azione più aggressiva delle forze militari statunitensi e che Washington dovrebbe collaborare di più con la Russia.

PRO PUTIN – Proprio la sua vicinanza alla Russia lo ha esposto a critiche in patria: Flynn è apparso regolarmente sulla televisione di Stato in lingua inglese Russia Today e una volta ha partecipato a un gala della tv, sedendo a due posti dal presidente Vladimir Putin.

LA LOTTA ALL’ISIS – A febbraio, il generale ha scritto su Twitter che “la paura nei confronti dei musulmani è razionale”; una frase che non stupisce, visto che è stato costretto a lasciare la guida della Defense Intelligence Agency, nel 2014, perché era l’unico a considerare gli Stati Uniti meno al sicuro di quanto fossero prima degli attacchi dell’11 Settembre, e che è convinto che la sharia (la legge islamica) si stia diffondendo negli Stati Uniti. Come consigliere, secondo il New York Times, avrebbe convinto Trump che gli Stati Uniti sono in una “guerra mondiale” contro i militanti islamici. Il generale non avrebbe ancora accettato l’incarico, per cui non serve il via libera del Senato.

LE CRITICHE – Si sono già alzate voci critiche, tra cui quella dello Human Right Watch, secondo cui Flynn avrebbe mostrato “un profondo disprezzo per i diritti umani e le leggi di guerra”. I dubbi sulla sua figura, però, sono anche di altro tipo: secondo il reporter Michael Isikoff, Flynn avrebbe cominciato a ricevere informazioni classificate relative alla sicurezza nazionale statunitense la scorsa estate, come membro della squadra di Trump, continuando a gestire la propria società di consulenza, la Flynn Intel Group, con cui offre servizi d’intelligence a clienti stranieri; tra questi, ci sarebbe stata anche un’azienda di un facoltoso uomo d’affari turco, molto vicino al presidente

La futura squadra di Trump

  •  Michael Flynn potrebbe, invece essere il consigliere per la sicurezza nazionale. All’ex generale il ruolo gli è stato offerto da Trump in base a quanto è stato fatto trapelare dal team di transizione nella serata di ieri.​
  • Mitt Romney potrebbe essere il prossimo segretario di Stato e sostituire John Kerry alla guida della diplomazia. Donald Trump lo dovrebbe incontrare nel fine settimana. Il repubblicano moderato, 69 anni, ed ex governatore del Massachussets è stato battuto da Obama nelle presidenziali del 2012.
  • Jeff Sessions, senatore dell’Alabama, è un razzista ed è ritenuto un altro autorevole candidato per il posto di ministro della giustizia nella nuova amministrazione. Fu nominato giudice federale ma mai confermato dal Congresso per le sue posizioni. Lasciando il quartier generale di Trump a New York ha detto: “Credo che Romney potrebbe fare bene, ma sarà Trump a prendere la decisione finale”.
  • Jared Kushner, genero del presidente eletto Donald Trump, vuole a tutti costi un ruolo nella nuova amministrazione e ha incaricato i suoi legali di studiarne la fattibilità senza violare la legge contro il nepotismo.

Lo sostiene il New York Times, segnalando che un ruolo nella squadra di governo per il 35enne marito di Ivanka Trump è visto con favore anche del capo di gabinetto designato, Reince Priebus e dello stratega di Trump, il controverso Steve Bannon. Sempre secondo il Nyt, Kushner sarebbe convinto che gli basterebbe rinunciare allo stipendio e affidare i suoi affari ad un “blind trust” per non violare alcuna norma. A lui “piace giocare secondo le regole – ha detto alla Cnn Kellyanne Conway – e se anche non avrà un incarico di governo resterà un consigliere di riferimento per il presidente”.

(agi / askanews)

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