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Renzi sconfessa il prefetto: i funerali ad Amatrice

Ascoli Piceno. Dopo i funerali delle vittime marchigiane oggi si svolgono quelli delle vittime di Amatrice, il Comune più colpito dalle scosso di terremoto
Ascoli Piceno. Dopo i funerali delle vittime marchigiane oggi si svolgono quelli delle vittime di Amatrice, il Comune più colpito dalle scosso di terremoto

I funerali di molte delle vittime si svolgono oggi ad Amatrice. La decisione di tenerli a Rieti aveva scatenato tensione dopo il sisma: le famiglie hanno chiesto di poter salutare i cari nella propria città. Ed un tweet del premier Matteo Renzi ha sconfessato il prefetto che aveva scelto Rieti per ragioni logistiche.

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«Questa è una decisione assurda!» urla un signore che si chiama Antonio Fontanella. E’ l’ex sindaco del paese e proprio non riesce a crederci. «I funerali sono un momento di raccoglimento per la nostra comunità. Che senso ha portarci via da qui? Che venga Rieti ad Amatrice, non il contrario». «Ha ragione», dice don Fabio. «Io non ci vado là. Piuttosto dirò messa qui senza le bare».

Di fronte alla scuola crollata di Amatrice, alla fine della mattina del giorno numero sei, va in scena il primo momento di tensione dopo il terremoto. Una piccola folla si è radunata davanti alla sala operativa della Protezione civile. La rabbia scoppia quando diventa ufficiale la notizia che i funerali delle vittime di Amatrice si terranno all’aeroporto militare di Rieti. Decisione presa dal prefetto Valter Crudo, per due ordini di motivi: le strade sono danneggiate e quasi tutte chiuse, mentre si annuncia il primo giorno di maltempo. Le salme sono già state trasferite nella notte di domenica all’aeroporto, comprese le ultime sei in attesa di identificazione. Il prefetto assicura un servizio di navette per il trasferimento e maxischermi collegati in diretta. Ma non sembra un’idea molto apprezzata. «Noi il funerale in televisione non lo vediamo! Vogliamo salutare i nostri familiari nel modo giusto, con dignità, nella nostra terra».

Anche il sindaco Pirozzi è contrario: «Ho fatto presente a tutte le istituzioni che mi sembrava una scelta sbagliata. Bisogna tener conto del dolore». E infatti, persino un funzionario della Protezioni civile, che sta cercando di spiegare le ragioni istituzionali, la definisce una scelta «dolorosa». Tre ore più tardi, sono le 15.25, un tweet del presidente del consiglio Matteo Renzi sbroglia la questione, sconfessando il prefetto: «I funerali delle vittime del terremoto si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunità locale. E come è giusto!». Più tardi dichiarerà al Tg1: «Si tratta di una decisione sacrosanta». In serata le salme incominciano il viaggio di ritorno. Il funerale solenne verrà celebrato oggi alle sei di sera dal vescovo Domenico Pompili nel paese simbolo della tragedia. È stato proclamato un altro giorno di lutto nazionale.

Sarebbe stato davvero assurdo il contrario. Dopo che proprio il premier Renzi era andato sabato al funerale delle vittime marchigiane, rassicurando tutti i parenti e i sopravvissuti sul fatto che le decisioni sarebbero state condivise. «Non possiamo decidere da Roma. Dobbiamo confrontarci con voi. Siete voi che dovete dirci se preferite restare vicini ai paesi oppure no». Decidere della vita futura, a cominciare dalla commemorazione dei propri cari. Altre due vittime sono state estratte ieri dalle macerie di Amatrice. Il conto dei morti sale a 292, gli sfollati assistiti nelle tende sono più di 2900.

Questo tratto della strada statale Salaria, al confine fra Lazio e Marche, è in piena trasformazione. I primi cantieri per contenere le frane dalla montagna e spostare le macerie sono in funzione. In diversi punti la strada è a circolazione alternata. Lungo il percorso che va da Arquata del Tronto ad Amatrice si vedono quattro campi con le tende azzurre per gli sfollati. Ma è salendo che la situazione si complica. Le strade agibili sono per i mezzi di soccorso, ieri tutti gli altri potevano raggiungere Amatrice solo passando per uno sterrato. Chissà che strada avevano fatto i due sciacalli bloccati in frazione Preta a bordo di una Passat con targa tedesca. I carabinieri li hanno fermati con soldi, vestiti e persino pentole rubate nelle abitazioni crollate.

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