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Cronaca

Ponte di Genova, a settembre iniziano i lavori di demolizione ma preoccupa il meteo

Si va verso un mix tra microcariche esplosive e smontaggio

“Per i primi di settembre, direi entro la prima settimana, potremmo iniziare la demolizione di ponte Morandi”. A fornire questo termine temporale è il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti Edoardo Rixi. Per quanto riguarda i tempi che l’operazione comporterà, “questo dipende dalla tecnica che verrà usata e da quanti cantieri in contemporanea si riesce ad aprire. Penso comunque – aggiunge Rixi – che si vada verso un mix tra l’utilizzo di microcariche esplosive e smontaggio”.

Intanto Autostrade per l’Italia fa sapere di aver versato finora 714mila euro di contributi economici per le primissime necessità a 74 famiglie di Genova, costrette ad abbandonare la propria abitazione a causa del crollo del viadotto Polcevera. Questa cifra salirà a circa 1,5 milioni di euro lunedì mattina.
Si risolve con l’uscita di scena dei due interessati la polemica sulla presenza nella commissione ispettiva del Mit di Brencich e Ferrazza: il primo ha dato le dimissioni, mentre al secondo ha revocato l’incarico Toninelli. I periti incaricati dai pm affermano che anche le condizioni del moncone del lato ovest del ponte Morandi “sono gravi, se non gravissime”. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, boccia l’ipotesi di un ingresso della Cdp in Atlantia o comunque nella galassia Benetton.
Attenzione intanto per l’allerta meteo in Liguria.  L’estensione dell’allerta gialla per temporali e vento fino alle 8 di domani ha prolungato fino a quell’ora il blocco delle attività sulle macerie di ponte Morandi nel letto del torrente Polcevera. L’allerta doveva terminare alle 24 di oggi. Ma vanno avanti le attività di polizia giudiziaria, specialmente la repertazione di materiali, al di fuori della zona interdetta a causa dell’allerta.
Ferrazza poteva chiudere viadotto Morandi. Roberto Ferrazza, ex presidente del Comitato tecnico amministrativo che vagliò il progetto di Autostrade per sanare il viadotto Morandi era l’unico che, nella veste di provveditore alle opere pubbliche, sentiti gli enti locali, poteva provvedere a far chiudere il traffico sul ponte: il livello di usura della struttura, pur molto elevato, non faceva scattare un obbligo di legge rispetto alla chiusura della circolazione ma Ferrazza avrebbe se non dovuto, potuto farlo. Queste, secondo fonti del Mit, sono le motivazioni che hanno portato il ministero a sollevare dall’incarico di presidente della commissione ispettiva, l’architetto Ferrazza. L’ormai ex presidente dovrebbe, secondo fonti interne alla procura, finire nel mirino dei magistrati assieme ai vertici di Autostrade e a un altro componente della Commissione, Antonio Brencich, che ha rassegnato le dimissioni: “E’ diventata una questione politica – ha detto – lascio per serietà“. Sia Brencich, in qualità di esperto, che Ferrazza come presidente del Comitato tecnico amministrativo interno al Provveditorato avevano dato parere favorevole al progetto di Autostrade per la messa in sicurezza del ponte. Eppure, si legge nella relazione del comitato che è già stata acquisita dalla procura, nel progetto “si rilevano alcuni aspetti discutibili per quanto riguarda la stima della resistenza del calcestruzzo” e in particolare “il metodo Sonreb-Win è scientificamente ormai ritenuto fallace”. Nelle conclusioni, infatti, il Comitato parla di “elementi discutibili” per quanto riguarda la stima “della resistenza del calcestruzzo” e mette in evidenza che “non viene precisato” il tipo di tassello per il test di pull out che serve per sondare la resistenza del calcestruzzo stesso. Una notazione “non marginale” perché è documentato che alcuni tasselli “potrebbero portare a sovrastime anche del 100%”.
“Sono stato estromesso dall’incarico sui giornali senza neppure una telefonata o una comunicazione ufficiale. Sono rimasto stupito per modi e contenuto”. Lo dice, intervistato da Corriere della Sera, Repubblica e Stampa, il Provveditore ligure alle opere pubbliche Roberto Ferrazza destituito dall’incarico di capo della commissione ispettiva sul ponte Morandi. All’accusa di non aver chiuso il traffico, riferita da fonti del Mit, replica: “Mi vengono attribuiti questi poteri, vedremo – riporta il Corriere –. Io sostengo una tesi diversa ma che lo sostenga io è del tutto ininfluente. Passerò comunque la serata a rileggermi i testi sull’argomento. A me risulta di non avere questi poteri, però posso sbagliarmi”. “In italiano si chiama scaricabarile – dice come riporta la Stampa –. Mi dispiace che questa dichiarazione non abbia nome e cognome. Quella sarebbe stata dignità. E la dignità è merce molto rara al giorno d’oggi”.

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