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Cronaca

Malta dopo l’approdo della Lifeline, chiude i porti e sequestra le due navi dell’Ong

In una nota del governo de La Valletta, Malta comunica di aver chiuso i suoi porti all’approdo delle navi delle organizzazioni non governative.

Qui di seguito quanto dichiarato:

“In seguito ai recenti eventi” dopo il caso Lifeline, Malta “deve accertarsi che le operazioni” di queste navi “siano conformi alle norme nazionali e internazionali”: La Valletta “non può consentire a entità con strutture simili a quelle oggetto di indagini di usare il porto per le loro operazioni, né di entrare o uscire”

Restano così bloccate le due imbarcazioni approdate sui porti maltesi: la Seawatch, sottoposta a controlli e la Lifeline.

Nei giorni scorsi il governo de La Valletta aveva negato l’approdo dell’ imbarcazioni spagnola dell’Ong l’Open Arms che aveva fatto richiesta di entrare nel porto maltese per fare rifornimento. Il governo maltese aveva costretto la Ong a noleggiare una piccola imbarcazione a terra per portare il carburante e i viveri alla nave fuori dalle acque territoriali maltesi.

La stessa Open Arms accusa l’Italia per aver inibito l’accesso al mare italiano ne da notizia la stessa organizzazione con una nota su Tweet:

“Italia e Malta negano l’accesso alle loro acque alla nave #OpenArms una barca umanitaria che ha salvato più di 5.000 vite in 1 anno sotto il coordinamento della Guardia costiera, che è stata liberata dalla magistratura italiana, e il cui equipaggio è europeo, come la sua bandiera”

Pronta la risposta di smentita da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti :

” Nessuna inibizione, Open Arms è in zona Sar libica e anche la Astral sta navigando verso sud”.

 

 

 

 

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