Cronaca

Florida, sparatoria in aeroporto Fort Lauderdale: come e perché!

strage a Fort Lauderdale

Torna la paura negli aeroporti americani: un ex militare di origine ispanica, Esteban Santiago, ha aperto il fuoco nell’area di ritiro bagagli dell’aeroporto di Fort Lauderdale, in Florida. 5 morti e 13 feriti il bilancio della strage. Il 26enne è stato arrestato ed è stato interrogato dalla polizia. Le indagini sono ancora nelle fasi preliminari ma sembrerebbe non trattarsi di terrorismo. La pistola era stata imbarcata nella stiva e sembra che avesse litigato coi passeggeri

Perché il folle della strage a Fort Lauderdale poteva viaggiare con una pistola

Washington – Strage nell’aeroporto di Fort Lauderdale, in Florida, dove un uomo ha ucciso cinque persone a colpi di pistola prima di lasciarsi catturare. Esteban Santiago ha aperto il fuoco sulle persone con cui aveva viaggiato dall’Alaska alla Florida e con cui aveva avuto una lite durante il volo.

Ecco quello che si sa di quanto accaduto nello scalo

  • Esteban Santiago è nato in New Jersey, ma a 2 anni si èp trasferito a Porto Rico.
  • Ha servito in Iraq nelle fila della guardia nazionale portoricana
  • Ad agosto 2016 è stato espulso dall’esercitio per risultati insoddisfacenti
  • Santiago era stato ricoverato in un centro per malati di mente dopo essere andato all’Fbi facendo affermazioni deliranti sull’Isis
  • Le vittime sono 13: cinque morti e 8 feriti
  • Santiago non ha avuto complici
  • La pistola usata si trovava nel bagaglio che Santiago portava con sè dall’Alaska ed era stata regolarmente denunciata
  • Un paio di mesi fa Santiago ha avuto “contatti” con l’Fbi ad Anchorage, in Alaska.
  • Il volo dall’Alaska a Fort Lauderdale era operato da una compagnia canadese
  • La sparatoria è avvenuta nell’area recupero bagagli del Terminal 2

Queste le fasi della strage

  1. Santiago parte dell’Alaska alla volta di Fort Lauderdale
  2. In volo litiga con alcuni passeggeri
  3. Una volta in Florida recupera la propria valigia dal nastro bagagli e va in bagno
  4. Prende la pistola dal bagaglio
  5. Torna nell’area consegna bagagli e comincia a sparare
  6. Si siede, allontana da sè la pistola e aspetta che lo arrestino

Come mai ha potuto portare una pistola con sè

Il volo Air Canada decollato da Anchorage in Alaska e atterrato a Fort LauderdaLle in Florida sopo aver fatto scalo a Minneapolis era originato negli Usa e quindi si applicavano le regole statunitensi che consentono di trasportare armi cariche nel bagaglio di stiva. La Tsa (Transporty Security Administration), l’agenzia per la sicurezza negli aeroporti e in volo, prevede che l’arma dichiarata nel bagaglio da stiva sia scarica e alloggiata in un contenitore rigido all’interno della valigia.

Killer: costretto a combattere per l’Isis

Le indagini sono ancora nelle fasi preliminari ma sembrerebbe non trattarsi di terrorismo. L’atto “malvagio”, così come lo ha definito il governatore della Florida Rick Scott, sarebbe opera di un uomo con problemi mentali. Esteban è atterrato a Ft. Lauderdale proveniente da Anchorage, in Alaska, dopo aver fatto scalo a Minneapolis. Nell’area di ritiro bagagli avrebbe preso la sua pistola dalla borsa, legalmente imbarcata insieme alle munizioni, e aperto il fuoco. Indossava una maglietta di ‘Guerre Stellari’ e mirava alla testa delle sue vittime: i colpi ripetuti sarebbero stati sparati, secondo i testimoni, senza pronunciare una parola. Santiago, secondo indiscrezioni, soffriva da tempo di problemi mentali e nei mesi scorsi sarebbe stato ammesso in un ospedale psichiatrico. “Un mese fa ha iniziato ad avere problemi, è come se avesse perso la testa, diceva di vedere cose”, ha raccontato la zia, Maria Luisa Ruz. Su di lui le informazioni sono ancora contrastanti: nel suo passato ci sarebbero delle indagini per pedopornografia, ma le autorità non avrebbero raccolto prove sufficienti per procedere.

Nel 2016, secondo la Cbs, Santiago si sarebbe recato negli uffici dell’Fbi ad Anchorage denunciando di essere “costretto a combattere per l’Isis”. Nato in New Jersey nel marzo del 1990, ma originario di Porto Rico, il killer ha servito per un anno in Iraq ed è stato congedato con onore lo scorso anno. Il suo indirizzo più recente è a Naples, in Florida, dove la sua fidanzata e il figlio continuano a vivere, ma fra il 2014 e il 2016 ha vissuto ad Anchorage. L’incidente è avvenuto poco prima dell’una, e inizialmente si temeva per la presenza di un secondo sparatore, smentita poi dalla polizia. Lo scalo resta però chiuso, “e lo resterà per diverso tempo”, hanno fatto sapere le autorità. Il movente non è ancora chiaro: secondo alcuni testimoni, Santiago avrebbe avuto un’accesa discussione con alcuni passeggeri a bordo del volo e questo potrebbe essere uno dei motivi che lo hanno spinto alla strage. Il presidente eletto Donald Trump ha fatto sapere di aver seguito gli sviluppi in stretto contatto con il governatore Scott, giunto a Ft. Lauderdale. Scott ha aggiornato anche il vice presidente eletto, Mike Pence, ma non ha avuto contatti con Barack Obama.

“Non è il momento di fare polemiche”, ha risposto il governatore a chi gli chiedeva come mai non avesse contattato Obama. E non è il momento delle polemiche, ha aggiunto, neanche per le armi negli aeroporti. Il fatto che l’uomo abbia trasportato legalmente la sua arma e le munizioni hanno però già alimentato un forte dibattito. Il killer ha recuperato la sua borsa nell’area bagagli, quella meno controllata degli aeroporti americani. E l’incidente ha fatto salire l’allerta in tutti gli scali.

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Ugo Barbàra/agi – /ansa

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