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Guardia di Finanza Palermo
Cronaca

Assenteismo nel pubblico impiego: rinnovo protocollo. 42 arresti a Palermo

Assenteismo nel pubblico impiego: rinnovato il protocollo d’intesa tra il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Guardia di Finanza

Questa mattina, presso la sala “San Matteo” della caserma “Piave”, sede del Comando Generale del Corpo, il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Sen. Giulia Bongiorno, e il Comandante Generale del Corpo, Gen. C.A. Giorgio Toschi, hanno siglato il rinnovo del protocollo d’intesa relativo alla collaborazione tra il il Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Guardia di Finanza.

L’accordo – fondato sulla positiva esperienza maturata a seguito di precedente, analoga intesa – rinnova ed estende la collaborazione esistente, oggi fondata su consolidate sinergie in materia di controlli dei doppi incarichi (c.d. “doppio lavoro”) e dei regimi di incompatibilità dei dipendenti pubblici.

In particolare, viene prevista la possibilità di attuare un piano di verifiche – da svolgere anche congiuntamente tra Guardia di Finanza e Ispettorato della Funzione Pubblica – finalizzate a contrastare i fenomeni di assenteismo nel pubblico impiego nonché a riscontrare la regolarità delle condizioni che legittimano il beneficio di permessi per l’assistenza di familiari anche con disabilità.

A margine dell’evento, le Autorità intervenute hanno espresso ampia soddisfazione per il rinnovo dell’accordo, che rappresenta uno strumento di deciso potenziamento delle linee di presidio della legalità nella Pubblica Amministrazione.

Intanto, a chilometri di distanza, in Sicilia, la Guardia di Finanza ha portato a termine un’indagine contro molti dipendenti che risultavano infatti in servizio mentre erano fuori per faccende private. In particolare individuati e denunciati 42 cosiddetti furbetti del cartellino che si scambiavano i badge per attestare false presenze.

Di questi, a seguito dell’indagine, 11 dipendenti dell’assessorato regionale alla salute di Palermo sono stati posti agli arresti domiciliari mentre, per altri 11, c’è l’obbligo di firma e altri 20 sono stati denunciati in stato di libertà.

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