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Cronaca SPORT

A 38 anni è morta Sara Anzanello oro italiano ai mondiali di pallavolo

Oro ai Campionati del Mondo di pallavolo 2002, 2007 e 2011, l’atleta veneta nel 2013 aveva subito d’urgenza un trapianto di fegato a causa di un’epatite contratta in Azerbaijan dove si era trasferita nella stagione 2011-2012.

Una notizia improvvisa scuote tutto il mondo della pallavolo italiana e internazionale. All’età di 38 anni è venuta a mancare Sara Anzanello. Un lutto che priva il volley di un’atleta che ha contribuito a scrivere pagine importanti della storia della Nazionale Femminile italiana.  Nata a San Donà di Piave il 30 luglio 1980, dopo una lunga carriera costellata di successi tra i quali spiccano, con la con la maglia della nazionale italiana, l’oro ai Campionati del Mondo 2002 e alle due coppe del mondo 2007 e 2011; l’atleta veneta nel 2013 aveva subito d’urgenza un trapianto di fegato a causa di un’epatite contratta in Azerbaijan dove si era trasferita nella stagione 2011-2012.

Dopo mesi molto complicati e vincendo una difficile battaglia, Sara si era ristabilita e con grande determinazione era anche riuscita a tornare in campo, per lei anche un ruolo nello staff del Club Italia nella stagione 2014-2015 di pallavolo, ma nell’ultimo periodo la situazione si era nuovamente aggravata fino al tragico epilogo.  Un mese fa gli era stato diagnosticato un linfoma, come ha rivelato una lettera postuma pubblica su Facebook. Ma Sara era una combattente. Disse in un’intervista del 2016 alla Gazzetta dello Sport: Mi sono sempre considerata un’atleta. E oggi come allora se leggo parole tipo “poverina” mi sale il sangue alla testa. Non fa per me. Poi so benissimo che certe cose non le posso più fare: ma non mi sento davvero gli anni che ho. Era il 2016, l’allora trentaseienne pallavolista aveva scritto una pagina importante della sua nuova vita: aveva ripreso a giocare in B1 a Trecate, cambiando addirittura ruolo (da centrale a opposto), ma aveva anche avviato una carriera universitaria, iscrivendosi a Scienze Motorie. Aveva insomma dei progetti chiari e a lungo termine, per quanto faticosi – studiava tra un allenamento e l’altro -, ma questo era un modo per sfidare la sfortuna e provare a murarla. Per sempre. Purtroppo, invece, non ce l’ha fatta: sottoposta all’epoca, nel giro di un mese, a un trapianto di fegato che avrebbe dovuto essere risolutivo, il fisico della ragazza di Ponte di Piave è stato di nuovo aggredito nelle scorse settimane.

La sua lettera:

Perché condividere: per essere di supporto a chi come me deve superare delle difficoltà, per far capire che la vita è bella, perché in questo momento ho bisogno di energie positive. Devo fare un altro trapianto, ma mi hanno diagnosticato un tumore al sistema linfatico. Ed ora inizierò i cicli di chemioterapia, ho paura perché voglio vivere. Non si sa mai quali e quante sfide la vita ti pone davanti, difficilmente si è abbastanza pronti. Cos’è la cosa che vorresti più di ogni altra, il tuo sogno nel cassetto, il tuo desiderio più grande? Il mio sogno è vivere. Semplicemente vivere, passeggiare, stare all’aria aperta, un bel bagno in un mare limpido, la sabbia sotto i piedi, la neve candida che mi circonda in una giornata invernale di sole, i miei quadri, la mia cucina, il mio piccolo orto sinergico, una serata con la mia famiglia e con le persone a cui voglio bene. Vivere, senza grandi pretese, ma vivere. Molti conoscono la mia storia, dopo il difficile trapianto di fegato nel 2013 ho lottato per riprendere in mano la mia vita; quest’anno, l’aggravarsi della mia situazione mi ha riportato qui al Niguarda per entrare nuovamente in lista. Nello stesso periodo mi è stato diagnostico un Tum…re al sistema linfatico, manco riesco a dirlo, ed ora inizierò le chemio. A voi spiegata la mia costante presenza alla SPA Niguarda dove sono seguita da un’equipe di alto livello di cui mi fido e che sta facendo di tutto per far avverare i miei desideri. Ho la fortuna di avere una famiglia, un fidanzato e amici speciali che mi sono accanto e mi fanno ridere e passare minuti spensierati, minuti in cui la malattia non c’è più… Tante altre persone stanno combattendo la mia battaglia, in tante l’hanno già vinta, altre no. Ho paura, non sarà l’emozione migliore da avere, però non avere certezze fa paura. Non voglio entrare nei dettagli medici ma, se volete mandarmi un piccolo pensiero, una preghiera per i credenti, un po’ di energia positiva che aiuti il mio corpo a fare piazza pulita di ciò che non va bene. Io sono qui per lottare, mai mollare, crederci sempre come ho fatto in tutta la mia vita.

Arrivederci a tutti.

Sara.

L’immagine è tratta dal corriere.

Adduso Sebastiano

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