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Tensioni nella maggioranza e con l'Europa
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Tensioni nella maggioranza e con l’Europa: dalla munnezza ai soldi

Tensioni all’interno della maggioranza e con l’Europa: dalla munnezza ai soldi, ed i fuochi si spostano sul terreno gialloverde

Crescono le tensioni nella maggioranza, Di Maio replica a Salvini: gli inceneritori non sono nel contratto di governo. Manovra, monito di Draghi: i Paesi con alto debito non devono aumentarlo. Da Merkel e Macron un piano comune sulla bilancia unica, l’Italia esclusa.

Continua senza tregua la polemica innescata da Salvini con il suo esprimersi sulla situazione nella “terra dei fuochi” e sullo smaltimento rifiuti in genere. Argomento “doloroso e spinoso” per Di Maio che continua a ribattere botta su botta ed anche questa volta risponde ed afferma:

“A me dispiace che Salvini abbia deciso di lanciarsi in questa polemica e di creare tensioni nel governo anche non essendo nel contratto di governo quello degli inceneritori non si pone. L’obiettivo è puntare alla raccolta differenziata”,

dice Di Maio.

Scelta ribadita anche dal Presidente della Camera Roberto Fico e dal Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ma per Salvini non bisogna lasciare lo smaltimento dei rifiuti in mano alla camorra.

Altro tema è quello contenuto nel ddl anticorruzione dove è stallo nella maggioranza. Il nodo è il tetto alla contabilità semplificata, ovvero i contributi per i partiti. Fino a 500 € non era obbligatorio pubblicare il nome del donatore, il MoVimento 5 Stelle però l’ha portato a 2.000 € ma vorrebbe tornare indietro mentre i leghisti non sono d’accordo.

Poi c’è il capitolo manovra della Banca Centrale Europea con il richiamo ai paesi con alto debito: “non devono aumentarlo”, ha detto il presidente Draghi mentre in serata si è saputo che Francia e Germania avrebbero già pronta la proposta sul nuovo budget dell’eurozona. Secondo il sito del quotidiano tedesco Spiegel i fondi arriveranno soltanto a chi rispetta le regole dell’Unione Europea, comprese quelle di bilancio. Allo stato attuale, dunque, l’Italia rimarrebbe esclusa.

Per concludere, un’occhiata ai mercati.

Chiusura contrastata ieri per Wall Street, la settimana di Piazza Affari si è chiusa su toni negativi.
Dopo aver trascorso ampia parte della seduta in calo, Piazza Affari ha cercato lo spunto per chiudere in positivo finendo però a -0,1%, complice lo spread che ha chiuso a 312 punti sui massimi di giornata.
Il buon andamento delle utility ha sostanzialmente compensato il calo delle banche ma il recupero è riuscito solo in parte anche nelle altre piazze europee con Parigi, Francoforte, Madrid e Londra, tutte attorno alla parità.

Debole in tutta Europa il comparto bancario che ha risentito della riapertura del presidente della BCE Mario Draghi a una revisione dei tempi sul rialzo dei tassi e “quantitative easing”.

A condizionare i mercati anche la Brexit visto che non sembra più imminente l’avvio della procedura sulla mozione di sfiducia contro la leadership in esame ieri mattina.

E questa è la situazione all’apertura di questo fine settimana.

Stanislao Barretta

 

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