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Sicurezza nelle scuole: un’emergenza per il paese

SICUREZZA NELLE SCUOLE: UN’EMERGENZA PER IL PAESE. PROTESTE IN TUTTA ITALIA DEI DIPENDENTI DEL MIUR PER LA SICUREZZA NELLE SCUOLE

Nulla è più prezioso della vita dei giovani, il futuro del nostro Paese, e tutti dovrebbero fare il possibile per salvaguardarla, ma siamo proprio sicuri che sia così?

Sicurezza nelle scuole: un’emergenza per il paese

I tanti, troppi incidenti avvenuti negli ultimi anni nelle scuole ci dicono esattamente il contrario, che questi tristi episodi sono stati accettati come una tragica fatalità, che quello della sicurezza nelle scuole è un problema ampiamente sottovalutato.
Il mese scorso c’è stato l’incidente mortale di un bambino di sei anni, caduto dalle scale in una scuola di Milano, un triste episodio che ha commosso l’opinione pubblica, ma tantissimi sono gli infortuni più o meno gravi che si verificano quasi quotidianamente nelle scuole italiane, passando quasi sotto silenzio.
Che dire dello stato disastroso di molti edifici scolastici, che cadono letteralmente a pezzi? Dallo scorso settembre ci sono stati crolli di calcinacci in scuole di Tremestieri, Solarolo, Olevano sul Tusciano, La Spezia, Scafati, Gela, Casalnuovo, Desenzano, Maiori, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Di chi sono le responsabilità? Per denunciare il carente livello di sicurezza nelle strutture scolastiche e il divario con le prescrizioni di legge, venerdì 8 novembre, sono state indette assemblee dei lavoratori della Scuola in tutta Italia.
La protesta, organizzata da tutti i sindacati a livello nazionale, ha coinvolto i docenti e il personale Ata della maggior parte delle scuole italiane, che nelle prime due ore di lezione si sono riuniti in assemblea, facendo in modo che nella fascia oraria dalle 8-8,30 e 10-10.30 le scuole in tutta Italia restassero chiuse.
Alla fine dell’assemblea le copie dei verbali, con le tutte criticità riscontrate, sono state trasmesse alle organizzazioni sindacali, le quali a loro volta provvederanno ad inoltrarle ai Comuni e alle Provincie, ovvero agli enti proprietari degli immobili, agli Uffici Scolastici Provinciali e alle Prefetture, affinché ognuno, preso atto della situazione, si assuma le proprie responsabilità.
Un’azione unitaria di sensibilizzazione e richiesta di intervento in materia di sicurezza scolastica, preceduta da Sit-in di protesta dei Dirigenti Scolastici in tutta Italia davanti alle sedi degli Uffici Scolastici Regionali e a quella del Miur a Roma. Un segnale forte, per far capire a chi ci governa che bisogna intervenire al più presto.
Ad essere sotto il mirino delle critiche sono lo stato strutturale degli oltre 42.000 edifici scolastici italiani, ma anche la carenza di personale che non consente di effettuare un’adeguata vigilanza sui minori.
Per Daniela Margiotta, della Segreteria regionale dello Snals-Confsal di Napoli e membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, “Le criticità in materia di sicurezza sono tante, ma i problemi maggiori sono due: i tagli agli organici, soprattutto a quelli dei collaboratori scolastici, e la scarsa manutenzione degli edifici”.
“Entrambi i problemi – spiega Daniela Margiotta – sono dovuti al fatto che nell’ultimo ventennio i finanziamenti alle scuole si sono gradualmente ridotti: si è pensato più a risparmiare che a salvaguardare l’incolumità dei circa 8 mil. di alunni e di quella di 1 mil. di lavoratori della Scuola.
Per questo chiediamo interventi immediati per la messa in sicurezza delle strutture scolastiche e l’aumento del personale Ata per la vigilanza”.
La riqualificazione dell’edilizia scolastica, l’adeguamento delle strutture in aree a rischio sismico (oltre il 41% del totale), l’incremento del personale scolastico per un’adeguata vigilanza sono dunque azioni non più rinviabili, per questo la protesta dei lavoratori della Scuola non si fermerà, continuerà in altre forme, fino a quando non saranno ascoltate le loro richieste.
Inoltre, come segnalato da Cittadinanzattiva, c’è un altro grave problema da risolvere: per accedere ai finanziamenti e per il loro effettivo utilizzo, c’è una serie spropositata di passaggi tra i diversi enti ed organismi di controllo e una serie di procedure così farraginose da durare anni, per questo c’è un grave ritardo nell’utilizzo dei fondi già stanziati per la messa in sicurezza. Speriamo che nel frattempo non si verifichi l’ennesima tragedia annunciata.

Adelaide Cesarano

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