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Salvini tra Caporale e Calimero
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Salvini: tra Caporale e Calimero. Le due facce del “io so io”

Il leader leghista mostra di essere sempre più affetto dalla sindrome del “io so io” ed oscilla tra comportamenti da Caporale ed il sentirsi come Calimero.

Salvini: tra Caporale e Calimero. Le due facce del “io so io”

Salvini, in un’intervista a SkyTG24 mostra le due personalità che lo pervadono da quando, per un moito in più (dicono i maligni), ha fatto cadere il governo perdendo, con esso, status, mezzi e giocattolini che tanto gli piacevano e tanto “grande” lo facevano sentire.

Ed allora eccolo ora lì ad oscillare tra le espressioni del duro che tutto può fare per cui è li a dire:

“Il Pd sembra un autobus: qualcuno scende e qualcun altro sale”
“Preferisco lasciare ad altri i giochini di palazzo e mantenere alto il mio onore. In Umbria si vota il 27 ottobre dopo che i 5 Stelle hanno denunciato degli assessori Pd, che poi sono stati arrestati. E ora il Movimento con chi si allea? Proprio con il Pd. Il voto in Umbria, Emilia Romagna, Calabria sarà un voto regionale ma anche un giudizio del governo delle poltrone”, ha proseguito Salvini, “prima è uscito Renzi, oggi ho letto che nel Pd entra la Boldrini. Il Pd sembra un autobus, ogni tanto uno scende, poi qualcun altro sale”.

Ma poi, lasciandosi prendere anche dalla sindrome di Calimero che l’ha colpito, affermare anche:

“Conte mi odiava e a Di Maio non stavo simpatico”
“La chat è ancora aperta. Mi hanno deluso dal punto di vista umano, dal punto di vista politico lo giudicheranno gli italiani. Per loro evidentemente la poltrona valeva più dell’interesse del Paese. Poi se mi dice ci dormo male le rispondo no. Il presidente del Consiglio mi odiava, a Di maio non stavo simpatico”.

Poi, a proposito dell’inchiesta sui presunti finanziamenti dalla Russia, glissa:

“Fondi russi? Una vicenda surreale”
“È una vicenda surreale, non c’è niente da chiarire, lo faranno i giudici. Non c’è un rublo, un dollaro, una matita o una merendina fuori posto”

Infine, riferendosi a Conte, afferma:

“Ci sono delle interrogazioni del Pd che attendono in Parlamento, alle quali non ha mai risposto, sulla sua professione, su presunti conflitti di interesse. Sono dubbi sollevati dai suoi attuali alleati di governo, che ipotizzano conflitti d’interesse e ombre nel suo passato. Pensi a quelle”.

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Stanislao Barretta

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