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Via allo scioglimento delle Camere, il 4 marzo italiani alle urne
Politica

Via allo scioglimento delle Camere, il 4 marzo italiani alle urne

 Gentiloni celebra i 70 anni della Costituzione, intanto è ufficiale il timing del governo: il 28 si sciolgono le Camere ed il 4 marzo previste le elezioni.

Con il messaggio pubblicato su Twitter “#70anni Evviva la #Costituzione” il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ricorda l’anniversario della promulgazione della Carta Costituzionale.    Intanto domani giovedì 28 dicembre terminerà la XVII legislatura della Repubblica. L’ambiente politico prende come un dato di fatto che il presidente Sergio Mattarella scioglierà le Camere allo scadere di questa data, giorno in cui il premier Paolo Gentiloni congederà di fatto il suo mandato nel corso della conferenza stampa di fine anno. Led posizioni politiche sono contrapposte, come riporta l’Ansa: “Auspichiamo che Mattarella “valuti di non sciogliere le Camere fino a quando questa legge di civiltà non sarà approvata”, sottolinea Angello Bonelli dei Verdi mentre Barbara Pollastrini del Pd spiega: “abbiamo il dovere di provarci”. Liberi e Uguali, con il senatore Federico Fornaro, ricorda che “se Pd ed M5S avessero avuto più coraggio” lo ius soli sarebbe legge laddove il capogruppo Mdp alla Camera Francesco Laforgia rilancia: “Se ci fosse un sussulto di dignità da parte del Parlamento e del Governo noi non faremmo mancare il nostro sostegno incondizionato”. Sul fronte opposto, Lega e FI ribadiscono il loro “no” al provvedimento: “è una legge che non serve, la cittadinanza deve essere una conquista e non un regalo”, sottolinea Roberto Calderoli. Ma lo ius soli, salvo colpi di scena clamorosi, finirà, in questo giro, nelle calderone delle cose non portate a termine. Al Senato mancano i voti centristi della maggioranza di governo e manca anche quell’asse tra Pd e M5S che aveva garantito l’ok al biotestamento. Del resto, il mancato numero legale in Aula ha stoppato, lo scorso 23 dicembre, una legge su cui in pochi, sin dalla sua calendarizzazione, ormai scommettevano. E Mattarella, sciogliendo le Camere prima della ripresa dei lavori, prevista sulla carta il 9 gennaio, non potrà che prendere atto del segnale arrivato da Palazzo Madama. Il 28, perciò, si chiuderà la legislatura iniziata il 15 marzo 2013“. Le tempistiche ormai sembrano definite anche perché, agli occhi del Quirinale, con il mancato numero legale verificatosi in Senato sullo ius soli, dal Parlamento è giunto un chiaro segnale che la legislatura può chiudere i battenti. Non mancano ancora critiche e proteste sulla parentesi relativa allo ius soli, come quella del Movimento Italiani senza cittadinanza.

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Annalibera Di Martino

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